Pirati della strada: un 2011 da primato

Nel 2011, gli episodi di pirateria stradale salgono del 45%, con i morti che arrivano a 127

23 aprile 2012 - 7:00

L'anno scorso, sono stati ben 852 gli atti di pirateria stradale in Italia, in crescita del 45% sul 2010, con 127 morti (+29%) e 995 feriti (+33%): sono i dati preoccupanti forniti dall'Asaps (Amici della Polizia stradale), che propone di inasprire le pene contro i pirati.

LE VITTIME – Fra i 127 morti, 72 pedoni e 16 ciclisti, mentre nell'11% dei casi vengono coinvolti i minorenni. Le Regioni più colpite dalla pirateria risultano essere la Lombardia con 143 episodi, l'Emilia Romagna (99), il Lazio (82). 

PIÙ ATTUALE CHE MAI – E proprio, negli scorsi giorni, si sono verificati casi gravissimi di pirateria stradale: a farne le spese un dodicenne di Primavalle (quartiere di Roma) ricoverato al Policlinico Gemelli, una donna e la sua bambina di due anni a Brescia, un bimbo di sei anni (fuori pericolo) a Rho. E una bimba di cinque anni a Parabita (Lecce).

GUAIO ALCOL – Su 100 pirati catturati dalle Forze dell'ordine, 35 sono ubriachi. Anche se questa è una percentuale da prendere con le molle: il test sull'alcol viene eseguito parecchio tempo dopo il sinistro. Possono passare diverse ore. Quindi è probabile che l'organismo abbia già assorbito tutto o parte dell'alcol, non rintracciabile dall'etilometro. Di certo, se il test avvenisse immediatamente dopo l'impatto, il numero di guidatori ubriachi sarebbe più elevato.

SENZA RC AUTO – Ma al di là all'alcol, che cosa spinge l'automobilista a scappare dopo il sinistro? Si fanno solo ipotesi: fra queste, la paura di perdere la patente, di subire una processo penale per la mancanza della copertura Rca. Va infatti tenuto presente che, stando a una stima ufficiale, sarebbero tre milioni i veicoli senza polizza. “I veicoli non assicurati sono sempre esistiti – spiega Vittorio Verdone, direttore del Settore auto di Ania (la Confindustria delle Assicurazioni) -. Il fenomeno è grave perché i costi degli incidenti provocati da questi veicoli sono a carico della collettività con il Fondo di garanzie per le vittime della strada”. Cui rivolgersi se si viene danneggiati da un pirata. E il problema è che tutto ricade sulla collettività: “Non assicurarsi – aggiunge Verdone – è un atto di grave incoscienza: il sistema pubblico, dopo aver pagato i danneggiati, si rivale sugli autori degli incidenti e i costi da restituire possono mettere in crisi i patrimoni familiari”.

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