Quando il Senatore non accetta la multa

Ennesimo caso in cui un politico viene multato e reagisce male, questa volta tocca al senatore Mario Ferrara

14 giugno 2013 - 14:30

Ancora un politico che non accetta una multa e reagisce male: stavolta tocca al Senatore Mario Ferrara ex Forza Italia e Grande Sud, oggi presidente del Gruppo Grandi Autonomie e Libertà. Ma in passato ci sono stati i casi di Lady Bersani per un divieto di sosta, della scorta di De Mita dopo una multa da parte di un'agente di Polizia locale punita per aver elevato quella contravvenzione, del sindaco di Guidonia, dei politici di Prato che non volevano pagare i verbali; senza dimenticare tutte le multe ai Vip di Roma misteriosamente scomparse (scandalo emerso nei giorni scorsi).

REVISIONE SCADUTA DA UN ANNO – Qualche giorno fa, il Senatore Mario Ferrara, viene fermato a un posto di blocco di Palermo, in via Emerico Amari, mentre è alla guida della sua Audi A4. Stando almeno a una prima ricostruzione de La Repubblica, dopo il saluto da parte dei due poliziotti, Ferrara consegna la sua patente. La reazione del senatore arriva dopo la contestazione della mancata esposizione del tagliando assicurativo e l'accertamento della mancata revisione dell'auto, scaduta nell'aprile 2012: “Le dobbiamo contestare due contravvenzioni al codice della strada”, dicono i due agenti. “Sono un senatore della Repubblica ed esigo il saluto militare”, replica Ferrara. 

SALUTO MILITARE? MA CHE MOTIVO C'E'? – In via Amari arriva anche un funzionario della questura che chiede ai due poliziotti, per cercare di arrivare a un accordo, di fare il saluto militare. Il fatto è che, sempre secondo Repubblica, per un decreto del presidente della Repubblica del 28 ottobre1985, il saluto militare non sarebbe previsto. Non capiamo, comunque, a che cosa sarebbe servito il saluto militare, una forma di rispetto aggiuntiva per un Senatore della Repubblica? Se gli agenti si sono comportati in modo educato esigere il saluto militare è una scusante che non ha senso. Si voleva far rispettare le regole anche loro visto che gli stessi agenti stavano pretendento (giustamente) che il Senatore rispettasse quelle italiane? Boh, davvero non capiamo. Tornando alla storia il Senatore, sempre stando a una prima ricostruzione, minaccia di chiamare il prefetto per metterlo a conoscenza di quanto sta accadendo. Mentre gli agenti scrivono, il politico inizia a chiamare dal suo cellulare. I due agenti, nonostante tutto, continuano a redigere il verbale ed ecco che il parlamentare, rieletto alle politiche del 2013 al Senato, comincia “a fotografare con il suo iPhone gli operatori di polizia nessuna spiegazione logica”, come scrivono nella relazione i due agenti.

STRANO COMPORTAMENTO PER FERRARA… – Sul caso del Senatore che si è ribellato al verbale della polizia è intervenuto anche il sindacato di Polizia Siulp: “La legge va rispettata da tutti al di là della carica istituzionale che si ricopre – dice Giovanni Assenzio, segretario generale del Siulp -. La nostra professionalità ci impone di far rispettare a chiunque le regole, nel rispetto dei ruoli. Chi lavora in strada va rispettato per l'operato a rischio che giornalmente svolge”. La vicenda lascia a bocca aperta perché Ferrara è sempre stata una persona pacata, educata e mai arrogante. SicurAUTO.it l'ha contattato, chiedendo un commento alla vicenda, ma il senatore s'è limitato a rispondere che, per motivi giuridici, non poteva dire nulla in merito.

1 commento

Daniele
15:02, 14 giugno 2013

Spero che i due agenti non vengano puniti e che il loro comandante non si lasci intimidire da qualche eventuale telefonata minatoria

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