Quanto è difficile il mestiere del camionista?

SicurAUTO.it ha partecipato all'assemblea per gli operatori del trasporto merci. Ecco i problemi di chi sopravvive tra burocrazia e concorrenza sleale

13 maggio 2014 - 18:48

Vi siete mai chiesti perché i camionisti appaiono quasi sempre ostili e con lo sguardo spento quando ci passano accanto? Perché, se hanno scelto loro di fare quel mestiere, sembrano sempre arrabbiati con qualcuno? In realtà una risposta sola non basterebbe a mettere una dietro l'altra le problematiche di un settore costretto all'asfissia da burocrazia e concorrenza sleale. Contro quali avversità oggi bisogna scontrarsi per fare il mestiere del camionista? Se n'è discusso all'assemblea “Incontriamoci, proponiamo, lavoriamo” delle associazioni Assotrasporti e Azione nel Trasporto Italiano alla quale SicurAUTO.it ha partecipato presentando il reportage on the road Vita da camionista.

UN LAVORO CHE TI CONSUMA – Dopo il nostro viaggio al fianco di Iwona Blecharczyk, l'autista con cui abbiamo viaggiato dal Belgio alla Spagna per mostrarvi la vera vita da camionista, abbiamo visto qual è la contropartita di quello che sembra un lavoro avventuroso e affascinante. Qualche tempo fa guardare un panorama mozzafiato dalla cabina del camion regalava quell'emozione che ripagava dei dolori alla schiena, nonostante la lontananza da casa. Oggi invece si passerebbe sul ponte più alto del mondo appena fuori Parigi senza battere ciglio. Si è costretti a riposare durante le soste previste dai tempi di guida e riposo ma di fatto nessuno dorme con il calore che c'è in cabina, e quando bisogna ripartire si è più stanchi e nervosi di prima. Sapevate, infatti, che un mezzo in sosta non può accendere il climatizzatore nemmeno d'estate, se non è dotato di quello supplementare? Per non parlare dei trasportatori stranieri, che vivono abusivamente nelle piazzole di sosta autostradali per giorni, in attesa di una chiamata per una paga misera. Questa è solo la punta dell'iceberg; uno dei tanti problemi emersi nel confronto tra autotrasportatori, padroncini (liberi professionisti), autisti e associazioni tenutosi al Salone Internazionale delle macchine movimento terra, da cantiere e per l'edilizia a Verona.

IN FRANCIA I CAMIONISTI DEVONO DORMIRE IN HOTEL – La concorrenza sleale è la piaga principale che soffoca il settore dei trasporti. Secondo l'autotrasportatore Angelo Panzeri il cabotaggio abusivo permette agli autotrasportatori stranieri, per lo più provenienti dall'est di vivere in Italia. Il cabotaggio normalmente consente a un trasportatore europeo di movimentare merci in un altro Paese dell'Unione europea. “Vivono per mesi sui loro camion, aspettando di reperire un carico da trasportare a prezzi inferiori e fuori mercato creando danno all'intero Sistema Paese.” denuncia Panzeri. In Francia questa pratica sarà presto vietata agli autotrasportatori che trascorrono in cabina il giorno di riposo settimanale e chi infrange la legge va incontro a 30 mila euro di multa e un anno di reclusione. Un provvedimento senza mezze misure che secondo l'autotrasportatore danneggerà ulteriormente il settore italiano. “con la nuova normativa il trasportatore italiano in Francia verrebbe costretto dal 1 giugno a pagare un albergo francese, – spiega Panzeri – invece che riposarsi nella cabina attrezzata del camion, potendo così custodire il mezzo e la merce sempre più soggetti a furti”.

IN ESTATE LA CABINA DIVENTA UNA SAUNA SVEDESE – Un problema, quello delle norme e delle multe, che si riflette anche sulla sicurezza, visto che ai camion, come qualsiasi altro mezzo, “È fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 205,00 a € 410,00 – art. 157 comma 7 bis, CdS”. In altre parole se il camion è dotato del climatizzatore da parcheggio, il conducente riesce a chiudere gli occhi e riposare sigillandosi in cabina per difendersi dai ladri che agiscono con lo spray narcotizzante, come ci ha raccontato Iwona. Visto però che il dispositivo non è di serie e le aziende di autotrasporti riducno all'osso i costi quasi nessun automezzo ha il clima opzionale. “spesso si è costretti a stare fermi 11 ore per rispettare i tempi di guida e di riposo, ma, a causa del caldo, dopo la sosta ci si sente più stressati e stanchi di prima” ha dichiarato Stefano Zanocco, autista dipendente di un'azienda veneta. E pur volendo infrangere il codice per trovare un po' di frescura almeno d'estate, con il rumore e le vibrazioni del motore sarebbe impossibile dormire in cabina.

SERVONO REGOLE SUL CABOTAGGIO – Qualcosa però sembra bollire in pentola, almeno secondo le dichiarazioni di Gaetano La Legname, assistente del Vicepresidente IX Commissione alla Camera, nonché professionista esperto del settore, che ha fatto un excursus sull'avanzamento delle attività intraprese di natura tecnico-normativa. In particolare “sembra possibile un'apertura con il Ministero per quanto riguarda il calendario dei divieti di circolazione”, che apporta importanti modifiche alle norme che regolano la circolazione dei veicoli industriali nei giorni festivi. Dopo il suo assistente, l'On. Ivan Catalano ha voluto rassicurare i partecipanti all'assemblea sui chiarimenti avanzati al Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, riguardanti la riforma sull'Albo degli autotrasportatori, il cabotaggio, l'applicazione del regime di costi minimi e i controlli che le forze dell'ordine devono effettuare sui vettori stranieri.

CHI FA LE LEGGI DEVE SALIRE SUI CAMION – Assotrasporti e Azione nel Trasporto Italiano hanno richiesto la creazione di un tavolo comune tra Associazioni e Forze dell'Ordine, con l'obiettivo di fornire apposite istruzioni per i controlli da effettuare sulla documentazione degli autotrasportatori stranieri. Il presidente di Assotrasporti, Secondo Sandiano, spinge sull'istituzione di una commissione permanente di funzionari del Ministero dei Trasporti che, tra gli altri incarichi, hanno l'obbligo di viaggiare come osservatori sugli autocarri prima di lavorare a un disegno di legge. “Tutti coloro che decidono le sorti del settore in materia di sicurezza e controlli devono constatare e verificare direttamente le problematiche vissute quotidianamente dai trasportatori – spiega Sandiano – , invece di avere solo una conoscenza teorica delle norme, su cui spesso influiscono gli interessi contrastanti delle lobby”. “Del resto è quello che ha fatto  SicurAUTO.it accompagnando un'autista professionista per cinque giorni in giro per l'Europa, proprio per sensibilizzare i cittadini sulle difficoltà della vita operativa di questa particolare categoria” ha concluso il presidente Sandiano.

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