Photored mangiasoldi: intervengono i giudici di pace

CONSUMATORI | Caserta - "Bene fanno i giudici di pace a sanzionare illegittimità degli accertamenti e inadeguatezza delle apparecchiature impiegate dall'amministrazione comunale. I Photored,...

8 Maggio 2008 - 10:05

CONSUMATORI | Caserta – “Bene fanno i giudici di pace a sanzionare illegittimità degli accertamenti e inadeguatezza delle apparecchiature impiegate dall'amministrazione comunale. I Photored, più che baluardi delle norme del Codice della Strada, continuano a configurarsi come vere e proprie macchine mangiasoldi destinate a fare cassa”. Così l'avvocato Maurizio Gallicola, presidente provinciale del Codacons commenta l'esito sempre più favorevole agli automobilisti delle sentenze del Giudice di Pace di Caserta rispetto alle istanze di annullamento dei verbali di contravvenzione derivanti dalle apparecchiature installate dal Comune ai semafori cittadini.
“Sentenze assai articolate- prosegue Gallicola – come quelle del giudice Salvatore Tumino, con evidenza determinate da un'approfondita, professionale ed oggettiva disamina della normativa oltre che della documentazione delle apparecchiature divenute la croce degli automobilisti casertani”.
“Erano 22 già nel maggio di cinque anni fa – spiega Gallicola -, montate in altrettante postazioni all'altezza di undici semafori, tra la periferia e le immediate adiacenze del centro. Predisposte per entrare in funzione dopo soli due decimi di secondo dall'accensione della lanterna rossa, quindi nell'assoluta assenza di considerazione di qualsivoglia motivo che abbia condotto l'autovettura a fermarsi oltre la striscia dello stop senza la volontaria azione del conducente, la cui piena responsabilità circa la presunta violazione deve invece essere elemento fondamentale dell'accertamento. E i Photored, nonostante le precise prescrizioni del più recente Decreto, assai dettagliate per ciò che concerne le garanzie di allestimento e funzionamento (facilità di oscurabilità, posizionamento della spira che fa scattare le fotografie, ecc.), continuano a godere di una certificazione che viene fornita innanzitutto dalla stessa ditta appaltatrice del contratto di noleggio, che è parte in causa e non terza sulla vicenda”.
“Per non parlare – conclude Gallicola – dell'assoluta esosità della somma ingiunta per le spese, a suo tempo definita dall'amministrazione comunale senza assolutamente riferirsi a quanto stabilito dalle norme sulle spese di notifica degli atti. Fortunatamente, a controbilanciare questo meccanismo sanzionatorio che stritola i diritti piuttosto che produrre il rispetto delle norme, interviene sempre più spesso la magistratura di pace casertana. Un intervento che deve essere considerato non come il facile passaporto per gli automobilisti indisciplinati ma come il ripristino del diritto e del pieno rispetto delle norme sulla semplice meccanicità di accertamenti automatici”.

Fonte : comunicato stampa

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