Pneumatici invernali: come rendere più rapido il filtraggio della Polizia

Nei giorni del caos neve pochissimi avevano le catene da neve e ancora meno persone erano dotate degli appositi pneumatici invernali. Troppo complicato controllare tutti ma una soluzione c'è.

27 dicembre 2010 - 15:59

Nevica e l'Italia si blocca. Non servono a nulla gli allarmi della protezione civile. E il sistema che avrebbe dovuto metterci in salvo da eventuali disagi va in Tilt (leggi le testimonianze di quei giorni). All'indormani del caos registrato Autostrade spa decide di risarcire tutti gli automobilisti rimasti ed il sindaco Renzi si prende le sue responsabilità, tuttavia molte delle colpe sono da imputare agli automobilisti (e camionisti) che si sono messi in marcia senza le dovute precauzioni. Pochissimi avevano le catene da neve e ancora meno persone erano dotate degli appositi pneumatici invernali. Troppo complicato controllare tutti

FILTRAGGI DIFFICILI E LENTI, LA DENUNCIA DELL'ASAPS – In merito ai filtraggi operati dalle forze dell'ordine proprio durante le forti nevicate dei giorni scorsi l'ASAPS ha detto la sua: “Le recenti nevicate, con i conseguenti blocchi della circolazione, hanno riproposto il problema, per gli Operatori di Polizia Stradale, dell'individuazione immediata delle caratteristiche degli pneumatici invernali, onde consentire la circolazione ai veicoli idonei ed il fermo di quelli che non possono procedere. Infatti, per chi deve attuare il “FILTRO” dei veicoli ha bisogno di individuare immediatamente i veicoli dotati di pneumatici invernali, dagli altri che invece devono essere fermati.
Questo necessario controllo è motivo di rallentamenti della circolazione, con alto rischio di errore o discussioni, che potrebbero essere evitati se siffatti pneumatici presentassero delle caratteristiche con una facile ed evidente identificazione. Attualmente le case costruttrici di pneumatici invernali utilizzano le lettere M + S (MUD and SNOW) cioè FANGO E NEVE stampigliate sul fianco del pneumatico.
Queste lettere, è facile immaginare, sono pressoché impossibili da identificare in caso di neve in atto e nelle ore notturne. Non dimenticando che il più delle volte gli Operatori che devono attuare il “filtro” lo fanno con precipitazioni in atto e con temperature rigide.

LA PROPOSTA ASAPS – Si potrebbe ovviare a tali inconvenienti con un semplice accorgimento, per esempio chiedere alla case costruttrici di disegnare sul fianco del pneumatico un cerchio su tutta la circonferenza, analogamente a quanto avviene per le gomme delle auto in formula uno, (magari di colore rifrangente per esempio “verde”) che consente di essere individuato a distanza senza bisogno di fermare il veicolo. Vi potrebbero essere altre soluzioni, per esempio simboli posti in particolare evidenza o a rilievo sul lato del pneumatico come il simbolo del cristallo della neve o la lettera “S” per SNOW evidenziata con colore rifrangente sensibile alla luce per le ore notturne o altre soluzioni. L'importante è che l'Operatore possa facilmente, anche a distanza, poter individuare le caratteristiche del pneumatico senza fermare il veicolo rendendo così molto più celere la circolazione. Infine con l'aiuto della moderna tecnologia si potrebbe montare un chip nella gomma invernale, tale da consentire alla polizia la rilevazione in automatico con apposito lettore. Un Bip e puoi andare!

IDEE NON PERCORRIBILI, MA UNA SOLUZIONE C'E' – In merito a quanto proposto dall'ASAPS il direttore di Assogomma, Fabio Bertolotti, ha voluto precisare alcune cose attraverso una lettera aperta che vi riproponiamo integralmente. Resta da capire se in futuro si potranno adottare metodi più rapidi per agevolare le forze dell'ordine. Quello proposto da Fabio Bertolotti appare comunque un medoto già molto interessante e di immediata attuazione. Ovviamente vale solo per gli pneumatici invernali e non per le catene, ma è già qualcosa.

Spettabile redazione,

la situazione di emergenza che si è verificata sulle strade e autostrade italiane nel week end scorso ha lasciato, come era prevedibile, una scia di polemiche e di proposte per cercare di risolvere il problema in futuro, visto che è più che probabile che si ripresenterà ancora in questo inverno, solo all'inizio.
Ben vengano quindi suggerimenti da ogni parte per fornire un contributo al miglioramento della situazione purché queste idee siano logiche e attuabili, altrimenti il rischio è quello di aggiungere confusione ad una situazione già critica di suo aggravando ulteriormente il possibile disagio.

Si è letto ad esempio, della proposta di una marcatura aggiuntiva colorata e fosforescente da riportare sul fianco del pneumatico invernale o in alternativa montare un chip all'interno dello stesso. Ciò allo scopo di velocizzare il controllo delle Forze dell'Ordine.

Queste proposte non possono in alcun modo trovare un accoglimento pratico in quanto innanzitutto i pneumatici sono soggetti al rispetto di numerose norme tecniche, direttive e regolamenti comunitari, nonché provvedimenti legislativi specifici che vincolano la produzione mondiale ed europea. Pertanto è impensabile che in un Paese come l'Italia vengano introdotte delle specifiche costruttive diverse da quelle previste a livello internazionale. Non si può nemmeno pensare di introdurre un chip in una gomma come se ciò fosse una operazione banale o di immediata risoluzione.

Per distinguere un pneumatico invernale occorre verificare l'esistenza della marcatura M+S sul fianco: questo è ciò che prevede la norma di riferimento e che ha valenza giuridico/tecnica: non si può fare diversamente!
Tuttavia, i pneumatici invernali hanno tasselli lamellati e profonde scolpiture che trattengono la neve. E' quindi possibile, in via empirica e per effettuare un primo screening di controllo, distinguere una vettura che marcia su neve con pneumatici estivi perché questi saranno quasi completamente neri mentre, se equipaggiata con pneumatici invernali, appariranno bianchi.

Il pneumatico è un prodotto fondamentale per la sicurezza stradale ed un cambiamento delle sue caratteristiche costruttive deve sempre essere valutato con grandissima attenzione non solo da parte dell'Industria produttrice, ma anche in stretta collaborazione con le Case costruttrici dei veicoli.

Le Autorità e le Istituzioni competenti, che già stanno facendo molto, potrebbero cercare di sensibilizzare di più la coscienza civica degli automobilisti italiani sottolineando il fatto che le insidie invernali, non solo la neve, esistono in ogni zona del nostro Paese e che per migliorare la sicurezza stradale in tutto il periodo freddo una soluzione ottimale c'è: montare pneumatici invernali. Non occorre essere dei tecnici del settore per comprendere che avere delle “catene a bordo”, magari di dimensioni inidonee o addirittura non omologate e comunque senza molto spesso essere in grado di montarle, non può certo contribuire né alla riduzione degli incidenti, né a favorire la mobilità.

Tutti dovrebbero sapere, ma non è così, che le catene, ovviamente montate su pneumatici estivi e non “a bordo”, possono essere utili, ma non indispensabili, in caso di forti pendenze e con abbondante innevamento fresco.

Sulle autostrade, vigono norme tecnico costruttive che limitano la pendenza a pochi punti percentuali: sono pendenze che non richiedono il montaggio di catene se ovviamente si è provvisti di pneumatici invernali.

Siamo convinti che i disagi verificatisi a Firenze potevano esseri evitati o limitati al minimo se i veicoli in transito fossero stati correttamente equipaggiati con pneumatici invernali.

Distinti saluti

Fabio Bertolotti

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