“Prevenire, non punire”. Ecco la strategia della Stradale

Parla Giannella, direttore Polizia Stradale: "La troppa velocità incide per il 14%sugli incidenti mortali, per questo siamo in lotta aperta contro chi va forte"Siamo un popolo di velocisti?...

21 gennaio 2007 - 11:00

Parla Giannella, direttore Polizia Stradale: “La troppa velocità incide per il 14%
sugli incidenti mortali, per questo siamo in lotta aperta contro chi va forte”

Siamo un popolo di velocisti? Possibile che la gente vada davvero così forte in auto?
“Corriamo sempre – spiega Antonio Giannella, direttore servizio Polizia Stradale – sul lavoro, in famiglia, nei cicli produttivi e, purtroppo, su strada”.

– Una corsa pericolosa, però, almeno secondo le statistiche.

“Assolutamente: la velocità incide molto sul profilo dei sinistri (il 14% sono direttamente imputabili proprio alla velocità) e comunque rappresenta sempre una concausa che aggravia di molto le conseguenze. Per questo ormai siamo in lotta aperta contro chi va forte in auto”.

– Una lotta che ha portato un fiorire di Autovelox e Tutor…

“Si, ma anche un radicale cambio di strategia da parte nostra, che si sintetizza nello slogan prevenire, non punire: diamo continue informazioni sulle tratte dove sono gli strumenti elettronici di controllo della velocità. Il tutto per indurre la gente a rispettare i limiti”.

– Ma la cosa sembra non funzionare, almeno a giudicare dalle statistiche: meglio tornare al passato? Con gli Autovelox nascosti nei cespugli e dietro le auto civetta?

“No assolutamente, sarebbe sgradito un accertamento del genere. La gente va forte, è vero, ma aumenta la consapevolezza del controllo: noi la chiamiamo in gergo 'polizia di prossimità'. Vogliamo indurre ad essere prudenti. Il problema è che l'incidentalità sta raggiungendo valori troppo elevati, siamo a 5600 morti l'anno. Per questo occorre intensificare i controlli, come in Francia, dove hanno usato misuratori di velocità in modo piuttosto spinto e hanno ridotto l'incidentalità. Faccio solo un esempio: su un tratto di autostrada, Pescara-Cerignola est, ci sono dei Tutor. Bene su questa tratta abbiamo avuto una diminuzione della velocità media di circa 26 Km/h fra giugno e novembre. Questo vuol dire che lo strumento funziona. E che questo è lo strumento che dobbiamo usare”.

– Torniamo al discorso di prevenzione.

“Dobbiamo convincere la gente che arrivare un 15 minuti dopo non cambia nulla. E che morire su strada è stupido. Vedere un figlio morire per un incidente stradale è una cosa impossibile da descrivere. Siamo arrivati al punto che abbiamo dovuto istituire dei corsi per istruire i nostri agenti su come portare notizie tragiche ai familiari delle vittime”.

– Le lo ha mai fatto?

“Si per nove anni, e le garantisco che non c'è cosa più brutta. Anche perché noi sappiamo che sono sempre incidenti che si potrebbero evitare tranquillamente. Se solo la gente pensasse un attimo a cosa sta facendo. Quello della sicurezza non è 'un'tema, ma è 'il'tema. Io ogni lunedì mattina firmo una nota con gli incidenti della settimana precedente, una cosa tremenda perché per la maggior parte le vittime sono giovani”.

– Che fare? La patente a punti sembra non funzionare più. E quindi è da buttare?

“Proprio da buttare no. All'inizio funzionava benissimo, poi c'è stata una forma di assuefazione. Ma si possono fare molte riflessioni sulle modifiche da introdurre”.

– Per esempio c'è il progetto di levare la patente a vita a chi commette infrazioni. Lei che ne pensa?

“Dipende dalle infrazioni che si compiono, ma se uno la commette grossa, sarebbe giusto. Se uno viaggia a 300 su strade aperte al traffico…”.

– A proposito, e la polemica sulle auto da oltre 400 cavalli?

“I limiti sono di 130, che bisogno c'è di auto così potenti rimane un mistero. Le strade non sono campi di gara: se qualcuno ha la passione delle auto veloci ci sono le piste”.

– Però voi avete due Lamborghini Gallardo come auto di servizio.

“Sono un bel deterrente. Ma lo sa che in alcuni casi abbiamo raggiunto e costretto ad accostare auto che viaggiavano a 270 orari? Ecco, non voglio essere 'bacchettone', ma questo è uno dei casi in cui levare la patente a vita”.

– Oggi però ci sono meno morti per incidenti stradali rispetto a 10 anni fa. In qualche modo la gente va forte ma è prudente?

“No questo è dovuto solo alla sicurezza delle nuove auto, agli airbag, all'Esp, il sistema elettronico di controllo della stabilità e ad altre diavolerie elettroniche: è l'auto di oggi che salva la vita”.

– Ma l'obiettivo Ue, di dimezzare il numero dei morti entro il 2010 è raggiungibile?

“Per l'Italia è impossibile, non ce la faremo mai. Siamo in piena emergenza, il lavoro da fare è tantissimo”.

http://www.repubblica.it/2007/01/motori/gennaio-07/intervista-giannella/intervista-giannella.html

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