RCA: intervista al sottosegretario Cosimo Ferri

RC Auto: SicurAUTO.it ha fatto due chiacchiere con Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia

16 aprile 2014 - 9:00

Lui è Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia del Governo Renzi (lo stesso incarico ricoperto col Governo Letta), che appena venne emanato l'articolo 8 del decreto Destinazione Italia, nel dicembre 2013, ebbe a dire, profeticamente: “Il pacchetto RC Auto, nel provvedimento Destinazione Italia, contiene alcune novità importanti in chiave anti frode, ma è utile calibrare meglio alcune questioni che stanno suscitando dibattito tra le associazioni. L'obiettivo deve essere quello di garantire da una parte la libertà di ciascuno, la libera concorrenza ma anche di evitare lievitazione di costi”. Insomma, impose subito una riflessione su quell'articolo 8. Che poi è stato stralciato dallo stesso Governo Letta. Per essere riproposto, pari pari, nel disegno legge Zanonato. Ne parliamo col diretto interessato. Partendo da uno dei punti più caldi: la cessione del credito al carrozziere. Oggi, il credito per il danno subìto dall'auto in seguito all'incidente può essere ceduto a un terzo (al carrozziere) dalla vittima del sinistro: è la cessione del credito RC Auto. Tuttavia, la battaglia è aperta, e l'Ania (la Confindustria delle Assicurazioni) nel novembre 2011 ha proposto l'abolizione della cessione del credito RCA, malvisto dalle Compagnie, perché ritenuto la causa di speculazioni e aumenti delle polizze.

Cessione del credito al carrozziere: il disegno legge Zanonato vuole eliminarlo. Ferri, lei che ne pensa?
“Non ho condiviso molte delle novità introdotte dall'articolo 8 del decreto legge Destinazione Italia, stralciato nel corso dell'esame della relativa legge di conversione e successivamente inserito nel disegno di legge Zanonato, che giace in Parlamento su un binario morto, rilevando non poche perplessità giuridiche sull'articolato. Tra queste, proprio quella relativa al divieto di cessione del credito al carrozziere. Tale restrizione alla libertà contrattuale potrebbe essere considerata lesiva del principio generale ex articolo 1260 Codice civile che sancisce la libera cedibilità dei crediti e priverebbe il cittadino della possibilità di procedere alla riparazione del proprio mezzo presso un'officina di fiducia senza alcun anticipo delle spese”.

Stando al disegno legge che la Carta di Bologna vuole presentare (un po' in antitesi al ddl Zanonato), l'automobilista deve avere la massima libertà di scelta del carrozziere: è d'accordo?
“Ritengo sia molto importante tutelare la libertà di scelta dell'assicurato, specie quella di rivolgersi al carrozziere di fiducia per far riparare la propria vettura. Le Assicurazioni potrebbero adottare clausole di favore nei confronti di quegli assicurati che accettano limitazioni alla loro libertà di scelta purché non si traducano in compressioni irragionevoli e sproporzionate delle facoltà contrattuali del danneggiato”.

Da tempo, si vuole dare un giro di vite ai testimoni falsi. C'è chi vuole consentire di raccogliere testimonianze solo entro un certo numero di giorni dal sinistro. Qual è la sua opinione?
“Una norma di questo tipo potrebbe essere incostituzionale, in quanto introdurrebbe un limite irragionevole al diritto di agire e resistere in giudizio e di provare i fatti oggetto di un processo. Spesso, infatti, nel momento in cui si verificano i sinistri – e mi riferisco specialmente a quelli gravi – o nei giorni immediatamente successivi, si è nell'impossibilità materiale di procedere all' identificazione dei testimoni. Nell'ottica antifrode penso, invece, all'introduzione di una norma tesa a disincentivare le denunce di sinistro tardive che stabilisca la richiesta di risarcimento del danno formulata in un termine congruo a pena di decadenza dalla procedura liquidativa diretta”.

Truffe Rca: qual è il modo migliore per combatterle?
“Non vi è un unico modo in grado di risolvere definitivamente il problema. Bisogna pensare a una pluralità di meccanismi antifrode, tenendo conto realisticamente che una quota di truffe resterà comunque ineliminabile. Come già evidenziato, un aiuto potrebbe venire dallo stabilire un termine breve per la richiesta di risarcimento. L'altro rimedio potrebbe essere quello della scatola nera (ma occorre capire come prevederla). Così come si potrebbe pensare a banche dati con liste di carrozzerie virtuose e alla creazione, di concerto col ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di un marchio di garanzia che attesti qualità e sicurezza nella riparazione da parte degli autoriparatori che adempiono agli obblighi posti dalla normativa vigente. Per la quale si potrebbe pensare a un'adeguata semplificazione, a tutela del danneggiato, dell'ambiente e dei lavoratori, sostenendo determinati costi di gestione. Ritengo anche positivo il riconoscimento della necessità di operare con rigore scientifico nella valutazione clinica delle lesioni attraverso la visita medica che non sia solo strumentale. Sarebbe altresì utile un intervento legislativo finalizzato a fornire i necessari parametri su base nazionale per la quantificazione, in sede giudiziaria, del risarcimento del danno non patrimoniale per garantire uniformità di valutazioni e liquidazioni per tutti i tipi di sinistri”.

Scatola nera: deve diventare un oracolo non contestabile?
“La scatola nera è un utile strumento antifrode e a vantaggio del consumatore vi sarebbero gli oneri d'istallazione, disinstallazione, sostituzione, portabilità, ai quali dovrebbero essere aggiunte le spese di funzionamento, quale il canone di locazione, posti a carico dell'impresa di assicurazione e la riduzione dei premi di polizza. Di certo però le risultanze di una misurazione strumentale che riguarda solo alcuni dei dati rilevanti per la ricostruzione delle responsabilità di un sinistro e che presenta ancora evidenti limiti, come, per esempio, quello di non segnalare sempre incidenti quando i veicoli coinvolti procedono alla stessa velocità, non potranno costituire in giudizio piena prova. I dati della scatola nera dovranno comunque essere inseriti e valutati dal giudice nell'ambito di un più ampio quadro probatorio desunto anche da altre fonti di conoscenza. Occorrerà, inoltre, garantire il rispetto del diritto alla privacy , prevedendo una puntuale disciplina di utilizzo dei dati raccolti dalla scatola nera da parte delle Assicurazioni, escludendo l'accesso a dati sensibili da parte di soggetti terzi”.

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