Rc auto: il miraggio delle detrazioni sul 730

A partire dalla prossima dichiarazione dei redditi, il 51% degli italiani non potrà più ottenere detrazioni per la Rca

17 maggio 2012 - 8:24

Addio sconti nelle detrazioni Rc auto per metà degli automobilisti italiani. Se la riforma del lavoro attualmente al vaglio del Senato sarà approvata senza modifiche, 18 milioni di cittadini si vedranno negare la possibilità di ottenere il rimborso per il contributo al Servizio sanitario nazionale incluso nel premio Rc auto. È quanto ha calcolato Facile.it (sito leader nella comparazione di Rc auto).

COSA CAMBIA – “Se fino ad oggi è possibile detrarre il 19% del contributo SSN presente in tutti i premi Rc – spiega Alberto Genovese, AD di Facile.it -, con l'entrata in vigore della riforma Fornero, che intende attingere anche a questa fonte per finanziare i primi 1,7 miliardi di euro necessari, potrà essere dedotta dalla dichiarazione dei redditi solo la parte dei contributi SSN eccedente i 40 euro”. Risultato di questa franchigia: chi paga una polizza con premio netto inferiore ai 381 euro annui non potrà beneficiarne.

QUANTO SI VERSA – Infatti, quando gli italiani pagano la copertura assicurativa, una quota della propria polizza va al Servizio sanitario nazionale, per coprire le spese sostenute per i feriti e delle vittime della strada. Le analisi svolte dal comparatore su un campione di 40.000 polizze emesse negli ultimi due mesi dicono – spiega Facile.it – che un italiano su due verrà escluso dalle deduzioni.

DIFFERENZE – Analizzando il campione, si nota come le regioni più penalizzate da questa scelta del Governo siano quelle in cui i premi assicurativi sono più bassi: Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige sono le aree in cui la percentuale dei cittadini che non avranno più diritto alle deduzioni supera il 70%. Qui gli automobilisti che oggi pagano per la propria polizza Rca un premio netto più basso di 381 euro sono, rispettivamente, il 78% e 71,2% del totale. Saranno meno toccati dalla manovra i cittadini di Campania (10,6%) Calabria (24,9%) e Puglia (30,7%), in cui i premi assicurativi sono mediamente più elevati.

BEFFA – “L'analisi delle polizze emesse – continua Genovese – prova che le persone che continueranno ad avere una deduzione dal pagamento sono quelle meno virtuose alla guida: paradossalmente, chi si trova in una classe di merito peggiore potrà comunque ottenere un piccolo rimborso, cosa che ai guidatori che hanno un migliore profilo assicurativo non sarà più concesso. Oltretutto, dato che si tratta di una deduzione da sottrarre alla base imponibile, i vantaggi maggiori andranno ai redditi più elevati”.

ERA MEGLIO SPENDERE DI PIÙ… – Assurdo: un premio Rca netto inferiore ai 381 euro non dà diritto alla deduzione; uno superiore, sì; per paradosso, alla lunga, sarebbe meglio versare una tariffa netta leggermente superiore a quella soglia, ottenendo poi la deduzione fiscale.

1 commento

vincenzo
21:45, 17 maggio 2012

Credo che si debba fare una precisazione: il contributo al SSN pagato con la RCA non rientra nelle spese per le quali spetta la detrazione d'imposta del 19%.
Difatti tali importi vanno imputati alla Sezione II del quadro E “Oneri e Spese”, precisamente al rigo E21.
Tali oneri, quindi, vengono dedotti dal reddito complessivo del dichiarante e conseguentemente c'è una riduzione dell'imposta dovuta.
Trattandosi di un argomento che interessa una moltitudine di persone, ritengo che la precisazione sia doverosa.
In materia tributaria bisognerebbe essere precisi, in special modo quando si fanno dichiarazioni pubbliche.
Non è corretto, fra l'altro, anche parlare di “sconti nelle detrazioni RC Auto”, come esordisce l'articolo.
Ringrazio per l'attenzione.
Se i nostri politici devono essere 'contrastati'

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