Pullman giù dal viadotto in Irpinia: strage evitabile?

Nelle ultime ore stanno emergendo numerosi elementi che, forse, potevano essere previsti ed evitati

30 luglio 2013 - 11:00

Uno dei più spaventosi drammi mai verificatosi sulle strade italiane. È di inaudita gravità il bilancio dello schianto di un bus di amici in gita precipitato da un viadotto dell'A16 Napoli-Canosa, a Monteforte Irpino, verso le 20.30 di domenica: il dato ufficiale raccontato dal Prefetto di Avellino, Umberto Guidato, è di 38 morti. Le vittime sarebbero 39, invece, per il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. Più 10 feriti, tra cui 6 bambini, alcuni in condizioni molto gravi. Non ci sarebbero dispersi. Senza contare 14 feriti lievi tra gli occupanti delle sei auto urtate dal bus prima di finire nella scarpata.

DINAMICA DA CHIARIRE – Sulla dinamica dell'incidente si fanno solo ipotesi: per alcuni testimoni il bus avrebbe sterzato per evitare auto incolonnate nei pressi di un cantiere; per altri sarebbe scoppiata una gomma. Stando alla Polstrada, sul luogo dello schianto non vi sono segni di frenata: il mezzo secondo una prima ricostruzione si sarebbe trascinato lungo una barriera di cemento per poi sfondare il guardrail finendo nella scarpata. La procura di Avellino ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo plurimo e l'indagine sarà “a tutto campo”. Gli accertamenti giudiziari saranno finalizzati a far luce non solo su eventuali responsabilità dell'autista Ciro Lametta: morto anche lui nell'incidente. Nelle prossime ore è previsto l'esame autoptico che dovrà chiarire se l'uomo sia stato vittima di un malore. Quest'ultima, comunque, sembra un'ipotesi poco plausibile: Ciro Lametta, infatti, secondo quanto sta emergendo, ha cercato di fare di tutto per fermare l'autobus anche se non ci sono segni di frenata sull'asfalto. Inoltre, sarà verificato il corretto segnalamento dei cantieri autostradali presenti nella zona. L'inchiesta potrà poi riguardare anche la qualità tecnica della barriera di protezione che è stata abbattuta dall'autobus: Autostrade per l'Italia, il gestore di quel tratto, potrebbe essere chiamato in causa considerato che i guardrail dei viadotti devono resistere anche all'impatto di un mezzo pesante. Recente la sentenza di condanna dei dirigenti del Consorzo Austrade Siciliane per un motivo simile. Noi ci auspichiamo che vengano svolte attente e scrupolose verifiche sulle condizioni tecniche del pullman che aveva superato la revisione annuale a marzo scorso. Che sia stata la classica revisione farlocca all'italiana?… 

STRAZIO SENZA FINE – I rottami del bus sono stati rimossi e trasferiti in un centro demolizione, mentre le bare delle vittime sono state allineate nella scuola di Monteforte Irpino, dove è avvenuto lo strazio del riconoscimento da parte dei parenti. Si trattava di amici con la passione delle gite. Il premier Letta, per oggi, ha dichiarato lutto nazionale: ''In Consiglio dei ministri abbiamo appena deliberato lutto nazionale per la giornata in cui si svolgono i funerali a Pozzuoli' (oggi ndr)'. Le ipotesi di reato per le quali procede la Procura di Avellino per l'incidente sulla A16 sono di concorso in omicidio plurimo colposo e disastro colposo: lo ha precisato il procuratore della Repubblica di Avellino, Rosario Cantelmo.

PERDEVA PEZZI? – L'autobus precipitato è giunto sul luogo dell'incidente a forte velocità e con la porta anteriore aperta o mancante, forse a causa di un precedente contatto: così avrebbe affermato l'operatore che, circa un chilometro prima, segnalava rallentamenti sull'autostrada. L'autobus è precipitato dal viadotto Acqualonga, al km 32 e 600 dell'A16, intorno alle 20.30: verso le 19, rallentamenti avevano cominciato a formarsi al km 28, in direzione Napoli. Che venivano segnalati su tre pannelli (fino a 40 km prima) e da un operatore a terra: questi sbandierava e si trovava a circa un chilometro e 100 metri dal punto in cui è avvenuto l'incidente, con tutti i dispositivi del mezzo di servizio accesi. Proprio questo operatore dice di aver visto avvicinarsi il pullman a forte velocità e con la porta anteriore aperta, o forse mancante, probabilmente a causa di un precedente contatto con il margine destro dell'autostrada. Per giunta, parti del sistema di trasmissione dell'autobus sono state trovate a terra oltre un chilometro prima del luogo dove è precipitato: è molto probabile che il mezzo fosse già danneggiato mentre percorreva un tratto in forte pendenza. L'autista dell'autobus avrebbe tentato di limitarne la velocità, non avendo più il controllo del mezzo, appoggiando il veicolo sul guardrail destro già centinaia di metri prima del luogo da dove è precipitato, senza però riuscirci.

