RCA, flop conciliazione

La conciliazione mediante associazione dei consumatori che media fra Assicurazione e assicurato è poco diffusa: gli automobilisti non si fidano?

24 ottobre 2014 - 11:00

Un flop totale, di cui si cerca di capire il perché. Questo, alla fine, il succo dell'incontro a tre: Ivass (Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni), Ania (Associazione delle Compagnie) e numerose associazioni dei consumatori. Le quali ultime sono le vere sconfitte dai numeri che adesso andiamo ad analizzare. Di che si tratta? Della conciliazione paritetica per i sinistri RCA, che non decolla: dovrebbe essere usata dagli automobilisti in caso di controversie con le Assicurazioni sui tempi e sull'equità dei risarcimenti, ma questo non avviene. Ne hanno preso attto ACU, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codici, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.

DOVE SBAGLIANO? – La discussione sulla conciliazione si è incentrata sulle cause del limitato ricorso alla procedura di conciliazione, riconducibili essenzialmente alla scarsa conoscenza dell'istituto da parte dei consumatori e ai comportamenti prevalentemente da loro assunti. Insomma, automobilisti distratti, e non a conoscenza di questi strumenti. Ma sarà davvero così? O forse, più semplicemente, i danneggiati non hanno molto fiducia nella conciliazione, che vede mischiati Ivass, Ania e associaizoni dei consumatori? Forse gli automobilisti preferirebbero associazioni dei consumatori molto più distanti dalle Assicurazioni, più battagliere contro le Compagnie?

SECONDO ALLARME – Gia a maggio 2013, l'Ivass chiedeva alle Assicurazioni di attivare iniziative “per favorire la conoscenza e la diffusione tra i consumatori di questo utile strumento alternativo di risoluzione delle controversie, più economico e rapido del ricorso al giudice”. La conciliazione paritetica riguarda le controversiesui sinistri Rc auto di valore non superiore a 15.000 euro. La procedura si attiva su input del danneggiato per il tramite di un'associazione di consumatori: la controversia viene discussa da una camera di conciliazione composta da un rappresentante delle imprese ed uno dei consumatori. Il tutto si chiude in 30 giorni. “Sebbene di grande utilità per i consumatori, il sistema non ha ancora ampia diffusione”, spiegava l'Ivass. Ecco perché il “vigilante” aveva chiesto alle Compagnie di informare i consumatori sulla possibilità di attivare la procedura di conciliazione e le relative modalit tramite i propri siti Internet aziendali e con informativa scritta ai danneggiati dei sinistri stradali con cui insorge contenzioso. Le imprese dovranno dare conferma alla Autorità di vigilanza, entro il 20 luglio, di aver attuato le iniziative richieste. La conciliazione paritetica, secondo l'Ivass, può giocare un ruolo in chiave deflattiva del contenzioso giudiziario, consentendo ai cittadini la possibilità di risolvere in maniera più rapida ed economica le controversie e alle imprese di contenere i costi legali, con ricadute positive, a livello di sistema, sui costi dei risarcimenti e sui livelli delle tariffe Rca. Quindi, con un accordo successivo, senza andare in causa, le Assicurazioni spenderebbero meno, e le tariffe Rca scenderebbero.

NUMERI RAGGELANTI – Nel corso del 2013 e nei primi otto mesi del 2014 la procedura è stata attivata solo in 180 casi, a fronte di 3 milioni di sinistri, il 10% circa dei quali si trasforma in contenzioso. L'Ivass ha suggerito di rafforzare l'informazione verso l'utenza consegnando all'assicurato, in fase di stipula della polizza, unitamente al modulo CAI, un foglio informativo che illustri in modo sintetico la procedura e le sue modalità operative nonché individuando più incisive forme di diffusione delle informazioni relative a tale strumento. E anche qui si pone un altro problema: visti i quintali di carte, contratti, polizze, allegati, da leggere e firmare al momento della stipula della RCA, è davvero necessario appesantire il malloppo da dare in mano agli automobilisti? Ulteriori proposte sono emerse con l'obiettivo di far conseguire maggiori livelli di specializzazione alle risorse delle associazioni dedicate alla gestione delle controversie: individuazione di persone da dedicare in via continuativa o prevalente a tale attività. Già, ma forse, a quel punto, un automobilista preferisce rivolgersi direttamente a un esperto in infortunistica stradale, a un patrocinatore stragiudiziale, a un legale insomma, che sia del tutto dalla sua parte.

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