Rc auto: in arrivo la black list testimoni incidenti

Sinistri stradali: una legge potrebbe creare una lista nera di testimoni. Per combattere le truffe

6 dicembre 2013 - 8:00

“Le serve un testimone?”. È questa la (tristissima) domanda che vi possono fare se gironzolate attorno al Tribunale di Napoli: individui che, per qualche centinaio di euro, sono disposti a mettere in piedi una frode. Fingono di avere assistito a un sinistro stradale, aiutando l'automobilista a ottenere il risarcimento Rca. Un fenomeno, quello delle frodi, che si ripercuote negativamente sulle tariffe a livello locale (a Napoli, Caserta, Foggia i prezzi sono stellari, anche per l'alto numero di incidenti) e nazionale: chiaramente, il guaio riguarda tutto lo Stivale (tamponamenti fasulli sono diffusi anche al Centro e al Nord, a macchia di leopardo). È anche vero che sono in tanti a sostenere una tesi ben precisa: le Assicurazioni utilizzano la giustificazione delle truffe per alzare di continuo le tariffe e macinare utili. Ma di sicuro è giusto che il fenomeno venga combattuto, anche per non sfigurare a livello europeo. Così, dopo la riforma del Governo Monti (le lesioni fisiche lievi vengono risarcite solo a seguito di esami strumentali), potrebbe toccare proprio ai “testimoni per professione”.

INDIVIDUATI E SCHEDATI – Secondo indiscrezioni raccolte da SicurAUTO.it, il Governo Letta (dietro spinta dell'Ania, l'Associazione delle Assicurazioni) potrebbe infatti creare una lista nera di testimoni: chi assiste troppo spesso (e qui ci sarebbero precisi parametri da fissare, non ancora noti) a incidenti stradali potrebbe essere messo in una black list. Di conseguenza, il risarcimento verrebbe bloccato in attesa di ulteriori accertamenti sul testimone, e sulle persone coinvolte nel sinistro. Va specificato che non si tratta di una persona che, per sventura, assiste a un paio di sinistri in città; ma il riferimento potrebbe essere a chi si trova “casualmente” sul teatro di un incidente una dozzina di volte in un anno. Con sinistri dalla dinamica dubbia, e in assenza di verbale delle Forze dell'ordine.

MOLTE POLEMICHE – Comunque, sulla questione, gli esperti del settore Rc auto tengono gli occhi ben aperti. A parte il fatto che, con tutte le varie norme a favore delle Assicurazioni (seppur spesso legittime, come quelle contro le frodi), ancora non si vedono i tanti sospirati significativi ribassi tariffari; c'è anche chi vuol vederci chiaro in materia di testimoni. In particolare, Giovanni D'Agata (Sportello dei diritti) già a settembre 2013 denunciava la violazione della privacy di centinaia di migliaia di cittadini con la banca dati sinistri Ivass (l'Istituto che vigila sulle Assicurazioni). Il problema è che quella la banca dati è stata implementata con le due banche dati denominate “anagrafe testimoni” e “anagrafe danneggiati”, in cui confluiscono i dati di centinaia di migliaia di persone “colpevoli” – ironizza D'Agata – di aver assistito a un incidente: “Perché forse non tutti sanno che non solo chi ha subìto o cagionato un sinistro, ma per il solo fatto di aver rilasciato una dichiarazione testimoniale a seguito di un incidente stradale, si può venire letteralmente schedati senza alcuna preventiva comunicazione”. Di qui, la recente denuncia di D'Agata al Garante per la privacy. Secondo lo Sportello, la costituzione di una banca dati contenente dati personali di soggetti (definiti dal Codice privacy quali “interessati al trattamento”) necessita di una serie di cautele e adempimenti organizzativi finalizzati alla trasparenza, in primis, e alla rigida applicazione di misure di sicurezza. Un principio cardine alla base dell'attuale normativa in materia di corretto trattamento dei dati personali prevede che qualunque trattamento di dati personali (e in questa definizione vi ricade certamente la raccolta, l'archiviazione, la conservazione e la condivisione di dati personali in banche dati gestite da privati quali le Compagnie) deve essere preceduto da un'attenta politica di trasparenza nei confronti degli interessati.

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