IMMAGINI SEQUESTRATE – La Procura della Repubblica di Avellino ha sequestrato le immagini dell'incidente. Le immagini sono state riprese da telecamere fisse della società Autostrade per l'Italia dislocate lungo il percorso autostradale: le telecamere avrebbero ripreso una buona parte di quanto accaduto prima dell'incidente e solo alcuni frammenti del momento dell'impatto del bus con il guardrail. Intanto, ha detto il procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo, “stiamo valutando anche la posizione della società Autostrade”. Gli inquirenti attribuiscono grande importanza alla verifica del sistema di sicurezza della barriera posta sul bordo laterale destro del viadotto. E una parte delle indagini ''sono riservate a verificare le condizioni dell'autobus'', il Gran Turismo della Mondo Travel di Napoli. Sui pezzi di semi-asse ed altre parti della carrozzeria che il pullman avrebbe perso sulla carreggiata un chilometro prima dell'impatto fatale con il guardrail, il capo degli inquirenti avellinesi si limita a far sapere che “è anche questo un tema dell'indagine e che i reperti, quando saranno completamente a disposizione, verranno sottoposti a perizia tecnica”.

QUANTI RISCHI SU QUEL TRATTO – Maurizio Caprino, sul blog Strade sicure, sostiene che “i morti sul bus precipitato dal viadotto dell'A16 a Monteforte Irpino (Avellino), sono il frutto dei tanti rischi che si concentrano su quel tratto di autostrada: c'è una discesa tanto ripida che proprio vicino a quel punto c'è stata a lungo una postazione autovelox fissa, c'è il viadotto Acqualonga (critico per struttura, pendenza per chi scende verso Napoli – come il bus precipitato – e raggio di curvatura), di domenica c'è traffico e negli altri giorni d'estate ci sono tanti camion malridotti (a volte guidati da autisti improvvisati) che trasportano pomodori dal Foggiano ai conservifici dell'Agro Nocerino-Sarnese. Inoltre, in questo periodo, nel rettilineo dopo il viadotto Acqualonga (sempre molto ripido) c'è un cantiere, che verosimilmante ha creato quella coda che l'autista del bus ha forse cercato di evitare andando a strisciare contro il guardrail”. La verità sulle cause? Chissà se mai la sapremo, chiosa Caprino: è possibile “un guasto ai freni del bus: le revisioni dei mezzi pesanti, in Italia, hanno troppi buchi, nonostante da anni si facciano anche a sorpresa su strada (non ci sono soldi)”. Ma bisogna concentrarsi su cosa potrebbe essere andato storto. Davvero il pullman perdeva pezzi durante il viaggio? Soprattutto, perché il guardrail in celcestruzzo non ha retto? Era vecchio? Inadeguato? Non poteva contenere il mezzo? Su un viadotto, non dovrebbero essere a prova di camion? No comment di Autostrade per l'Italia.

OCCHIO AI PELLEGRINAGGI LOW-COST – Spesso vengono venduti a prezzi stracciati i pellegrinaggi a Pietrelcina (o in altri luoghi di culto) e questo bus low cost potrebbe esserne una diretta conseguenza. È solo un'ipotesi, ma è un elemento da non trascurare. Ovviamente se il mezzo si è guastato andrebbe controllata l'ultima revisione e capire se sia stata fatta (male) di recente. Nonché indagare sulla compagnia dei pullman. Comunque, al di là del dolore immenso dei parenti delle vittime, chi legge queste notizie ne viene sconcertato, quanti altri veicoli rischiano di fare la stessa fine su strade e autostrade? Si insiste tanto su Tutor, autovelox e altri controlli elettronici: e se invece ci fossero più verifiche a mezzi, strade, autostrade e guardrail? Sperando che i veri colpevoli di questa tragedia paghino, ci stringiamo alle famiglie delle vittime e restiamo a disposizione per qualsiasi denuncia o articolo dovesse servire a fare giustizia. 

2 commenti

Bruno
12:21, 30 luglio 2013

Maurizio Caprino, intervistato questa mattina ad Uno Mattina (RAI 1), ha osservato che il guardrail, in base alle normative,non doveva cedere visto che l'angolo d'impatto è stato di circa 20° appena. Queste barriere devono invece resistere ad impatti di TIR anche con angoli di 90°. Questo è un aspetto fondamentale di tutta la vicenda. La barriera non doveva cedere. Circa le possibili cause del sinistro, ho sentito una donna ferita, intervistata in ospedale, che accennava ad una gomma scoppiata. Questa è stata la percezione degli occupanti prima dell'impatto fatale.

carlo
10:35, 4 agosto 2013

Ma sui Viadotti Alti e Pericolosi ha senso ancora utilizzare con la funzione di BORDO-PONTE
questi inadeguatissimi e malconci NEWJERSEY i cui tasselli di congiunzione fra di essi ed alla sede stradale sono l'anello debole della struttura in quanto soggetti nel tempo ad USURA? Peace&Love! 🙁

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