RCA, ferite lievi: la questione della “vista”

Col decreto RCA, cambia ancora la valutazione delle lesioni lievi

22 gennaio 2014 - 7:00

In principio, fu il Governo Monti a introdurre una modifica al risarcimento delle lesioni lievi (con un'invalidità permanente inferiore al 9%). Con le regole in vigore dal 24 marzo 2012, questo tipo di ferita viene risarcita solo a seguito di esame strumentale che prova il danno. Per il colpo di frusta, in particolare, serve una radiografia. “In ogni caso – dice il comma 3/quater dell'articolo 32 del decreto 24.1.2012 -, le lesioni di lieve entità che non siano suscettibili di accertamento clinico-strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente. Il danno alla persona per lesioni di lieve entità è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l'esistenza della lesione”. L'obiettivo dell'Esecutivo dei tecnici era far calare le truffe nel settore RCA. Ma adesso il Governo Letta va oltre e, con il decreto Destinazione Italia, sopprime il termine “visivamente” al comma 3/quater dell'articolo 32 del decreto 24.1.2012, come denunciano le associazioni della Carta di Bologna.

UN PO' DI CAOS – Per visita medica, si intende l'ispezione, l'esame e controllo dello stato di un soggetto: prevede l'ispezione, la palpazione, la percussione, l'auscultazione della semeiotica medica (lo studio dei segni che orientano verso la diagnosi). L'interpretazione letterale del termine “visivamente” rapportato esclusivamente al mero apprezzamento visivo, porterebbe quindi a escludere tutte le lesioni che di fatto sono comunque idoneamente accertabili utilizzando gli strumenti della semeiotica medica. Pertanto, secondo le sigle della Carta di Bologna, il termine “visivamente” non può che corrispondere al termine “clinicamente”, accertabile dal punto di vista medico legale.

UN PARERE AUTOREVOLE – La stessa Fnomceo (Federazione chirurghi e odontoiatri), il più alto organo di rappresentanza istituzionale dei medici italiani, stigmatizza l'inaccettabilità di alcuna interpretazione che possa entrare nel merito dell'indagine cui il medico legale è tenuto. E ribadisce l'infondatezza di indicazioni che possano interferire con l'autonomia professionale del medico determinando una selezione di criteri, mezzi e oggetto del relativo accertamento medico legale. La Federazione respinge interpretazioni che possano determinare un'invasione di quello spazio incomprimibile di autonomia e responsabilità del medico in generale e del medico legale in particolare: “Non può essere messa in discussione la competenza medico legale di valutare il nesso di causalità materiale tra l'evento lesivo denunciato e le conseguenze biologico-funzionali temporanee o permanenti da stimare ai fini del risarcimento”.

MEDICI CHE… NON VEDONO! – L'abolizione del concetto di visivo (prevista dal decreto Destinazione Italia), da leggersi come visita clinica e non come mera ispezione con gli occhi, equivale quindi a una limitazione delle funzioni dell'attività medica, a cui lo Stato delega la tutela dei cittadini. E c'è anche l'abolizione di ogni capacità di giudizio. Infatti, se per l'esercizio della medicina e della chirurgia il legislatore ha previsto un apposito esame di Stato, non può ora privarlo che quel giudizio clinico che deriva bdall'approccio diretto, scientifico-esperienziale, con il cittadino stesso portatore di diritti previsti dall'articolo 32 della Costituzione. In definitiva, la visita clinica, l'accertamento specialistico, nell'ambito RCA auto deve essere accertamento specialistico medico-legale. Un esempio? Una lesione del legamento crociato può ben essere visualizzata dalla risonanza magnetica, ma il 5-10% di tali esami hanno un esito falsamente negativo (assenza di lesioni). Inoltre una medesima lesione può ripercuotersi funzionalmente, ossia sulla stabilità e/o lassità articolare, in modo del tutto differente. Vedremo se questa norma così bizzarra e lesiva dei diritti dell'assicurato sopravviverà all'esame del Parlamento, che deve approvare il decreto Destinazione Italia.

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