Pirata ubriaco fradicio travolge poliziotto: ora basta!!

Il povero poliziotto faceva rilievi post incidente: il fenomeno della pirateria è sempre più allarmante

10 luglio 2013 - 12:10

In un'Italia squassata dalla crisi e da esponenti politici spesso non all'altezza, non possiamo esimerci dall'elogio pubblico a chi lavora per la collettività, mettendo sovente a repentaglio la propria vita: un grazie va a Massimo Impieri (nella foto). Il poliziotto che il 7 luglio, alle 2 del mattino, all'incrocio tra la strada statale 106 jonica e la 107 Silana in contrada Cipolla nel Comune di Crotone, ha drammaticamente perso la vita. Ci stringiamo sentitamente alla famiglia dell'agente e vogliamo ancora una volta ricordare che gli agenti della Polizia stradale, così come gli altri colleghi delle varie forze di polizia, rischiano ogni giorno la loro vita, specialmente quando intervengono a seguito di un incidente stradale.

LA FREDDA CRONACA – Per dovere professionale, ecco i fatti. In estrema sintesi, un pirata ubriaco ha travolto e ucciso l'agente Impieri, 34 anni. Che era appena giunto sul luogo di un incidente stradale, e – assieme a un collega – stava posizionando le torce sull'asfalto: lo faceva per migliorare la sicurezza stradale degli utenti, per evitare che altre persone potessero essere coinvolte nel sinistro, con conseguenze gravi. Ma un'auto gli è piombata addosso a tutta velocità, scagliandolo lontanto (illeso, per fortuna, il collega): guidatore e passeggero sono fuggiti all'istante. Impieri, agente scelto della Polizia di Stato, era in servizio alla Sezione Polizia stradale di Crotone: il padre di Massimo è stato per anni a capo della Polizia stradale del centro più popoloso del Golfo di Policastro.  

PIRATA ACCIUFFATO – Non è certo consolatorio che il pirata sia poi stato acciuffato dai colleghi dell'Impieri, a due ore di distanza. Era in stato di ebbrezza, con un tasso di 1,39 grammi di alcol per litro di sangue. Ben oltre la soglia consentita di mezzo grammo per litro di sangue. Però attenzione: il test è avvenuto molto tempo dopo l'impatto, e c'è da chiedersi quale potesse essere il tasso alcolemico al momento del sinistro.

CON QUALI ACCUSE – Adesso, il pirata dovrà rispondere di omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza. È difficile capire quale possa essere la soluzione per limitare la pirateria stradale, che almeno in un caso su tre è dovuto all'alcol: il fenomeno è in crescita, e questo è molto preoccupante. Di sicuro, a livello istituzionale, qualcosa non quadra, e non tutti remano a favore della sicurezza stradale. Infatti, come viene affrontato il problema? Oggi, col reato di omicidio colposo (dovuto a imprudenza), la reclusione va da 3 anni a 10 anni, anche se quasi sempre viene applicato il minimo della pena e spesso nessun giorno di carcere viene scontato. S'è cercato di introdurre il reato di omicidio stradale, con la reclusione da 8 a 18 anni e la patente revocata per tutta la vita. Poi, s'è ripiegato sul ritiro prolungato della patente in caso di incidente gravissimo in stato d'ebbrezza. Nessuna nuova norma è arrivata, e anche questo è un pessimo messaggio per chi guida disprezzando la vita altrui: noi vogliamo urlare “basta”. C'è qualche politico che raccoglie il nostro invito a fare, finalmente, qualcosa?!

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO

Le previsioni sbagliate sulle auto elettriche smentite dalle vendite

Auto elettriche: la ricarica bidirezionale taglierà i costi delle colonnine?

Batterie auto elettriche: 7 Paesi europei si uniscono per tagliare i costi