Rc auto: che legnata per le donne

Polizze Rca: un'indagine Ivass evidenzia una batosta per le donne

26 aprile 2013 - 7:00

Purtroppo, la profezia di SicurAUTO.it s'è avverata. Dal 21 dicembre 2012, il costo della Rc auto non varia in base al sesso del cliente (su indicazione dell'Unione europea), e le polizze femminili dovevano essere identiche a quelle degli uomini, che pagano Rca più salate in quanto causano più incidenti. Il risultato? Le Rca delle donne – come profetizzato da noi – si sono alzate, proprio per parificare quelle dei guidatori maschi (e non viceversa). Lo conferma ora l'Ivass, l'Istituto che vigila sulle assicurazioni.

AUMENTI PER LE SIGNORE – La nuova indagine sulle tariffe Rca auto praticate in Italia al 1° gennaio 2013. ha preso in esame i prezzi praticati in 21 province per 11 tipologie standard di assicurati, sia automobilisti sia motociclisti, dei due sessi. Si tratta della prima rilevazione dei prezzi successiva all'entrata in vigore della sentenza della Corte di Giustizia dell'Ue nel marzo 2011 in materia di parità di trattamento tra uomo e donna nell'accesso ai servizi assicurativi. Questa sentenza ha comportato, rispettivamente per gli assicurati di sesso femminile e maschile, incrementi e decrementi dei prezzi medi, variabili con i profili e le province oggetto di indagine. Dall'analisi risulta infatti che, negli ultimi 12 mesi, tra i prezzi medi ponderati con la quota di mercato di ogni impresa, l'aumento più elevato, su scala nazionale, è stato pari al 13,5% per un diciottenne di sesso femminile con autovettura di 1300 cc. alimentata a benzina, in classe Bonus-Malus di C.U. 14, massimale minimo di legge. Il premio medio ponderato per il corrispondente profilo maschile è invece diminuito del 6,7%.

DIFFERENZE LUNGO LO STIVALE – Sul territorio si accresce la già forte differenziazione tra regioni settentrionali e regioni meridionali: gli incrementi, nonché i prezzi medi di listino assoluti, risultano più elevati nel blocco delle province meridionali, e più contenuti nelle province settentrionali. In particolare, un cinquantacinquenne di sesso maschile alla guida di un'autovettura di piccola cilindrata a Napoli, pur se in classe B/M di massimo sconto, paga una tariffa media di 1.237€, in aumento del 9% rispetto allo scorso anno, a fronte di tariffe inferiori ai 400€ che il medesimo assicurato pagherebbe a Trento, Bolzano o Aosta con aumenti che a malapena hanno raggiunto il 2,5% (quindi inferiori all'inflazione). Nel settore delle “due ruote”, per i motocicli con cilindrata di 200 cc, i prezzi nazionali medi di listino, hanno subìto incrementi del 10,2% per gli uomini e dell'8,2% per le donne quarantenni in classe B/M di C.U. 4.

QUALI PROFILI – Gli assicurati-tipo che rientrano nel monitoraggio dell'Autorità sono i seguenti:

tipo 1 un diciottenne di sesso maschile, con autovettura di 1.300 cc. alimentata a benzina, in classe Bonus- Malus di ingresso (C.U. 14), massimale minimo di legge;

tipo 2 un quarantenne di sesso maschile, con autovettura di 1.300 cc. alimentata a benzina, in classe di massimo sconto Bonus-Malus (C.U. 1), massimale minimo di legge;

tipo 3 un diciottenne di sesso maschile, con ciclomotore di 50 cc. alimentato a benzina, assicurato per la prima volta, Bonus-Malus C.U. 14, massimale minimo di legge;

tipo 4 un diciottenne di sesso maschile, con motociclo di 250 cc. alimentato a benzina, assicurato la prima volta, Bonus-Malus C.U. 14, massimale minimo di legge;

tipo 5 un diciottenne di sesso femminile, con autovettura di 1.300 cc. alimentata a benzina, in classe Bonus-Malus di ingresso (C.U. 14), massimale minimo di legge;

tipo 6 un quarantenne di sesso femminile, con autovettura di 1.300 cc. alimentata a benzina, in classe Bonus Malus di massimo sconto (C.U. 1), massimale minimo di legge;

tipo 7 un cinquantacinquenne di sesso maschile, con autovettura di 1.200 cc. alimentata a benzina, a guida estesa a minori di 26 anni, in classe Bonus-Malus di massimo sconto (C.U. 1), massimale minimo di legge;

tipo 8 un cinquantacinquenne di sesso maschile, con autovettura alimentata a gasolio di 1.900 cc, a guida esclusiva, in classe Bonus-Malus di massimo sconto (C.U. 1), massimale minimo di legge;

tipo 9 un diciottenne di sesso femminile, con ciclomotore di 50 cc. alimentato a benzina, in classe Bonus-Malus di ingresso (C.U. 14), massimale minimo di legge;

tipo 10 un quarantenne di sesso maschile, con motociclo di 200 cc, alimentato a benzina, in classe Bonus- Malus di C.U. 4, massimale minimo di legge;

tipo 11 un quarantenne di sesso femminile, con motociclo di 200 cc. alimentato a benzina, in classe Bonus- Malus di C.U. 4, massimale minimo di legge.

Alcuni profili, quali i diciottenni alla guida di autovetture in classe Bonus-Malus di ingresso o motocicli/ciclomotori, così come il quarantenne o il cinquantacinquenne alla guida di un'autovettura in classe di massimo sconto, possono considerarsi degli assicurati-tipo rappresentanti rischi di natura opposta (rispettivamente, ad alta e bassa sinistrosità) e quindi particolarmente sensibili per monitorare le variazioni di prezzo per le categorie individuate dalla legge.

1 commento

andrea
15:05, 26 aprile 2013

Sentenza ingiusta.
E' la stessa UE ad imporre la libertà di tariffa assicurativa. Poi vieta di far pagare in base alla propria sinistrosità?

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