Rc Auto: stop allo scambio dei dati sensibili finalizzati ai rincari

Rc Auto: stop allo scambio dei dati sensibili finalizzati ai rincari Gli assicurati hanno diritto a farsi risarcire per il caro-polizza

Gli assicurati hanno diritto a farsi risarcire per il caro-polizza, quando l'Antitrust accerta che le compagnie non si fanno concorrenza.

16 Maggio 2011 - 06:05

Gli assicurati hanno diritto a farsi risarcire per il caro-polizza, quando l'Antitrust accerta che le compagnie non si fanno concorrenza. Lo ha ribadito la Cassazione (terza sezione civile, n° 10211/2011, depositata il 10 maggio), confermando la condanna inflitta dalla Corte d'appello di Salerno a una compagnia che era stata citata da un suo cliente per il rimborso di parte dei rincari da lui subiti per assicurarsi sulla Rc auto.

POCHI EURO MA… – Era più una questione di principio che altro: si parla di 63,62 euro. Ma, appunto, qui è importante proprio il principio: se fosse stato riconosciuto, la compagnia resterebbe esposta a richieste di risarcimento da parte di tutti i suoi clienti se in futuro l'Antitrust intervenisse di nuovo (per i fatti cui si riferisce questa causa non c'è più tempo, essendo passati 11 anni). Per questo la compagnia ha deciso di arrivare fino in Cassazione nonostante l'esiguità della somma in gioco (che diventa cospicua se moltiplicata per migliaia di cause potenzialmente intentabili). E, visto che la Cassazione ha dato ragione al consumatore, questa sentenza è importante: va tenuta presente e fatta pesare se si ripetessero situazioni analoghe.

I PRECEDENTI – Certo, le pronunce della Cassazione – contrariamente a quelle della Corte costituzionale – valgono solo per la controversia cui si riferiscono e quindi teoricamente due casi identici possono essere decisi in maniera diversa. Però queste sentenze costituiscono importanti precedenti giurisprudenziali. Lo dimostra anche il fatto che in realtà la sentenza depositata l'altro giorno fa riferimento ai princìpi stabiliti in un'altra precedente (la n. 2305/2007). Anche in quell'occasione i giudici si occuparono di una richiesta di risarcimento da parte di un assicurato in base allo storico provvedimento dell'Antitrust (il n. 8546/2000) che 11 anni fa multò le compagnie per aver ravvisato comportamenti restrittivi della concorrenza. Una decisione basata sul fatto che le compagnie si scambiavano (tramite una società di ricerche specializzata nel settore) dati su costi e tariffe: l'Antitrust ritenne che ciò fosse un modo raffinato per concertare rincari senza impegnarsi in una concorrenza che avrebbe favorito il taglio dei costi, con benefici sui prezzi delle polizze.

DANNO DA CALCOLARE? – All'epoca la decisione dell'Antitrust fece clamore e poco più. Ma alcuni assicurati fecero anche causa alle compagnie per farsi rimborsare una parte dei rincari subiti negli anni. Infatti, l'Antitrust aveva anche quantificato gli effetti che il comportamento illecito delle imprese aveva mediamente avuto sul livello dei prezzi, individuando una percentuale di rincaro che verosimilmente non ci sarebbe stata senza quel comportamento. Le compagnie si sono difese contando sul fatto che quelli sono dati medi di mercato, mentre in una causa intentata da un singolo consumatore occorre accertare quale sia stato il danno economico da egli concretamente patito. In pratica, ognuno dovrebbe portare prove specifiche riguardo al suo caso, il che è di fatto impossibile.

NO, VA BENE LA MEDIA – La Cassazione, sia nel 2007 sia nell'ultima sentenza, ha respinto questa impostazione: ha ritenuto applicabile l'articolo 2055 del Codice civile, secondo cui quando mancano dati specifici sulla responsabilità di ciascuno si presume che tutti i responsabili (le compagnie, in questo caso) abbiano colpe uguali. Quindi bastano i dati medi calcolati dall'Antitrust. Viceversa, i giudici stabiliscono che dati specifici dovrebbero darne le compagnie per dimostrare la loro “innocenza” nei rincari che hanno colpito l'assicurato che ha fatto loro causa. Anche questo è difficile da dimostrare. Se ne deduce che la Cassazione – almeno per ora – ha un atteggiamento sfavorevole alle compagnie. Ricordatevelo se l'Antitrust dovesse multarle ancora: potreste chiedere rimborsi con buone possibilità di successo.

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