Pneumatici più leggeri, l'ambiente ringrazia

Ecco la nuova filosofia adottata dai più importanti produttori di pneumatici al mondo: gomme meno pesanti per salvaguardare l'ambiente

13 dicembre 2011 - 9:00

Le recenti tecnologie del settore pneumatici permettono di ridurne il peso senza alterarne la struttura in modo da non comprometterne la sicurezza. E i produttori così faranno, in linea con i dettami dell'Ue.

UNA TECNOLOGIA RODATA – Già nel mondo delle due ruote la Michelin ha commercializzato il modello Power Pure che promette un risparmio di peso di ben 1kg rispetto alle concorrenti. Adesso anche per le quattroruote, arrivano prodotti innovativi con un peso ridotto a vantaggio dei costi di smaltimento. Matteo Magnaghi, “enviromental specialist” di Pirelli, ha dichiarato: «Oggi vengono utilizzate, a parità di durata in fatto di chilometraggio percorso, minori quantità di materiale, cosa che si traduce in una minore quantità di rifiuti da trattare». E infatti, un modello di pneumatuco come lo Scorpion verde, montato da molti Suv, ha subito una riduzione del peso fino al 10% rispetto alla versione dell'anno precedente senza intaccare la sicurezza strutturale della gomma e, anizi, migliorandone addirittura la resa chilometrica e il grip sul bagnato. Per il settore “truck” è stato affrontato un discorso analogo, riducendo il peso degli pneumatici dedicati e rendendone così più facile lo smaltimento. Anche in questo caso, promettono in Pirelli, aumentando il chilometraggio e garantendo le caratteristiche di ricostruibilità che permettono di cambiare solo la fascia del battistrada mantenendo la carcassa originale.

I BENEFICI PER L'AMBIENTE – Queste tecnologie consentono dunque significativi vantaggi nello smaltimento degli pneumatici a fine vita, che non vengono semplicemente distrutti, ma riutilizzati. Sempre Magnaghi spiega infatti che «gli utilizzi sono molteplici: dal riutilizzo nella produzione degli pneumatici, ai campi da calcio sintetici, ai pannelli insonorizzanti, alle piste di atletica». I propositi di Pirelli sono sostenuti da una partnership con Ecopneus, società che recupera e tratta gli pneumatici consumati sul territorio nazionale a fronte di un piccolo contributo richiesto al consumatore al momento dell'acquisto. Così, secondo Ecopneus, l'obbiettivo di raccolta per l'anno 2011 è di 100 mila tonnellate, equivalenti al 25% delle gomme vendute. Entro il 2013 si dovrebbe arrivare a raccogliere il 100%.

UN OBBIETTIVO AMBIZIOSO – Una tale probità dell'industria italiana è dovuta (manco a dirlo) dalla legge. Il Decreto ministeriale 82 dell'11/04/2011 obbliga infatti i produttori di gomme a provvedere al loro recupero e al trattamento. Inoltre, al momento dell'acquisto di nuovi pneumatici, è obbligatorio indicare sulla fattura il pagamento dell'eco-contributo per lo smaltimento di quelli vecchi. Ma a prescindere dalle motivazioni, di certo ci sarà una più oculata gestione delle risorse a vantaggio dell'ambiente, e di questo non possiamo che dichiararci soddisfatti.

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