Puglia: qui si faranno i taxi per Londra

Un'azienda pugliese costruirà i nuovi 45.000 taxi di Londra

22 gennaio 2013 - 8:36

Sarà pure il “clima elettorale” che spinge a dichiarazioni altisonanti, comunque quella del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in occasione della conferenza stampa su “Puglia top wine destination”, lascia il segno: “Mentre Marchionne mette in cassa integrazione gli operai di Melfi, a Bari si insedia nei prossimi giorni un'industria automobilistica, ecologica e al passo coi tempi, che rinnoverà tutto il parco taxi di Londra. Si tratta di una commessa per 45.000 taxi con motore ibrido”.

PUGLIA ATTIVA – Non solo. La Puglia, ha aggiunto Vendola, “conosce momenti di crisi ma ha saputo credere su se stessa, innovarsi, creare un circuito virtuoso, e questa commessa è uno dei risultati”. Sarà quindi questa Regione a costruire un'icona dello stile di vita inglese, i taxi di Londra, in attesa che vengano illustrati i dettagli di un acquisto da parte di un Gruppo inglese dell'azienda OM-Officine Meccaniche, con sede a Bari. La Regione darà il suo contributo per la modernizzazione di questo impianto industriale che porterà sul mercato vetture dalla carrozzeria tradizionale ma con motore ibrido: una soluzione ecosostenibile per il traffico londinese. La Frazer Nash è pronta ad avviare la produzione dei taxi ad alimentazione ibrida per una prima commessa di 3.600 vetture, che per il 2015 potrebbero lievitare a 10.000. Al ministero dello Sviluppo economico, è stato siglato un accordo che risolve i problemi dello stabilimento e nell'arco dei prossimi tre anni tutti gli operai in cassa integrazione verranno ricollocati: l'azienda inglese Frazer Nash, storico marchio nella produzione di auto, il 1° aprile 2013 rileverà lo stabilimento di Modugno che apparteneva alla multinazionale tedesca Kion.

PROGETTO – È ovvio che la politica, e le elezioni alle porte, influiscono sulle dichiarazioni di Vendola, così come di tutti gli altri politici, tracimanti come non mai in questo periodo (perfino Monti parla tantissimo in questi giorni). Al di là del capzioso parallelo con le decisioni dell'amministratore delegato del Gruppo Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, gli stessi protagonisti della politica locale hanno il compito di attrarre investimenti, che arrivano con un territorio e una burocrazia ritenuti efficienti dal Gruppo estero, e con formazione professionale reputati all'altezza. Ora resta da vedere come andrà quest'avventiura inglese in terra italiana, con gli iconici veicoli dall'inconfondibile sagoma che possono creare occupazione: il sito dell'OM Carrelli di Bari, destinato alla chiusura, può divenire un'industria automobilistica, e questo è un punto di partenza incoraggiante. Pronti via, e in fabbrica ecco 40 operai e 20 amministrativi, fino al 2016 quando in tutto dovrebbero esserci quasi 300 addetti. L'investimento sarà sui 70 milioni di euro, con agevolazioni regionali modulari: 15% per opere edili, 30% per macchinari e apparecchiature. Non resta che attendere, e vedere quali saranno gli sviluppi: incoraggia il fatto che, in Puglia, la Bosch produce gli impianti Common Rail (anche per Mercedes), e la Getrag i cambi double clutch per mezza Europa.

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