Rca: carrozzieri indipendenti contro Governo Letta

Il Governo mira alla abolizione della cessione di credito, e al potenziamento del risarcimento in forma specifica

27 settembre 2013 - 7:00

Rc auto: è scontro fra Governo e carrozzieri indipendenti. Come SicurAUTO.it ha subito spiegato qui, l'Esecutivo ha in progetto numerose modifiche, alcune delle quali sono poco gradite agli autoriparatori indipendenti. Modifiche che inizialmente parevano bloccate, ma che poi hanno d'improvviso ricominciato a correre in Parlamento.

COSA BOLLE IN PENTOLA – Il Governo rilancia la “riparazione in forma specifica”, ovvero della riparazione a spese della Compagnia assicuratrice, nelle carrozzerie da questa indicate. Si tratta di un tema vecchio: le Compagnie dicono che le carrozzerie convenzionate impediscono le frodi, ma intanto così ottengono di controllare (e abbassare) i costi di riparazione, impongono al danneggiato un artigiano che non conosce e con il quale non ha alcun rapporto economico. D'altro canto i danneggiati, pur preferendo la possibilità di scegliersi il carrozziere, sono tentati dalla possibilità di non dover anticipare nulla e avere la riparazione in tempi brevi. C'è un'oggettiva convergenza di interessi e questo fa presagire che “il matrimonio si farà”.

CESSIONE DEL CREDITO – Nel calderone, c'è anche l'abolizione della cessione del credito: oggi, il credito per il danno subìto dall'auto in seguito all'incidente può essere ceduto a un terzo (al carrozziere) dalla vittima del sinistro: è la cessione del credito Rc auto, che la Cassazione ha di recente confermato essere una pratica legale. Tuttavia, la battaglia è aperta, e l'Ania (la Confindustria delle Assicurazioni) nel novembre 2011 ha proposto l'abolizione della cessione del credito Rca, malvisto dalle Compagnie, perché ritenuto la causa di speculazioni e aumenti delle polizze.

“UN REGALO ALLE ASSICURAZIONI” – Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, parla addirittura di “regalo alle Assicurazioni” da parte del Governo Letta: “Ci sarà la morìa dei carrozzieri indipendenti. Rimarranno in piedi solo i carrozzieri terzisti, cioè fiduciari di una Compagnia. E gli ex indipendenti dovranno, per sopravvivere, trasformarsi in terzisti. Addio ad aziende sane, a vantaggio di ditte insalubri, e incremento del personale in nero, irregolarità, mancanza di rispetto delle norme a tutela dei lavoratori e dell'ambiente, riparazioni fatte alla bell'e meglio; altro che “a regola d'arte”: l'obiettivo sarà sfornare riparazioni a tremila all'ora. I carrozzieri, tutti terzisti, lavoreranno con regole commerciali dettate dalle Assicurazioni. La strategia delle Compagnie è diabolica: mediante il ricorso a convenzioni o rapporti fiduciari, le Assicurazioni impongono alle carrozzerie le tariffe orarie predeterminate, i tempari di riparazione standardizzati, la fornitura all'automobilista di servizi che rimangono a carico del fiduciario (come il servizio di fornitura di auto sostitutive). La Compagnia può imporre alle carrozzerie la fornitura di parti di ricambio e di prodotti vernicianti: il carrozziere è, al 100%, un terzista fornitore di manodopera”. La battaglia in Parlamento, con pressioni (lecite) delle lobby sarà aspra, e piena di colpi di scena, visto che già queste norme hanno subìto uno stop per poi ripartire d'un tratto sotto l'impulso di qualche parlamentare.

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