Rca, Antitrust: poca concorrenza. Ma l'Ania non ci sta

L'Antitrust: c'è poca concorrenza nella Rca, ma l'Ania risponde per le rime

19 giugno 2013 - 6:00

Vi ricordate l'allarme lanciato dall'Antitrust pochi giorni fa in materia di Rca? Nell'indagine dell'autorità, si parla di limitazione della concorrenza. Ma l'Ania (l'Associazione delle Compagnie) risponde per le rime.

L'AFFONDO DEL GARANTE –  LAutorità garante per la concorrenza e il mercato, ha rilasciato un comunicato stampa con il quale ha annunciato l'inizio di un'attività istruttoria riguardante i rapporti tra i più grandi Gruppi assicurativi operanti nella Rc auto in Italia e i loro agenti. In particolare, su segnalazione dello Sna (Sindacato nazionale agenti di assicurazione) sono stati messi sotto controllo i contratti tra compagnie e agenti, che contengono clausole che impediscono o limitano l'esercizio dell'attività in plurimandato. In sostanza, le compagnie non vogliono che i propri agenti vendano prodotti di altri gruppi, e ciò potrebbe costituire una limitazione della concorrenza.

CHI RIGUARDA – La notifica dell'Antitrust riguarda tutti i grandi Gruppi, che utilizzano prevalentemente la rete agenziale per vendere i loro prodotti: Unipol, Fondiaria-SAI, Assicurazioni Generali, Allianz, Società Reale Mutua di Assicurazioni, Società Cattolica di Assicurazione, Axa Assicurazioni e Groupama Assicurazioni. Insomma, i colossi nel mirino del Garante.

LA RISPOSTA DELL'ANIA – “Il mercato della Rc auto in Italia è un mercato competitivo”, così l'Ania commenta l'avvio dell'istruttoria deciso dall'Antitrust in riferimento a clausole  poste in essere da otto Compagnie con la presunta finalità di  impedire la diffusione di reti in plurimandato. “Le imprese di assicurazione italiane – osserva l'Ania – rispettano le leggi: le  clausole dei contratti di agenzia oggetto dell'istruttoria sono  conformi alla natura del rapporto fiduciario che si instaura tra  un'impresa e un agente. Quest'ultimo secondo il Codice civile è  l'intermediario incaricato di sviluppare gli affari dell'impresa mandante. Se la previsione di clausole è di per sé una violazione  alla concorrenza, scompariranno i contratti di agenzia e le imprese offriranno i loro prodotti attraverso altri canali”. 

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