RCA: con le nuove procedure, si rischia di allungare i tempi

Le nuove regole rischiano di allungare i tempi delle controversie fra automobilista e Assicurazione

26 settembre 2014 - 9:00

Il Sole 24 Ore lo definisce il festival delle procedure conciliative RCA. Di che si tratta? Il Decreto giustizia 132 del 2014 (approvato dal Governo Renzi e ora all'esame del Senato per la conversione) prevede che la vittima di un sinistro stradale abbia avanti a sé un ventaglio di procedure conciliative, di cui alcune obbligatorie, da trasformare il contenzioso in una sorta di romicapo. L'articolo 2 del decreto “Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione e altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile” ha istituito la procedura di negoziazione assistita. L'obiettivo è di disincentivare il ricorso primario al giudice attraverso una convenzione di negoziazione assistita: è un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l'assistenza di avvocati iscritti all'albo”.

POSSIBILI GUAI – Come spiega il quotidiano, con le nuove regole, che prevedono l'obbligatorietà della negoziazione assistita prima di andare davanti al giudice, l'automobilista dovrebbe passare attraverso diverse procedure conciliative per poi approdare davanti alle Corti per vedersi riconosciuto l'indennizzo dovuto. In caso di incidente stradale, l'articolo 3 del decreto, infatti, pone l'espletamento della negoziazione assistita come condizione necessario per l'azione giudiziaria. Ma nel nostro ordinamento esiste già una disciplina speciale che impone alle parti coinvolte in un sinistro stradale (il danneggiato e l'assicuratore del responsabile civile) di svolgere una procedura ben regolamentata a livello normativo e per di più esercitata sotto controllo di una pubblica autorità (l'Ivass). Per la trattativa deve esserci una tempistica rigorosa: entrano in ballo il Modulo blu della constatazione amichevole, la presenza di lesioni e di documentazione medica. L'opera di trattazione e gestione tecnica dell'assicuratore è monitorata dalla pubblica autorità che, in caso di ritardi o di errata valutazione del caso, è tenuta a comminare sanzioni amministrative a carico del soggetto debitore che abbia agito con ritardo o negligenza. Insomma, il sistema RCA è già abbastanza complesso, e non era necessario appesantirlo ulteriormente. Alla faccia della semplificazione

INDENNIZZO DIRETTO, QUANDO SCATTA – È utile ricordare, a tale proposito, che già esiste una procedura concepita nel 2007 dal legislatore per velocizzare i risarcimenti. Riguarda i sinistri avvenuti tra due veicoli (con targa, anche quella prova, e immatricolati nei territori su detti) regolarmente assicurati con compagnie aderenti alla convenzione, e se uno dei due veicoli è un ciclomotore deve essere targato secondo il nuovo regime di targatura entrato in vigore il 14 luglio 2006. La nuova procedura di risarcimento diretto si applica quindi a tutti i ciclomotori immessi in circolazione dopo tale data, mentre per quelli già in circolazione a questa data si applica soltanto se abbiano volontariamente aderito al nuovo regime. Include i danni al veicolo del danneggiato, danni a cose trasportate di proprietà dell'assicurato o del conducente, e lesioni al conducente di lieve entità (entro 9% Invalidità permanente per danno biologico). Quando il risarcimento viene accettato, ecco quali sono i tempi per il pagamento: 30 giorni per danni al veicolo o cose se il Modulo blu è provvisto delle due firme delle parti coinvolte nel sinistro; 60 giorni per danni al veicolo o cose se il Modulo è firmato solo da una delle parti coinvolte; 90 giorni per lesioni lievi al conducente. È invece chiaro che se c'è una controversia, facilitata da nuovi possibili vie per scontrarsi con l'Assicurazione (quale pare essere il decreto all'esame del Senato), l'indennizzo diretto viene neutralizzato.

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