RAI Isoradio a Renzi: omicidio stradale, si faccia in fretta

RAI Isoradio invia una lettera aperta a Matteo Renzi e lancia una campagna perché si approvi al più presto la legge sul reato di omicidio stradale

19 marzo 2014 - 8:00

Facciamo un passo indietro. A fine febbraio, Matteo Renzi diventa il primo presidente del Consiglio a parlare di sicurezza stradale durante il discorso in cui ha chiesto la fiducia al Senato. Con il nuovo premier, la sicurezza stradale è diventata argomento di prim'ordine, non più relegato in uno degli innumerevoli disegni di legge che muoiono poche ore dopo la nascita, venendo dimenticati in un polveroso cassetto del Parlamento. Non solo tasse e ripresa economica nel suo discorso, ma anche la possibilità che in strada si muoia: eventualità che viene dimenticata spesso, per ignoranza, dai politici di spicco. Nel suo discorso, Renzi ha fatto riferimento alla morte del giovane Lorenzo Guarnieri. Immediato l'accostamento all'associazione Guarnieri, che si batte da anni a favore dell'introduzione del reato di omicidio stradale: quasi un omicidio volontario, con pene molto severe per chi uccide al volante in uno stato pesantemente alterato da droghe o alcol. È quindi probabile, ma non certo, che il premier spinga per l'istituzione di questo reato. Ecco perché adesso RAI Isoradio (il canale di pubblica utilità della RAI che fornisce 24 ore su 24 notizie sul traffico e sulla sicurezza stradale) invia una lettera aperta a Matteo Renzi e lancia una campagna perché si approvi al più presto la legge sul reato di omicidio stradale.

DALLE PAROLE AI FATTI – RAI Isoradio lancia una campagna per accelerare l'iter legislativo e approvare al più presto la legge sul reato di omicidio stradale: il canale radio si impegna a coinvolgere tutti gli ascoltatori del canale. A dire il vero, le cose sono parecchio complicate. Per cominciare, in Parlamento sono stati presentati diversi disegni di legge che riguardano l'omicidio stradale, ognuno dei quali si differenzia dagli altri per qualche sfumatura legata alle pene connesse al reato. Secondo, il reato di omicidio stradale presenta così tanti aspetti complessi e delicati che qualcuno aveva pensato a un semplice allungamento del ritiro della patente (o alla revoca definitiva, ossia il cosiddetto ergastolo della patente) al posto dell'omicidio stradale. Terzo, i politici da anni si dimostrano ondivaghi in materia. In particolare, il ministro della Giustizia (del Governo Letta) Annamaria Cancellieri, nell'aprile 2012, quand'era ministro dell'Interno, si disse contraria. A inizio gennaio 2014, il primo dietrofront della Cancellieri: “Entro gennaio 2014, porterò in Consiglio dei ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l'introduzione del reato di omicidio stradale”. A inizio febbraio 2014, un'altra virata improvvisa della Cancellieri: occorre, questo il suo pensiero, “un intervento legislativo d'urgenza che non introduca una fattispecie autonoma di reato doloso, ma inasprisca le pene dell'omicidio colposo e selezioni le violazioni del Codice della strada in cui possa ravvisarsi azzardo e temerarietà con consapevolezza della pericolosità della condotta”. Non resta che attendere e capire quale linea seguirà Renzi.

FINO A 21 ANNI DI GALERA – A ogni modo, se si tenesse come modello il disegno legge dell'Associazione Guarnieri, il passaggio chiave sarebbe questo: chiunque ponendosi consapevolmente alla guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l'influenza di sostanze stupefacenti o psicotrope cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione da otto a diciotto anni. Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentate fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni ventuno. E chiunque ponendosi consapevolmente alla guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l'influenza di sostanze stupefacenti o psicotrope cagiona ad alcuno una lesione personale dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente è punito con la reclusione da due mesi a due anni. Norme delicatissime, appunto, su cui parecchi legali avrebbero da ridire: come stabilire che un guidatore, ubriacandosi o drogandosi, voleva intenzionalmente uccidere al volante?

1 commento

Roberto
19:16, 19 marzo 2014

Per inasprire le pene contro i pirati della strada, è sufficiente modificare alcune parti del codice penale e stradale. L'omicidio stradale serve solamente a complicare il quadro normativo e ad allungare i processi. In merito ai morti stradali, il sito dell'Aci pubblica dati interessanti:
http://www.aci.it/fileadmin/documenti/studi_e_ricerche/dati_statistiche/incidenti/Incidenti_Stradali_dal_1930.pdf
Ultimamente ci sono 3600 morti all'anno per incidenti stradali, un valore dimezzato rispetto agli anni 2000. Questo valore è in linea con la situazione dei primi anni 50, prima dell'avvento della motorizzazione di massa! Questo significa che la mortalità stradale, pur essendo un fenomeno grave, è decisamente sopravvalutata, con la conseguente tentazione di introdurre soluzioni demagogiche ma poco efficaci.

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