Prezzi benzina: d'estate salgono sempre, lo dice uno studio

I dati del Centro Studi Promotor confermano la pratica scorretta di aumentare i prezzi dei carburanti nel periodo estivo

21 luglio 2014 - 15:28

I consumi di carburante sono un ottimo indicatore dello stato di salute dell'economia di un paese come il nostro, dove la maggior parte del trasporto di persone e merci avviene su gomma. Le vendite alla pompa, infatti, sono calate anche in giugno, configurando una diminuzione generale in tutto il primo semestre 2014.” Un recupero dell'attività economica non può prescindere da una ripresa del traffico di merci e persone e conseguentemente dei consumi di benzina e gasolio”, è la sintesi del Centro Studi Promotor. Comparando i consumi di giugno 2014 e 2013, la flessione è stata del 3%, mentre il paragone con i due semestri evidenzia un calo del 2,2% che si somma a quelli del 2013 (-3,3%) e del 2012 (-10,5%). Questi dati dicono che “non solo la ripresa dell'economia italiana tarda a delinearsi, ma anche che sono ancora in atto andamenti fortemente negativi”.

POCO CARBURANTE PER POCHE AUTO – Per chi segue il mercato dell'auto non si tratta certo di una novità, visto che al di là dei numeri, ormai costantemente ridotti rispetto a quelli di pochi anni fa, sono anche le quote a preoccupare. Infatti, la percentuale dei privati che acquistano auto nuove è scesa negli ultimi mesi al 58%, il dato più basso mai registrato dagli anni Settanta, quando sono iniziate le prime analisi del mercato. Tornando alla situazione nel mese di giugno, il Centro Studi Promotor ha rilevato anche che l'andamento negativo dei consumi è influenzato dalla dinamica dei prezzi dei carburanti, aumentati in giugno: “Cioè come succede in tutte le estati, in vista di un aumento stagionale del traffico”.

I RINCARI ESTIVI E LE PERDITE PER L'ERARIO – Secondo le elaborazioni del Centro “il prezzo medio ponderato della benzina, dopo un calo nei primi cinque mesi del 2014 dell'1,99% sullo stesso periodo dello scorso anno, ha fatto registrare in giugno una crescita dello 0,75%, mentre per il gasolio a un calo dell'1,98% nei primi cinque mesi 2014, è seguito un incremento dello 0,43% in giugno”. La flessione della spesa è stata così ridotta (-2,5%) rispetto alla flessione dei consumi (-3%). Lo scorso mese la componente industriale (cioè la quota che va ad industria petrolifera e distributori) è scesa di 89 milioni mentre il gettito fiscale è diminuito di 43 milioni. “L'aumento dei prezzi di giugno non è servito neppure a migliorare i proventi per l'Erario” che, nel primo semestre, sono stati 227 milioni di euro in meno (-942 milioni di componente industriale). La spesa complessiva è calata di 1,169 miliardi, scendendo da 31,114 miliardi del gennaio-giugno 2013 a 29,945 miliardi del gennaio-giugno scorso”.

24 CENTESIMI SOPRA LA MEDIA EUROPEA – A giudizio di Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor  “L'andamento dei consumi di carburante penalizza anche l'Erario e ciò malgrado il carico fiscale su benzina e gasolio per autotrazione sia superiore alla media europea di 23,7 centesimi per la benzina e di 24,2 centesimi per il gasolio. D'altra parte, il livello estremamente elevato della tassazione italiana sui carburanti auto è una causa importante della caduta dei loro consumi”.

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