Pneumatici Italia: la situazione peggiora

In crescita la non conformità dei pneumatici, con rischi per la sicurezza stradale

10 luglio 2014 - 10:00

Numeri che fanno preoccupare: sono quelli emersi dall'indagine Vacanze Sicure 2014 condotta dalla Polizia stradale su oltre 10.000 automobili controllate tra maggio e giugno di quest'anno: in crescita le non conformità sugli pneumatici. Il direttore del Servizio Polizia stradale Giuseppe Bisogno e il direttore di Assogomma Fabio Bertolotti hanno illustrato, ieri mattina a Roma, i risultati della campagna di sicurezza stradale, frutto della collaborazione tra ministero dell'Interno, Servizio Polizia stradale, associazioni dei produttori e dei rivenditori di pneumatici, Politecnico di Torino. Un trend negativo su tutti i fronti che riguarda parametri di fondamentale importanza per la sicurezza stradale: dallo spessore del battistrada, ai danneggiamenti, all'omologazione, alla conformità alla carta di circolazione e all'omogeneità, solo per citare i più critici.

SEI REGIONI – Sono sei le regioni indagate in questa undicesima campagna di sensibilizzazione promossa da Assogomma e Federpneus e realizzata dalla Polizia stradale: Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Puglia, Umbria e Trentino Alto Adige. Queste sei regioni con le rispettive 36 province, sono un campione che fa riferimento al 31% del parco circolante italiano di 37 milioni di auto. Rispetto all'età media nazionale del parco circolante che è di 10 anni e 9 mesi e continua a invecchiare, il campione controllato è di 7 anni e tre mesi, quindi decisamente più giovane. Il dato è spiegabile con il fatto che i controlli si sono svolti principalmente su autostrade e strade ad alto scorrimento, dove circolano le prime vetture di cilindrate più elevate. Va inoltre rilevato, che all'aumentare dell'anzianità del veicolo, segue un aumento progressivo delle percentuali di non conformità, a dimostrazione della scarsa manutenzione sugli pneumatici. Un punto percentuale di variazione sembra un'inezia, ma se traguardato sul parco circolante italiano (37 milioni di auto) assume proporzioni del tutto significative pari a 370.000 unità. Una quantità del tutto rilevante.

QUALI RISCHI – L'allungamento dello spazio di frenata è tra le prime cause di tamponamento, l'incidente più diffuso: con gomme lisce, magari sotto un acquazzone estivo, la frenata si allunga fino al doppio del normale ed è dunque intuitivo che aumenti la possibilità di tamponamento per chi ha gomme lisce, il cui dato passa dal 2,7%al 3,3%. Alcuni associano lo pneumatico allo scoppio come se fosse una causa intrinseca del prodotto, ma non è così. Lo scoppio si verifica al ricorrere di due fattori: da un lato gomme danneggiate e dall'altro mancanza di aria in pressione che, associati alle alte temperature estive e al sovraccarico possono dare luogo al cedimento strutturale. Come se i pneumatici cedessero sotto il “peso delle vacanze”, a causa di vetture cariche sia di persone sia di bagagli in occasione degli esodi estivi. Elemento di allarme in tal senso è l'aumento della percentuale di gomme danneggiate visibilmente che passa dal 3% al 4,35%.

LE CONSEGUENZE DELLA CRISI – La ricerca del risparmio a tutti i costi (a causa della crisi e della crescente disoccupazione), favorisce inoltre la crescita di soluzioni di ripiego che possono costituire un elemento di rischio per la sicurezza stradale. Questa è una delle ragioni che sta alla base dell'aumento di pneumatici non conformi alla carta di circolazione che passa dallo 0,85 del 2013 addirittura al 3,36% di quest'anno. Per legge, i pneumatici sullo stesso asse devono essere identici, cioè perfettamente uguali, in tutto e per tutto: marca, modello, misure e caratteristiche prestazionali. Occhio all'impennata della percentuale di gomme non omologate che è oggi raddoppiato rispetto a un anno fa attestandosi quasi al 4%. Non sono mancate le sorprese soprattutto riferite agli invernali. A partire dal numero di vetture che in estate ancora monta gomme invernali, dato in crescita rispetto al 2013, con il 12,44 % del campione, mentre l'1,95% monta pneumatici invernali con codice di velocità ridotto. Con temperature calde, il pneumatico estivo riduce lo spazio di frenata su asfalto asciutto fino al 25% rispetto all'omologo invernale, mentre su bagnato la differenza di spazio di frenata arriva fino al 18% rispetto all'invernale. Quali soluzionei, al di là di maggiori controlli sulle strade (ma le forze di polizia sono in calo…), e della sensibilizzazione al tema sicurezza? Gli pneumatici – dice Assogomma – devono rientrare tra quei dispositivi che l'automobilista acquista e manutiene godendo dei benefici di deducibilità. Perché mai si può dedurre il costo di un divano e non anche quello dei pneumatici e della loro manutenzione? A pneumatici in ordine corrisponde un diretto effetto sulla possibilità di ridurre gli incidenti stradali che costituiscono un costo per il nostro Paese di quasi 30 miliardi di euro.

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