Poliziotti premiati: lavoro eccellente e silenzioso

Due operatori della sottosezione Polizia stradale di Pontremoli sono stati premiati dal ministro dell'Interno

16 novembre 2012 - 6:00

C'è chi sbandiera al mondo il proprio presunto operato (molti politici, per non fare nomi), e chi lavora nel silenzio, lontano da riflettori e microfoni, ma svolge un compito prezioso: migliorare la sicurezza stradale, come abbiamo evidenziato qui. È il caso di due poliziotti, appena premiati: gli assistenti capo Giampaolo Filippi ed Egidio Uberti.

PREMIAZIONE – A ottobre, come racconta il Secolo XIX, s'è tenuto a Sorrento (Napoli) l'annuale convegno organizzato dall'Aiscat (Associazione delle società autostradali). Erano presenti i vertici delle società autostradali italiane, il direttore del servizio Polizia stradale Prefetto Rizzi, i dirigenti dei 19 Compartimenti della Polizia stradale. A essere stati premiati direttamente dal ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, sono due operatori della sottosezione Polizia stradale di Pontremoli (Massa e Carrara), per essersi distinti in operazioni di sicurezza stradale. Un riconoscimento che, ovviamente, ci trova perfettamente d'accordo.

SOCCORSO IMMEDIATO – I poliziotti di Pontremoli hanno ricevuto l'attestato perché il 18 agosto 2012, mentre pattugliavano il tratto autostradale dell'A15 (caratterizzato da una giornata di traffico intenso per il controesodo dalle vacanze estive), hanno soccorso l'equipaggio di un'automedica, che trasportava un organo umano. Era stato appena prelevato dall'ospedale di Massa ed era diretto agli ospedali riuniti di Bergamo, dove il paziente al quale doveva essere trapiantato l'organo si trovava già in sala operatoria in attesa dell'intervento. Questione di vita o di morte: serviva agire con rapidità e freddezza, coraggio e determinazione; e quei due uomini l'hanno fatto. Infatti, il trasporto dell'organo avveniva all'interno di un contenitore con ghiaccio: viste le temperature che superavano i 40 gradi, un ritardo avrebbe compromesso la possibilità del trapianto, rendendo di fatto l'organo inutilizzabile. I due agenti, in 120 secondi, hanno fatto sì che il personale medico e l'organo fossero fatti salire sull'auto di servizio della Polizia stradale. E poi via, a sirene spiegate verso Parma, e di qui a Bergamo attraverso un'altra automedica organizzata nel frattempo, dove l'organo giungeva in condizioni ottimali per il trapianto. Una vita salvata da due poliziotti che fanno semplicemente il loro lavoro, ma con onore, prontezza e determinazione. Un episodio che mette in luce quanto di buono e positivo resti in un'Italia dove si parla ormai solo di soldi pubblici rubati, organi dello Stato corrotti e politici indagati. Bravi Giampaolo ed Egidio!

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