Pneumatici fuori uso: 240 mila tonnellate recuperate nel 2012

240 mila tonnellate di pneumatici riciclati e destinati a nuova vita come piastrelle, asfalto e rallentatori di traffico

13 febbraio 2013 - 7:00

Nel 2012 l'associazione consortile Ecopneus, che si occupa del recupero e riciclo di pneumatici non destinabili alla rigenerazione, ha recuperato 240 mila tonnellate di PFU (Pneumatici Fuori Uso) attuando lo smaltimento dei rifiuti stoccati in depositi abbandonati da anni.

MOLTI PFU ABBANDONATI – Ecopneus è una società non lucrativa fondata da Bridgestone, Continental, Goodyear Dunlop, Marangoni, Michelin e Pirelli che dal 2011 si occupa della gestione degli Pneumatici Fuori Uso (PFU) in Italia. Oggi è supportata da una fitta rete di partner tra cui i più importanti Costruttori Auto, insieme ad Aziende che si occupano del recupero e della lavorazione degli pneumatici da cui si ricavano semi lavorati destinabili a molteplici usi, dalle strade alle infrastrutture e strutture pubbliche e sportive. Circa l'80% degli pneumatici consumati, provenienti dal mercato del ricambio (gommisti, officine, ecc.), è gestito ogni anno da Ecopneus attraverso operazioni di raccolta gratuita di PFU presso i punti di generazione del rifiuto, trattamento delle gomme non riutilizzabili, recupero effettivo dei materiali riciclabili e tracciamento dell'intero processo. Le tonnellate di pneumatici usati raccolte e recuperate nel 2012 sono 240.140, di cui 14 mila provenienti da depositi di ex aziende impegnate nello stoccaggio, ma fallite da anni, come regolamentato dal Decreto Ministeriale 11/04/2011 n.82 che stabilisce lo smaltimento dei rifiuti PFU dai cosiddetti stock storici.

IL RICICLO FUNZIONA – “I risultati ottenuti quest'anno dimostrano l'efficacia e l'efficienza del sistema. – ha dichiarato Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus – L'obiettivo ora è di arrivare in tempi brevi a un recupero totale dei PFU, contribuendo, al contempo, con attività di ricerca e di sperimentazione, a creare le condizioni idonee allo sviluppo in Italia di un moderno comparto industriale del riciclo di questi materiali”. “Crediamo fermamente – ha concluso Corbetta – che proprio l'utilizzo di materie prime seconde recuperate dal trattamento dei PFU in prodotti destinati ai settori sicurezza, strade e sport potrebbe essere il volano per lo sviluppo di un mercato 'green' e la nascita di una reale società del riciclo in Italia”. Dai dati diffusi da Ecopneus risulta che ogni anno circa 350 mila tonnellate di pneumatici usati sono prodotte dal mercato del ricambio, anche se non si riesce ancora a salvare la totalità di questi da smaltimento illegale, esportazione dei rifiuti nei mercati emergenti e accumulo in discariche abusive a cielo aperto, pericolose per la salute dell'ambiente e della gente che ci vive intorno.

L'AIUTO DEL CONTRINUTO – Come stabilito dal D.M. 11/04/2011 n.82, il 30% degli PFU destinati allo smaltimento e al riciclaggio deve essere prelevato da stock storici dopo aver garantito la gestione di quanto prodotto giornalmente nelle operazioni di cambio di pneumatici. Nel 2012 Ecopneus dichiara di aver condotto 4 operazioni di prelievo straordinario nelle città di Ferrara, Oristano, Olbia e Buccino, rimuovendo  gratuitamente oltre 14.000 tonnellate di PFU. E' anche vero, però, che i soci di Ecopneus su ogni pneumatico nuovo applicano ai consumatori il contributo di smaltimento (secondo l'art. 228 del D. Lgs. 3 aprile 2006, n.152) di 1,4 euro per le moto e 2,8 euro per le autovetture (prezzi iva esclusa  riferiti al 1 maggio 2012). Un aggravio sui costi dell'auto di cui non si avverte il peso (sarebbero circa 13 euro in media ogni 3 anni) che consente di attuare un processo efficace di tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente.

E QUELLI ABUSIVI? – Le applicazioni dei materiali derivanti dai processi di lavorazione dei PFU (in gallery), spaziano in campi diversi: superfici per attività sportive (campi da calcio, piste da atletica, campi da pallacanestro e pallavolo, pavimentazioni nell'ambito degli sport equestri); asfalti stradali con bitume modificato resistente alle intemperie, meno rumoroso e più drenante in caso di pioggia; cordoli spartitraffico, rallentatori e delimitatori di corsie. Inoltre si aggiungono rivestimenti di protezione per fioriere, rotatorie e aiuole spartitraffico, materiali isolanti impiegati in edilizia per l'isolamento termico ed acustico di pareti, solai e pavimenti. L'aspetto preoccupante è che un quarto degli PFU prodotti in Italia è esente da tasse perché proveniente da traffici illeciti di pneumatici non omologati o provenienti dal mercato dei ricambi contraffatti,di conseguenza sarà una vera sfida seguirne le sorti alla fine del ciclo di vita e strapparlo alle discariche abusive per destinarlo al corretto smaltimento.

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