RCA, l'Ivass bacchetta i siti di comparazione: quei preventivi non convincono

Secondo l'Istituto per la vigilanza sulle Assicurazioni, i siti comparano solo i prodotti di poche Compagnie. Cosa ci guadagnano?

28 novembre 2014 - 10:00

Chi ci legge già sapeva tutto dal dicembre 2013, ossia da quando l'Ivass (l'Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni) aveva avviato un'indagine sui siti che comparano le RCA: adesso, eccone i risultati. L'obiettivo era verificare il livello di correttezza e trasparenza delle informazioni e delle quotazioni fornite dai siti di comparazione. L'indagine ha preso spunto dalla forte diffusione della comparazione online di prodotti assicurativi nel settoreRCA: si viaggia a 12,9 milioni di preventivi effettuati nel 2013 attraverso 6 siti operanti in Italia.

QUANTI GUAI… – Per cominciare, i siti comparano solo (o prevalentemente) i prodotti di poche imprese con cui hanno concluso accordi e da cui percepiscono provvigioni in relazione a ciascun contratto stipulato attraverso di essi. Quindi, un quadro parziale. Secondo: il numero delle compagnie pubblicizzate è in genere superiore a quello delle imprese effettivamente confrontate. E ancora, la comparazione è basata esclusivamente sul prezzo e non tiene conto delle diverse caratteristiche dei prodotti in termini di massimali, franchigie, rivalse ed esclusioni. Questo comporta il confronto di prodotti disomogenei e non sempre adeguati alle esigenze assicurative dei consumatori.

UN RISCHIO ODIOSO – Occhio, perché c'è poi il rischio, dice l'Ivass, dell'abbinamento automatico di coperture accessorie non richieste dall'utente (come il Furto e incendio, o gli Infortuni del conducente): insomma scarsa trasparenza verso il consumatore. Non ultimo, i siti di comparazione RCA fanno largo uso di messaggi pubblicitari formulati in modo da ingenerare nei consumatori il convincimento di poter ottenere notevoli risparmi (“fino a 500 euro”) e di acquistare il “miglior prodotto” o di rivolgersi alla “migliore impresa”. Sara vero? Mah… I siti non indicano i criteri di valutazione dei prodotti e delle imprese né le basi di calcolo del risparmio promesso. Insomma, l'automobilista non riceve informazioni del tutto corrette, e magari alla fine non risparmia quanto gli viene promesso.

QUALE SOLUZIONE? – Per rimuovere queste criticità, l'Ivass è intervenuto sugli intermediari assicurativi che gestiscono i siti comparativi oggetto della indagine chiedendo di adottare specifiche misure correttive entro il 31 gennaio 2015. Comunque, in attesa che quei siti riguadagnino punti in quanto a trasparenza verso il consumatore, ecco alcuni informazioni che l'Ivass dà agli automobilisti. Uno: il numero delle imprese comparate e? di molto inferiore al numero complessivo delle imprese – 68 – che operano nel ramo RC auto. L'unico sito, non commerciale, che oggi compara tutte le imprese e? quello pubblico gestito dall'Ivass stesso e dal ministero dello Sviluppo economico (tuopreventivatore). Due: la polizza piu? economica puo? non essere la piu? adeguata alle proprie esigenze assicurative. Risultano comparati prodotti con clausole diverse come la “guida esclusiva” (che limita la guida a un solo conducente) o la “guida libera” (che non ha questa limitazione): magari si risparmia, ma poi ci si espone al rischio rivalsa. In particolare, con la “guida esclusiva”, si può mettere al volante solo il proprietario del mezzo (o altra persona indicata nel contratto), a fronte di un risparmio sulla Rca base del 10% circa. Ma in caso di sinistro causato, se al volante c'era una persona diversa da quella indicata nel contratto, allora la Compagnia ha diritto a farsi risarcire tutto l'indennizzo o una parte di questo. Quindi, massima attenzione alle clausole che firmate.

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