RCA: danni alla persona, due terzi dei risarcimenti

Il costo dei danni alla persona nell'ambito dei sinistri RC Auto incide per oltre i due terzi sul costo totale dei risarcimenti

31 luglio 2014 - 9:00

Per dove passa una forte riduzione delle tariffe RCA? Per il calo dei risarcimenti delle lesioni fisiche. Infatti, secondo l'Ania (Associazione delle Assicurazioni), il costo dei danni alla persona nell'ambito dei sinistri RC Auto incide per oltre i due terzi sul costo totale dei rimborsi. Per un importo complessivo di circa 7,7 miliardi nel 2013. In particolare, 2,6 miliardi sono risarciti per invalidità permanenti comprese tra uno e nove punti, mentre 5,1 miliardi per morti o per invalidità superiori. Nel 2013, l'incidenza dei sinistri che presentavano almeno un danno alla persona è continuata a diminuire attestandosi ad un valore che si stima pari al 19,3% (era 20,1% nel 2012). L'analisi dell'evoluzione delle diverse componenti del danno alla persona ha evidenziato che la legge numero 27 del 24 marzo 2012 (cosiddetto “decreto liberalizzazioni”) ha diminuito particolarmente la frequenza dei sinistri con danni di lieve entità (1-3 punti percentuali di invalidità).

LESIONI LIEVI: LE COSE MIGLIORANO – Nel 2012, la frequenza dei danni lievi alla persona si è ridotta all'1,12%, registrando un calo di circa il 20% rispetto all'anno precedente; nel 2013 si è osservata un'ulteriore diminuzione con l'indicatore che si attestava a un valore di poco superiore all'1%. Anche il costo medio dei sinistri per le lesioni lievi si è ridotto dal 2011 al 2013, sia pure a un tasso inferiore rispetto alla frequenza sinistri. Parliamo, per capirci, sopratutto del colpo di frusta. L'obbligo di dimostrare le lesioni ha abbassato le truffe e i risarcimenti. Il risparmio per gli assicurati, quantificato sulla base della diminuzione del premio puro relativo a questa componente in due anni è stato pari a 26 euro per polizza. Ma le cose non sono migliorate per le lesioni gravi. Nel 2009 e nel 2010 la frequenza dei sinistri con danni lievi alla persona (calcolata come rapporto tra il numero dei danni che presentano una lesione alla persona fra 1 e 9 punti di invalidità permanente sul totale dei rischi assicurati) assumeva valori prossimi all'1,6%. Nel 2011 il valore dell'indicatore scende all'1,40%, ma la diminuzione osservata è diretta conseguenza della riduzione generale della frequenza per tutti i sinistri, dovuta in massima parte, alla congiuntura economica negativa che facendo diminuire la circolazione stradale ha avuto effetti positivi sulla sinistrosità: entrambi gli indicatori di frequenza sinistri (totale e per danni lievi) mostrano, infatti, la stessa riduzione percentuale (11%-12%). Nel 2012, invece, con l'entrata in vigore della nuova normativa, la frequenza dei danni lievi alla persona si è ridotta all'1,12%, registrando un calo di circa il 20% rispetto all'anno precedente (mentre la frequenza complessiva dei sinistri è diminuita del 10%). Nel 2013 si è osservato lo stesso andamento: alla riduzione del 4,7% della frequenza complessiva si è contrapposta una diminuzione della frequenza dei danni lievi dell'8,7%, con l'indicatore che si attestava a un valore di poco superiore all'1%. Per comprendere più a fondo le ragioni di tale miglioramento occorre considerare che negli ultimi anni vi è sempre stato un crescente e diffuso fenomeno speculativo sui danni alla persona, concentrato particolarmente sui danni di lieve entità (1-3 punti percentuali di invalidità). È proprio su questi danni che la normativa ha avuto il suo principale effetto e questo è confermato dalla riduzione che la frequenza sinistri con danni a persona da 1 a 3 punti ha avuto negli ultimi due anni. Per i primi due punti di invalidità dal 2009 al 2013 la frequenza si è dimezzata, ma si è ridotta notevolmente anche quella per 3 punti di invalidità, a testimonianza del fatto che molti dei danni liquidati dalle Compagnie prima dell'introduzione della legge, venivano risarciti su valutazioni non assistite da rigorosi accertamenti medico-legali.

LESIONI GRAVI, L'OPINIONE DELLE ASSICURAZIONI – Non si osserva invece la stessa riduzione per i danni a persona più gravi (quelli oltre i 9 punti di invalidità e per le morti), per i quali non si applica la nuova normativa. Nel quinquennio analizzato, il valore della frequenza per questi sinistri è diminuito ma in linea o ad un tasso inferiore rispetto al calo della frequenza sinistri totale e, comunque, la diminuzione è stata molto inferiore a quella dei sinistri fino a 9 punti di invalidità permanente. Per quanto concerne invece il costo medio dei sinistri oltre i 9 punti di invalidità (che includono anche i danni risarciti per eventi mortali) il valore è costantemente aumentato negli anni; se mediamente questi sinistri venivano risarciti con importi di circa 155 mila euro nel 2009, il valore è salito a quasi 180.000 euro a fine 2011 e ha superato i 200.000 euro nel 2013. Si tratta di un incremento medio annuo di circa il 7% (e del 31% nel quinquennio) che ha totalmente annullato i benefici della riduzione della frequenza osservata delle lesioni gravi. Anzi la contribuzione alla definizione del premio puro complessivo del ramo RCA per questa voce di costo è stata negativa, essendo il premio puro relativo alle macro-invalidità aumentato di circa il 5% nel quinquennio. Ee è proprio qui che si gioca la partita del futuro. Con le Compagnie che mirano al punto d'invalidità unico nazionale, valido in tutta Italia. Contro il Cupsit di Stefano Mannacio e l'Associazione vittime della strada che reputano assurda quella tabella unica, la quale a loro dire dimezzerebbe i risarcimenti, e sarebbe un regalo alle Compagnie. Se ne riparlerà di sicuro dopo la pausa estiva, quando l'Ania tornerà alla carica sulla questione.

1 commento

Avv.
17:18, 26 gennaio 2017

Egregio Signor Arnaud,
i danni fisici hanno una propria valutazione medico legale che non è direttamente influenzata dall'entità dei danni materiali al veicolo. Tuttavia, rappresenta un parametro di valutazione in ambito medico legale proprio la compatibilità tra potenza dell'urto e lesioni riportate. In altre parole, è più facile sostenere la sussistenza di danni fisici se il danno al veicolo non è stato bagatellare. Ma non si può aumentare il risarcimento per i danni fisici sulla base del fatto che è ingente il danno al veicolo

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