Precedenza al pedone che ha già iniziato l'attraversamento dell'incrocio

È regola globalmente condivisa quella del via libera per l'automobilista allo scattare del verde al semaforo.Ma la Cassazione sembra di opinione contraria infatti con la sentenza 2789/2000 ha...

4 Novembre 2004 - 12:11

È regola globalmente condivisa quella del via libera per l'automobilista allo scattare del verde al semaforo.

Ma la Cassazione sembra di opinione contraria infatti con la sentenza 2789/2000 ha posto stringenti confini al diritto di precedenza anche per l'automobilista che attraversa con il verde,che non è affatto esonerato dal prestare attenzione alla presenza di eventuali pedoni che attraversano la strada. Il caso nasce a Torino.

Un automobilista investe ad un incrocio una anziana di 90 anni che finisce dritta all'ospedale. Il conducente dispiaciuto dell'accaduto si rincuora al fatto che il semaforo fosse verde e che quindi avesse diritto di precedenza, e che la signora avrebbe dovuto aspettare il suo turno per passare. Nonostante tutto, poco dopo, con sua grande sorpresa viene ugualmente citato dal pretore che lo condanna per lesioni colpose ed al pagamento di un congruo risarcimento.

Ricorre alla Corte di appello dove la condanna però viene confermata e viene addirittura escluso il concorso di colpa del pedone, perché secondo la Corte con ogni probabilità la signora aveva iniziato l'attraversamento con il semaforo verde ma non era riuscita a raggiungere in tempo il marciapiede opposto.

Il conducente se pur non se ne era reso conto aveva l'obbligo, approssimandosi all'incrocio,di assicurarsi che non vi fossero pedoni ritardatari ed in ogni caso avrebbe dovuto consentire loro di completare l'attraversamento. La pena viene confermata e la quota del risarcimento aumentata.

La questione finisce in Cassazione dove i giudici di appello ne condividono la ratio decidendi,ritenendo che il pedone avesse iniziato l'attraversamento dell'incrocio con il semaforo che segnava verde per lui ma non avesse fatto in tempo a guadagnare in tempo il marciapiede opposto. È correttamente individuata dunque la colpa del conducente il quale, sebbene avesse a quel punto il diritto di precedenza era obbligato anche per la conformazione e l'ampiezza dell'incrocio ad accertarsi che non vi fossero pedoni ancora in fase di attraversamento.

Avrebbe dovuto procedere con cautela consentendo a questi di raggiungere il marciapiede. Ne deriva una regola generale: il diritto di precedenza non è mai assoluto e non autorizza una condotta di guida negligente ed oggettivamente pericolosa per la sicurezza degli altri utenti della strada :anche rispetto a quelli che, eventualmente per colpa interferiscono nella direttrice di marcia del veicolo. Si riconferma l'ampia tutela accordata dalla Cassazione agli utenti di fascia debole ,ai pedoni,ai ciclisti, a coloro che sulla strada si muovono più lentamente e con scarse protezioni.

Fonte: Sicurastrada

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