Radiazione per esportazione: cosa fare dopo le nuove norme?

Auto usate: due circolari PRA fanno luce sulla radiazione per esportazione

30 luglio 2014 - 11:00

Come SicurAUTO.it ha anticipato qui, sarà molto più difficile esportare un'auto usata dall'Italia. Lo ha appena deciso il Pubblico registro automobilistico, e la novità è stata resa nota dall'Automobile club d'Italia (che gestisce il PRA) con due circolari: stop alla radiazione per esportazione che nasconde secondi fini. Il tutto è stato ribadito e chiarito con circolare. L'obiettivo del provvedimento è anzitutto combattere il fenomeno delle radiazioni per definitiva esportazione nasconda anche fenomeni di elusione della normativa antinquinamento. Infatti, secondo una ricerca recente condotta da Assodem, l'associazione di categoria degli autodemolitori, nel corso dell'anno 2013 sono stati oltre settecentomila i veicoli che avrebbero dovuto varcare i nostri confini a seguito dell'avvio della relativa pratica la maggior parte dei quali (si stima almeno il 40%) invece è rimasta di fatto nel territorio nazionale. Tali comportamenti possono costituire concretamente una diversa gamma di illeciti sotto il profilo amministrativo, fiscale, di responsabilità civile e ambientale, e penale.

COSA DICE LA LEGGE – Cardine della procedura, ricorda poliziamunicipale.it, è l'articolo 103 del Codice della strada, il quale prevede che “la parte interessata, intestataria di un autoveicolo, motoveicolo o rimorchio, o l'avente titolo deve comunicare al competente ufficio del PRA, entro sessanta giorni, la definitiva esportazione all'estero del veicolo stesso, restituendo il certificato di proprietà e la carta di circolazione. L'ufficio del PRA ne dà immediata comunicazione all'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri provvedendo altresì alla restituzione al medesimo ufficio della carta di circolazione”. L'unica sanzione concretamente prevista si applica a chi viola tali disposizioni non comunicando al PRA l'esportazione definitiva del veicolo, che sarà soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 168 euro. Nulla invece è previsto per chi richiede la radiazione per esportazione del veicolo all'estero e poi non da di fatto corso a tale pratica. La richiesta di esportazione definitiva del veicolo all'estero può essere presentata prima che il veicolo sia trasferito e immatricolato all'estero ma anche o in un momento successivo, quando cioè il veicolo è già stato trasferito e immatricolato (con nuove targhe straniere) nel Paese straniero. In più a inoltrare l'istanza può essere anche un soggetto proprietario ma non intestatario del veicolo. Ed è proprio la possibilità di iniziare le pratiche di cancellazione prima, senza poi effettivamente reimmatricolare all'estero il veicolo che crea problemi. Sollecitati e interrogati da più parti sul problema sia l'Aci sia il ministero dell'Interno hanno fornito alcune indicazioni.

QUALI SOLUZIONI – In particolare, spiega poliziamunicipale.it, l'ACI ha ricordato che per avere la certezza che l'avente titolo sia effettivamente legittimato a inoltrare la richiesta di radiazione esso all'atto di presentazione della domanda dovrà presentare il certificato di proprietà del veicolo stesso. Ma la cosa più interessante è data dal fatto che alla presentazione della domanda il richiedente dovrà compilare e sottoscrivere specifica dichiarazione ove attesta l'uso e la destinazione del veicolo. Tale dichiarazione dovrà essere acquisita agli atti e sarà resa ai sensi del DPR 445/2000 con l'avviso delle conseguenze giuridiche a carico di chi rilascia dichiarazioni mendaci. L'ACI precisato che nei casi di radiazione per esportazione di veicoli già immatricolati all'estero è necessario allegare alla formalità copia della carta di circolazione straniera o un'attestazione rilasciata dalle competenti Autorità comprovante l'avvenuta immatricolazione all'estero. Il modello di autodichiarazione suindicato per la dichiarazione di definitiva esportazione all'estero, pertanto, potrà essere utilizzato solo se il veicolo deve ancora essere esportato oppure nel caso in cui sia già stato esportato, ma non ancora immatricolato all'estero.

QUALI DOCUMENTI – Secondo le nuove indicazioni impartite e la nuova procedura formalizzata a partire dal 14 luglio 2014 chi vorrà cancellare un veicolo dai registri nazionali dovrà allegare anche una fotocopia della nuova carta di circolazione o un documento che attesti l'avvenuta immatricolazione all'estero. In alternativa, l'interessato potrà richiedere la radiazione allegando una bolla doganale o un documento di trasporto e sempre consegnando targa, libretto e certificato di proprietà. Inoltre, la procedura sarà più stringente nel caso di veicoli colpiti da gravami quali fermo, pignoramento, sequestro o ipoteca in quanto sarà necessario ottenere il nulla osta formale del creditore. Invece, per i vincoli di natura giudiziaria come sequestro, congelamento dei beni e pignoramenti dovrà essere allegato al fascicolo o il provvedimento di dissequestro o di revoca del pignoramento o comunque il nulla osta dell'autorità giudiziaria all'esportazione del veicolo.

1 commento

adri
21:25, 27 ottobre 2014

che legge idiota partorita da un legislatore piu idiota vedo,….si potrà radiare il veicolo solo dopo la visura della nuova carta di circolazione dello stato estero dove si vuol vendere l'auto,cosi ci si ritrova con il veicolo che ha 2 immatricolazioni contemporaneamente…..e poi lo stato estero che provvede a nuova immatricolazione,non vorrà prima vedere se il veicolo è stato radiato nel paese di provenienza?

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