Pirelli P7 Blue: il test del nuovo Cinturato

In pista e su strada con il nuovo Pirelli Cinturato P7 Blue, ecco le nostre impressioni

28 giugno 2012 - 7:00

Con l'arrivo della nuova etichettatura europea sugli pneumatici, vari produttori di pneumatici stanno facendo di tutto per arrivare sul mercato con prodotti in grado di accaparrarsi le valutazioni migliori. A battere tutti sul tempo è stata Pirelli che, in soli 12 mesi, ha progettato e realizzato il Cinturato P7 Blue. Uno pneumatico sviluppato sulla base del già collaudato Cinturato P7 ma che sfrutta al meglio la leva commerciale della doppia classe “A”.

“IL MONDO E' CAMBIATO” – Andrea Pirondini, Chief Commercial Officer, durante la presentazione del nuovo Cinturato P7 Blue (dedicato alle vetture di media-alta potenza) e del nuovo P Zero Silver (per vetture sportive) ha ricordato alla stampa che “il mondo è ormai cambiato. 25 anni fa, quando progettammo il primo Pirelli P Zero per la Ferrari F40, tutto era diverso. Oggi gli pneumatici si sono evoluti tantissimo e anche le prestazioni delle auto sono cambiate. Le gomme sono sempre tonde e nere ma dentro nascondono tecnologia e innovazione. Tecnologia che oggi, grazie all'esperienza in Formula 1 e al supporto di un sofisticato modello informatico derivato dai gran premi, possiamo trasferire in poco tempo ai nostri clienti”. Ed è proprio questa la filosofia che sta alla base del P7 Blue: “grazie ad una progettazione durata solo 12 mesi, contro i classici 24-36 mesi, oggi siamo in grado di lanciare sul mercato un prodotto attuale che porta con sé la nostra migliore esperienza nelle corse – dichiara Pirondini a SicurAUTO -. Attualmente, quando una vettura esce dalla fabbrica monta pneumatici progettati almeno 2-3 anni prima. Pertanto il cliente quando dovrà cambiare gomme si ritroverà ad acquistare pneumatici tecnologicamente fermi ad almeno 5 anni prima. Noi con il P7 Blue puntiamo proprio al mercato del ricambio, mettendo a disposizione del cliente un prodotto di ultima generazione”.

CLIENTE TARGET E PREZZO – Ma qual è il cliente target del P7 Blue? Secondo Pirondini il prodotto andrà bene “per i clienti che vivono in zone dove piove sufficientemente spesso o c'è umidità la mattina presto e la sera. Avendo puntato molto sulla tenuta e la frenata sul bagnato (da qui la denominazione Blue – come le gomme da bagnato della F1 – che fa guadagnare sino a 2,6 metri in frenata a 80 km/h rispetto ad uno pneumatico “B” ndr) il P7 Blue è indicato proprio per questi clienti. Tuttavia la tenuta sull'asciutto non è stata dimenticata. Il prodotto è molto equilibrato e punta anche al risparmio energetico, grazie alla bassa resistenza al rotolamento fa risparmiare circa 90 euro/anno ad un cliente che percorre 15.000 km”. “Attualmente non è comunque prevista una sostituzione del Cinturato P7 'normale' – aggiunge Pirondini -, quindi il cliente sarà libero di scegliere in base alle proprie esigenze. Ma, grazie alle oltre 52 omologazioni del P7 e ai 6 milioni di pezzi venduti ogni anno, puntiamo a portare anche nel primo equipaggiamento il Cinturato P7 Blue. Questo richiederà ovviamente un processo di tuning e del tempo”. Quale sarà il suo prezzo? “Avendo un costo di produzione più alto siamo orientati verso un aumento del 6-7% rispetto al Cinturato P7 attuale. Ma il nostro obiettivo è abbattere i costi interni ed essere sempre più competitivi sul mercato”. A proposito di mercato, il P7 Blue dovrebbe essere già disponibile per i clienti ma SicurAUTO ha provato a richiederlo in vari “Driver” (la catena di gommisti di proprietà Pirelli) da Milano a Palermo ma nessuno ci ha saputo dare informazioni sulle date di arrivo o sui prezzi. Probabile, quindi, che si dovrà attendere almeno settembre.

SICURO E SINCERO SU STRADA – La doppia “A” (solo su alcune misure, vedi gallery) e le mescole speciali che impiegano polimeri di ultima generazione sono delle ottime basi di partenza, ma come si comporta realmente su strada il Cinturato P7 Blue? Per capirlo abbiamo scelto tre vetture differenti per pesi, dimensioni e potenza: l'Alfa Romeo Giulietta 1.4 MultiAir (170 CV), l'Audi A5 SB 3.0TDI (245 CV) e l'Audi S5 3.0 TFSI (333 CV). Su tutte le vetture il P7 Blue mette in evidenza le sue doti di pneumatico sportivo e sicuro al tempo stesso. La tenuta laterale è ottima in ogni condizione e dopo aver scaldato un po' la mescola sparisce quasi del tutto il sottosterzo. La precisione in inserimento potrebbe migliorare ma è sul bagnato che il Blue da il meglio di sè: l'acquaplaning arriva molto tardi e solo dopo aver volutamente esagerato con la velocità. Lo pneumatico è talmente sincero che l'aderenza si riacquista subito rilasciando delicatamente il gas (niente freno in queste condizioni). In frenata il Cinturato P7 Blue è sicuro e preciso sia sulla pista bagnata del Circuito Ricardo Tormo che sulle strade asciutte della Comunidad Valenciana. Anche la silenziosità è “premium”, agevolata dall'ottimo confort delle due auto in prova. Come tutti gli pneumatici con bassa resistenza al rotolamento, il “Blue” presenta una carcassa più rigida (e più leggera del 10%) che in alcune asperità si fa notare, senza però creare fastidi degni di nota. In attesa di vederlo come protagonista di qualche prova comparativa indipendente, il Cinturato P7 Blue è uno pneumatico da tenere a mente prima del prossimo cambio gomme.

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