Pompe bianche: ma quanto si risparmia?

Il sindacato dei gestori di benzina (Figisc) contro il mito delle pompe bianche a bassissimo prezzo

1 febbraio 2012 - 8:00

Chi non vorrebbe risparmiare 12 centesimi ogni litro di benzina? È il sogno dell'italiano medio col portafogli alleggerito a ogni pieno di carburante. Ma, secondo diverse associazioni dei consumatori, la soluzione c'è: basta dimenticare le pompe colorate, quelle con il marchio di una Compagnia petrolifera; e recarsi presso una pompa bianca, indipendente, senza logo. Che venderebbero la benzina a un prezzo inferiore di 12 cent/litro sui gestori tradizionali. È davvero così? Un tema più che mai d'attualità, visto che – con le liberalizzazioni del Governo Monti – s'è tornato con forza a parlare di pompe bianche, di concorrenza da stimolare per abbassare i prezzi. Una risposta certa in materia non esiste, però è opportuno anche dare voce alla Figisc, il sindacato dei benzinai della rete tradizionale.

DIVERSI FATTORI IN GIOCO – Ebbene, il sindacato non ci sta. Quello che, secondo la Figisc, viene comparato è una sorta di listino medio nazionale di ciascuna Compagnia petrolifera, basato sulla modalità “servito” (e di solito si cita il prezzo più alto di quel giorno e non già una media): dopodiché, su questa pietra di paragone si confrontano i prezzi delle pompe bianche o della grande distribuzione per evidenziare il vantaggio con la rete tradizionale. Ma il problema è che la realtà della rete colorata – spiegano i gestori – è di straordinaria variabilità: modalità “fai da te” (fai benzina, ma paghi alla cassa), self service (tutto in automatico), sconti, promozioni.

BENZINA – Infatti, il dato del ministero dello Sviluppo economico rivela un prezzo che, mediamente nel 2011, è stato inferiore tra 3,6 e 4,1 centesimi/litro a quello della media dei listini della modalità “servito”. Esaminando le mensilità del periodo gennaio 2011-gennaio 2012, per esempio, se per la benzina la differenza di prezzo tra il listino medio della rete colorata e i no logo è risultata nominalmente di 9,3 centesimi/litro, il reale divario tra il prezzo praticato nella rete colorata e quello dei no logo è di circa 6,1 centesimi/litro.

DIESEL – Sempre esaminando le mensilità del periodo gennaio 2011-gennaio 2012, per il gasolio la differenza di prezzo tra il listino medio della rete colorata e i no logo è risultata nominalmente di 9,2 centesimi/litro; ma la forbice vera tra il prezzo praticato nella rete colorata e quello dei no logo è di circa 5,5 centesimi/litro. Il prezzo nominale, per chi non lo sapesse, è il listino medio nazionale in modalità servito.

MORALE – Stando alla Figisc, quando si favoleggia di 10/12 centesimi in meno si raddoppia quella che è la reale differenza che c'è ogni giorno sul mercato dei prezzi. Capire davvero come stanno le cose pare un'impresa impossibile. Di certo, lascia perplessi che – con le accise a incidere per due terzi del prezzo del carburante – ci sia così tanta attenzione da parte del Governo sul margine dei gestori: è davvero questa la direzione giusta per raffreddare il caro-carburante?

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