Rc auto: il mito della concorrenza

Santoliquido, direttore generale della Sara Assicurazioni, sfata il mito della concorrenza nella Rca

4 aprile 2013 - 7:54

Qual è il segreto per ridurre le Rca? In un'intervista al Sole 24 Ore, Alessandro Santoliquido, direttore generale della Sara Assicurazioni e responsabile della commissione Auto dell'Ania (l'Associazione delle Compagnie d'assicurazione), è sicuro: “C'è un mito che va sfatato. La concorrenza è importante ma, per abbassare il costo della Rc auto, è soprattutto importante rimuovere quelle cause strutturali che lo mantengono alto”. A partire dal costo degli incidenti.

UN PARAGONE – Santoliquido propone di confrontare gli alti costi dell'assicurazione obbligatoria in Italia con quanto avviene in Gran Bretagna: “È il mercato più aperto che esiste in Europa, in cui ogni anno la metà degli automobilisti cambia Compagnia e sottoscrive le polizze utilizzando un aggregatore su Internet, cioè confrontando diverse proposte tariffarie. Ebbene il costo dell'assicurazione obbligatoria è all'incirca lo stesso che in Italia, 440 sterline equivalenti a 520 euro l'anno (540 in Italia). E i costi sono addirittura più alti (il 25% contro il 19,7 della penisola) a conferma del fatto che, laddove la rete di vendita è al servizio di diverse Compagnie, gli oneri di distribuzione sono normalmente più alti”.

RISARCIMENTI DA ABBATTERE – La soluzione, in Italia, passa (almeno secondo Santoliquido) attraverso le tabelle per i risarcimenti dei danni fisici gravi da cui dipende ben il 40% dei costi totali dei risarcimenti. “Recentemente, il tribunale di Milano ha aggiornato all'inflazione (+5,6%) le proprie tabelle di risarcimenti prese a riferimento da un gran numero di altre sedi giudiziarie. In alcune province (Brindisi) quei costi sono lievitati fino a 6-9 volte negli ultimi 20 anni”. La conclusione è la stessa che Santoliquido suggerisce da mesi. Qualora fossero approvate le nuove tabelle sui danni fisici che ne abbassano gli importi, “la riduzione della Rc auto sarebbe immediata e significativa”.

FISCO E SCATOLA NERA – Poiché in Italia le imposte sui contratti assicurativi sono le più alte d'Europa e si pagano in percentuale sui premi “anche l'erario – dice Santoliquido – si avvantaggia delle alte tariffe di alcune aree del Paese (per esempio Napoli). Con un meccanismo di riscossione a forfait quell'impatto sarebbe attutito”. E la scatola nera? Qui il discorso si fa complesso e delicato: “Il problema esiste – dice il direttore di Sara -, ma un assicurato, nel sottoscrivere il contratto, si è impegnato a seguire alcune regole di condotta in cambio di una riduzione della polizza. Tuttavia, se potesse interrompere a suo piacere il funzionamento del dispositivo, com'è scritto nella bozza del provvedimento, questo perderebbe automaticamente qualunque utilità. E poi in che veicoli occorrerebbe installare la scatola nera. Anche motocicli, ruspe, trattori? Non è specificato da nessuna parte. Mi auguro che si possa aprire un tavolo tecnico tra imprese, consumatori, l'Ivass e gli attuari per analizzare costi e benefici di ciascuna norma prima della sua entrata in vigore e valutare assieme il da farsi”. Proprio come SicurAUTO.it aveva sottolineato da tempo: piano a dire che la scatola nera sia la panacea di tutti i mali della Rc auto, anche perché le Assicurazioni non intendono sobbarcarsi i costi della black box.

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