RCA: a chi giova la collaborazione fra agenti?

Il Decreto sviluppo bis consente la collaborazione fra gli intermediari assicurativi

29 ottobre 2012 - 6:00

RCA, stop al divieto di collaborazione fra agenti: il Decreto sviluppo bis del Governo lo cancella per favorire la concorrenza fra le Assicurazioni e abbassare le tariffe delle polizze auto. Ma attenzione, se il Parlamento non convertirà il Decreto in Legge entro un paio di mesi, allora la norma decadrà. Vediamo perché esiste questa possibilità, ossia che la regola non diventi definitiva.

DI CHE SI TRATTA – Col Decreto, se un agente non riesce a fornire la RCA su misura per un cliente, ora può avvalersi della collaborazione con un altro intermediario di un'altra Compagnia: sarà quest'ultimo che offrirà la polizza giusta. Possono cambiare il prezzo, alcune clausole fondamentali della RCA, magari il massimale, ossia l'importo massimo risarcito dalla Compagnia in caso d'incidente. Così, stando alle intenzioni del Governo dei tecnici, le Imprese saranno spinte a fare la gara a chi offre la polizza migliore, non solo sotto il profilo del prezzo, ma pure in virtù delle singole clausole e condizioni. La Compagnia di appartenenza farà di tutto, almeno in teoria, per trattenere il cliente, specie se si tratta di un automobilista poco costoso dal punto di vista della sinistrosità; le altre Assicurazioni dovrebbero fronteggiarsi per allettare il guidatore.

CI SIAMO? – Per capire se questa regola del Decreto sviluppo bis rappresenti davvero una svolta a favore dei consumatori, occorre attendere: in passato, tutte le Leggi hanno miseramente fallito, con le Assicurazioni che hanno fatto schizzare alle stelle i prezzi RCA. Va però sottolineato che il Governo Monti ha coperto le orecchie di fronte alle insistenze delle Compagnie, che volevano il mantenimento dello status quo: il divieto di collaborazione fra agenti. L'Antitrust è perentoria, e sottolinea “l'importante effetto di incentivo alla mobilità della clientela derivante dallo sviluppo di reti in plurimandato e quindi dal divieto delle clausole di esclusiva nella distribuzione assicurativa”. Basta con “le difficoltà derivanti dai vari divieti di collaborazione tra reti distributive, diretti e indiretti, che ancora risultano presenti nei contratti di agenzia. L'Autorità, infatti, ha constatato che in vari casi, il divieto di plurimandato è aggirato attraverso clausole che, di fatto, rendono quasi impossibile (o comunque estremamente oneroso) per l'agente assumere altri incarichi”.

ASSICURAZIONI: “SARÀ UNA GIUNGLA” – La collaborazione fra agenti va invece di traverso all'Ania (la Confindustria delle Assicurazioni): “La cosiddetta 'libera collaborazione fra tutti gli intermediari' prevista nel provvedimento infatti, lungi dal portare vantaggi ai consumatori, comporterà danni in termini di aumento dei costi delle polizze e di riduzione della qualità del servizio agli assicurati”. Per l'Ania, “una rete di distribuzione senza regole permetterà agli agenti di collocare prodotti di Compagnie diverse da quelle da cui hanno ricevuto un mandato. Questa ipotesi non può in alcun modo essere interpretata come un esempio di liberalizzazione”. Stando alle Assicurazioni, “invece di favorire la concorrenza, si creerà una giungla senza regole che determinerà un aumento dei costi di distribuzione, come sempre avviene quando per lo stesso prodotto si pagano più intermediari, ossia quando si allunga la filiera produttiva. Non a caso in nessun altro Paese al mondo esiste una norma di questo tipo. Si tratta di una norma inaccettabile e penalizzante per le Imprese italiane, che si troverebbero gravemente svantaggiate nella concorrenza internazionale, in quanto i competitori esteri potrebbero entrare nel nostro Paese senza sostenere i costi di creazione della rete”. Sarà. Ma lo SNA (Sindacato agenti assicurativi) ricorda che “le commissioni pagate agli agenti dalle Compagnie (provvigioni) sono fisse e predeterminate e obbligatoriamente indicate su ogni polizza auto. Gli intermediari che decideranno di collaborare fra loro, si divideranno queste commissioni e non vi sarà alcun onere aggiuntivo sul consumatore per l'allungamento della filiera produttiva”. Adesso, la patata bollente è in mano a deputati e senatori.

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