Proventi delle multe: le città non dicono che fine fanno

Il 50% delle multe incassate dagli enti locali dovrebbe essere impiegato per la sicurezza stradale. Accade davvero? Quasi impossibile saperlo

26 novembre 2011 - 14:24

A domande precise, poche risposte. Questa è la conclusione da trarre dai risultati finora raggiunti dall'iniziativa avviata dalla Fondazione Luigi Guccione, dall'IICA (Istituto Internazionale per il Consumo e l'Ambiente) e dal CILD (Centro Iniziativa Legalità Democratica) che si sono messe in testa di vederci chiaro nella spinosa questione della destinazione dei proventi delle multe.

QUALCUNO NON VEDE, ALTRI NON SENTONO… – Le tre organizzazioni hanno chiesto ufficialmente e congiuntamente a 15 grandi città informazioni sull'entità e sull'utilizzo dei fondi incassati per le infrazioni al Codice della Strada. Il Codice stesso, all'art. 208, prevede che il 50% delle somme ricavate da sanzioni per violazioni del Codice comminate dai funzionari di comuni, province e regioni debba essere destinato al miglioramento della sicurezza stradale nel territorio di questi stessi enti, i quali dovrebbero investire il denaro nell'adeguamento della segnaletica, nella manutenzione della rete viaria di competenza, nell'acquisto di nuovi dispositivi e nelle attività formative nel settore dell'educazione stradale. Le 15 città interpellate sono Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Verona. Ebbene, di queste, soltanto Cagliari, Trieste e Venezia hanno risposto al quesito inviando i dati richiesti, e per questo sono state ringraziate dalle tre organizzazioni. Altre quattro città, cioè Bologna, Genova, Napoli e Roma, hanno rpromesso che invieranno i dati, ma evidentemente lo faranno in ritardo rispetto ai termini stabiliti per legge. Le rimanenti otto città, invece, non hanno inviato alcuna risposta, neppure dilatoria.

… E IL MINISTERO “SCARICA” – Fondazione Luigi Guccione, IICA e CILD hanno inoltrato un quesito di tono simile anche al ministero della Salute, chiedendo l'ammontare e l'impiego del contributo del 10,5% che grava sulle polizze assicurative e che dovrebbe essere destinato al rimborso al Sistema Sanitario Nazionale delle prestazioni erogate ai danneggiati dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti. La risposta del ministero, laconica e altrettanto deludente, è stata di questo tono: “La competenza dei bilanci della spesa sanitaria è del Ministero dell'Economia e delle Regioni”. Le tre organizzazioni hanno quindi “girato” la domanda a tale dicastero, ma non è mancato il loro pungente commento espresso in un comunicato: «Speriamo che il ministero della Salute non ci dica che è l'Europa a doverci rispondere».

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