RC Auto: la senatrice Vicari ritenta il favore alle Assicurazioni

Adesso, la senatrice Vicari propone un disegno legge RCA simile a una norma già bocciata nel 2013 dalla commissione Giustizia

17 novembre 2014 - 11:00

A volte tornano: non è il titolo di un film horror, ma della telenovela RCA in Italia. La prima puntata è di fine 2013, col Governo Letta. L'articolo 8 del decreto Destinazione Italia imponeva di far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con le Assicurazioni e pagate direttamente da queste ultime. Una norma che anche SicurAUTO.it ha più volte criticato: la cancellazione dell'articolo 8 era stata anche una nostra vittoria, oltre che delle sigle della Carta Bologna, ma soprattutto una vittoria per gli automobilisti, i cui diritti a un equo risarcimento erano messi in pericolo da quella parte di decreto. Peraltro bocciato dalla commissione Giustizia. Una norma che avrebbe penalizzato pesantemente i 17.000 carrozzieri indipendenti. E che non avrebbe dato vantaggi concreti ai danneggiati. Ma adesso la senatrice Simona Vicari, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, vuole riproporre quella regola in un disegno legge o in un decreto.

DI CHE PARLIAMO IN DETTAGLIO – L'articolo 8 del decreto Destinazione Italia, così come il futuro disegno legge o decreto legge, attribuisce all'Assicurazione la facoltà di risarcire in forma specifica attraverso carrozzerie convenzionate, in tutte le ipotesi di danni a cose e in assenza di responsabilità concorsuale, fornendo una garanzia di almeno due anni sulle riparazioni effettuate per tutte le parti non soggette a usura ordinaria. Nei contratti in cui è prevista tale facoltà deve essere prevista una riduzione del premio. Il danneggiato può comunque rifiutare il risarcimento in forma specifica, per rivolgersi a una carrozzeria di propria fiducia. In tal caso, il risarcimento non può comunque superare il costo che l'Assicurazione avrebbe sostenuto provvedendo alla riparazione mediante impresa convenzionata. La somma è versata direttamente all'impresa che ha svolto l'attività di autoriparazione, ovvero previa presentazione di fattura. Resta fermo il diritto del danneggiato al risarcimento per equivalente nell'ipotesi in cui il costo della riparazione sia pari o superiore al valore di mercato del bene e, in tali casi, la somma corrisposta a titolo di risarcimento non può comunque superare il medesimo valore di mercato. La disposizione era stata stroncata dalla commissione Giustizia: “Non appare condivisibile poiché, di fatto, attribuisce all'assicuratore il potere di decidere le condizioni di mercato dell'autoriparazione e la conseguente riduzione dei margini di impresa determinerebbe una riduzione degli standard qualitativi e di sicurezza delle riparazioni. Vi è inoltre il rischio che la creazione di un percorso privilegiato verso le imprese fiduciarie dell'assicuratore spinga le imprese indipendenti fuori dal mercato, limitando fortemente la capacità contrattuale in questo settore. In sostanza, l'artigiano carrozziere verrebbe trasformato in terzista, sotto il diretto controllo del sistema assicurativo, con il conseguente impoverimento di tutto il settore della riparazione e la conseguente minore qualità dei lavori di riparazione, con grave pregiudizio per gli assicurati”.

SECONDA PUNTATA – Ed eccoci alla seconda puntata della telenovela RCA. “Stiamo lavorando – ha appena affermato la senatrice Vicari – per inserire una serie di interventi all'interno della legge sulla concorrenza sul tema del RCA, come primo fondamentale passo di riforma del settore, da troppo tempo attesa. Però, vista la grande rilevanza sociale del tema e l'impatto anti-crisi che potrebbero avere queste misure, auspicherei, qualora vi fossero tutte le condizioni, che fosse predisposto un decreto legge ad hoc”. E ancora: “Gli interventi che il settore attende sono molteplici e passano attraverso una revisione organica e strutturale del sistema RCA, che possa portare a una definitiva riduzione dei costi che si rifletta sui prezzi dei premi. Perciò, stiamo predisponendo proposte volte a migliorare il settore assicurativo e ridurre l'area dei non assicurati, che oggi è arrivata al 18%”. Quindi, la senatrice insiste sulla propria linea. Che poi è quella dell'Ania, l'Associazione delle Assicurazioni: da anni, chiede il risarcimento in forma specifica per legge. Ora la palla passa al Parlamento (se ci sarà il disegno di legge) o al Governo Renzi (se queste regole verranno introdotte con decreto). Sarà un autunno caldissimo, con l'opposizione della Carta di Bologna, in primis Federcarrozzieri di Davide Galli. Vedremo se anche questo tentativo della senatrice Vicari andrà a vuoto, o se stavolta la potente lobby delle Assicurazioni (non sazia degli oltre due miliardi di euro di utile annuo nel ramo danni) avrà la meglio.

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