Programma europeo sulla sicurezza stradale 2001-2010: i risultati

La sicurezza stradale è un importante problema sociale con costi economici per la società di circa 130 miliardi di euro l'anno. Sono ancora più pesanti i costi umani: nel 2009 in Europa a causa...

8 agosto 2010 - 20:30

La sicurezza stradale è un importante problema sociale con costi economici per la società di circa 130 miliardi di euro l'anno. Sono ancora più pesanti i costi umani: nel 2009 in Europa a causa d'incidenti stradali, ci sono stati circa 35.000 morti (l'equivalente di una città di medie dimensioni!), 140.000 invalidi permanenti, 350.000 feriti gravi e 1.400.000 feriti lievi.

Programma europeo 2011-2020 sulla sicurezza stradale: le proposte

Con il programma d'azione 2001-2010 sulla sicurezza stradale – anche se non è stato raggiunto l'auspicato obiettivo di dimezzare, nel decennio, il numero di incidenti mortali – sono stati comunque ottenuti interessanti risultati: il numero di incidenti mortali ha avuto una riduzione del 36% (contro una riduzione del 25% nel decennio precedente), sono diminuite le vittime giornaliere di incidenti stradali passando dalle 113 del 2001 alle 69 del 2009.

Nel decennio 2001-2010 il piano d'azione sulla sicurezza stradale ha rappresentato un forte catalizzatore per tutti gli Stati membri l'Unione Europea e ha incentivato gli sforzi volti per il miglioramento della sicurezza stradale.

Solo quattro Paesi, la Lettonia, la Spagna, l'Estonia e il Portogallo, hanno raggiunto l'obiettivo riuscendo a dimezzare il numero annuale di incidenti mortali rispetto al 2001. Il Regno Unito, i Paesi Bassi e la Svezia hanno registrato il minor numero di incidenti mortali nel 2009, mentre in Romania e a Malta il numero dei decessi è aumentato. Le previsioni per il 2010 indicano un calo degli incidenti stradali pari al 40% contro il -36% del 2009. In Italia il numero di incidenti mortali si è ridotto del 43%.

Evoluzione nel numero delle vittime dal 2001 al 2009

Lettonia (da 236 a 112: -54%), Spagna (da 136 a 58: -53%), Estonia (da 146 a 75: -50%), Portogallo (da 163 a 79: -50%), Francia (da 138 a 67: -48%), Lituania (da 202 a 110: -48%), Slovenia (da 114 a 64: -43%), Italia (da 125 a 68: -43%), Irlanda (da 107 a 54: -42%), Germania (da 85 a 51: -40%), Svezia (da 66 a 39: -39%), Slovenia (da 140 a 84: -38%), UE (da 113 a 69: -36%), Belgio (da 145 a 90: -36%), Finlandia (da 84 a 53: -36%), Paesi Bassi (da 62 a 39: -35%), Regno Unito (da 61 a 38: -35%), Austria (da 119 a 76: -34%), Ungheria (da 121 a 82: -34%), Lussemburgo (da 159 a 97: -33%), Repubblica ceca (da 130 a 87: -32%), Danimarca (da 81 a 55: -30%), Cipro (da 140 a 89: -28%), Grecia (da 172 a 130: -23%), Polonia (da 145 a 120: -17%), Bulgaria (da 128 a 118: -11%), Romania (da 112 a +130: 14%), Malta (da 41 a 51: +31%).

fonte – giornaledimontesilvano.com

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