Rc auto: gli sconti del risarcimento in forma specifica

Riforma Rca in arrivo: il cuore è il risarcimento in forma specifica

10 dicembre 2013 - 7:00

Siamo alla stretta finale: entro il 31 dicembre 2013, dovrebbe essere approvata la riforma della Rc auto. Il cui punto più importante riguarda l'indennizzo in caso di incidente. Secondo la più recente bozza della futura norma, dal 1° gennaio 2014 le Assicurazioni manterranno la possibilità di effettuare un risarcimento per equivalente, cioè in denaro (tanto il danno, tanto l'esborso della Compagnia). In più, se solo uno dei due è responsabile del sinistro, le Assicurazioni potranno risarcire in forma specifica i danni alle cose. Ossia dirotteranno il cliente presso il carrozziere convenzionato, senza effettuare nessun bonifico all'automobilista. La Compagnia, col risarcimento in forma specifica, dovrà fornire idonea garanzia sulle riparazioni effettuate, con una validità non inferiore a 2 anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria. In cambio del risarcimento in forma specifica, l'Assicurazione sconta la tariffa. Di quanto? La risposta è nelle prossime righe.

SCONTO DALL'8 AL 12% – L'Assicurazione che intende avvalersi del risarcimento in forma specifica comunica entro il 20 dicembre di ogni anno all'Ivass (l'Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni) l'entità della riduzione del premio prevista, in misura non inferiore all'8% della tariffa applicata da quella impresa su base nazionale. Con decreto del ministro dello Sviluppo economico, da adottare entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore della futura legge, sentito l'Ivass, sono individuate le aree territoriali nelle quali sono applicate riduzioni del premio non inferiori al 12%. Con quale criterio? Peseranno il numero dei sinistri denunciati, l'entità dei rimborsi, il numero dei casi fraudolenti riscontrati dall'autorità giudiziaria. I dati sono desumibili anche dalla Banca dati sinistri, gestita dall'Ivass. In attesa che arrivi il decreto, si applicano le riduzioni dell'8%.

IL CLIENTE PUÒ RIFIUTARSI, MA… – Il danneggiato può comunque rifiutare il risarcimento in forma specifica, individuando un carrozziere diverso da quello indicato dalla Compagnia. La somma corrisposta a titolo di risarcimento non può superare il costo che l'impresa di assicurazione avrebbe sostenuto provvedendo alla riparazione delle cose danneggiate mediante impresa convenzionata, ed è versata direttamente all'impresa che ha svolto l'attività di autoriparazione, ovvero previa presentazione di fattura. Insomma, se la riparazione dal tuo carrozziere ti costa di più (ricordiamo che la manodopora, molto bassa, verrà imposta dalle Compagnie ai carrozzieri fiduciari), la differenza ce la metti tu, di tasca tua. Quindi, non un risarcimento in forma specifica obbligatorio, ma poco ci manca.

UN BEL VANTAGGIO PER LE ASSICURAZIONI – L'Ania (l'Associazione delle Assicurazioni) da anni spinge per il risarcimento in forma specifica, sostenendo in sostanza (pur utilizzando un complicato giro di parole in burocratese) che così ci saranno meno rimborsi gonfiati da parte di carrozzieri senza scrupoli. Il Governo Letta, se la norma diverrà legge, avrà ceduto alla pressione della (legittima) opera di lobbying delle Assicurazioni. Una questione molto delicata e complessa, che ha già scatenato le ire, in particolar modo, di Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri: “Così, il carrozziere indipendente deve andare fuori dai piedi, così l'Assicurazione può controllare come quando dove perché quanto risarcire. Servirebbe invece seguire il principio della libertà di scegliere il riparatore sempre e comunque, di ottenere il giusto risarcimento e, se occorre, interpellare anche il responsabile civile. Inoltre, la gestione dei sinistri deve essere di qualità, senza lasciare spazio alla creatività. Le carrozzerie indipendenti si distinguono per una serie di metodi operativi e protocolli anglosassoni, non normati in Italia, ma che vengono adottati per migliorare gli standard riparativi e la trasparenza nella gestione dei sinistri in ambito Rca”.

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