Rc auto, cessione del credito: infuria la polemica

Polizze Rca, si scalda la discussone sulla cessione del credito

11 giugno 2013 - 6:00

Il Carrozziere.it (blog di Davide Galli, a capo di Federcarrozzieri, carrozzieri indipendenti) contro Sel: il motivo della contesa è la cessione del credito nel settore Rca.

DI CHE SI TRATTA – Oggi, il credito per il danno subìto dall'auto in seguito all'incidente può essere ceduto a un terzo (al carrozziere) dalla vittima del sinistro: è la cessione del credito Rc Auto, che la Cassazione ha di recente confermato essere una pratica legale. Tuttavia, già l'Ania (la Confindustria delle Assicurazioni) nel novembre 2011 ha proposto l'abolizione della cessione del credito Rca, malvisto dalle Compagnie, perché ritenuto la causa di speculazioni e aumenti delle polizze. Nei mesi scorsi, alcune Compagnie hanno aggiunto nei loro contratti Rca clausole vessatorie nei confronti degli automobilisti, vietando il ricorso alla cessione del credito. Adesso, il Sel (Sinistra ecologia libertà), per la precisione il Sel Campania ha presentato in Parlamento una mozione per l'abolizione della cessione del credito in ambito Rca.

IL CARROZZIERE.IT NON CI STA – Il Carrozziere.it dice che è stata inventata “una serie di ricette che corrispondono a quelle delle Compagnie: abolizione della cessione del credito e riduzione dei termini di prescrizione da due anni (cinque per i sinistri con lesioni) a 15 giorni per la richiesta di risarcimento danni”. Non solo: “Tali mirabolanti proposte sono accompagnate da una maldicenza nei confronti dei riparatori indipendenti e dei professionisti che tutelano il danneggiato o le imprese artigiane, e finiscono per compiacere le Compagnie che vogliono, sempre di più, pagare quando, quanto, come e dove ritengono”. Il blog è tagliente: “Arturo Scotto (Sel) ha firmato una mozione basata sui desiderata dell'Ania. Poco interessa se i carrozzieri indipendenti lo sono perché usano la cessione di credito e fatturano le  riparazioni, tenendo in piedi un settore artigianale in tempi di grave crisi. Poco importa se i diritti del danneggiato dovessero decadere in un paio di settimane”.

SPORTELLO DEI DIRITTI IN CAMPO – Anche lo Sportello dei diritti di Giovanni D'Agata entra nella polemica: “L'avevamo annunciato esattamente un mese e un giorno fa ed ora non possiamo credere ai nostri occhi. Perché se possiamo comprendere l'interesse dei partiti di maggioranza per il mercato assicurativo per i noti legami bipartisan con la lobby dei grandi Gruppi assicurativi, a stento crediamo che una parte che dovrebbe rappresentare l'opposizione, almeno a parole, e quindi gli interessi di danneggiati e assicurati, offrisse sul piatto d'argento all'Ania una serie di riforme da far accapponare la pelle a tutte le Vittime della strada e loro familiari e agli operatori del settore e che le andasse addirittura a decantare come la manna dal cielo”. Secondo D'Agata, ridurre a 15 giorni il termine decadenziale (è evidente anche l'incongruenza con il termine “prescrizione” frutto di una svista o di frettolosità) per la denuncia di un sinistro è un danno concreto nei confronti di tutti i danneggiati per una serie evidente di ragioni logico-giuridiche che vanno dalla difficoltà di reperimento di tutti i dati delle controparti, alla possibilità di essere impossibilitati ad agire immediatamente perché feriti e via discorrendo. Per quanto riguarda la cessione del credito, D'Agata lo ritiene uno strumento utile al consumatore, che, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, non viene costretto, all'atto del ritiro dell'auto riparata, a sborsare denaro, liberandolo quindi da tutte le problematiche legate al risarcimento: “Con tale strumento, quindi, si fornisce al consumatore un servizio che consiste nell'evitare di anticipare delle somme e poi attendere tempi di risarcimento che, in alcuni casi, sono molto lunghi”.

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