Pericolo minicar: per l'Aiscam è una questione di comunicazione. Ma…

Un comunicato chiarisce la posizione dell'Associazione sulla pericolosità delle minivetture. E intanto se ne progetta una elettrica e più sicura. Che forse poteva arrivare prima.

28 gennaio 2011 - 12:00

“Il vero problema delle minicar è la comunicazione che si fa su di esse e l'immagine che hanno acquisito negli anni. Se fossero utilizzate come piccoli veicoli utilitari idonei per il trasporto di merci e passeggeri nei centri urbani se ne parlerebbe di meno”. La dichiarazione proviene dall'ing. Filippo Moscarini, presidente dell'Aiscam, l'Associazione italiana sicurezza circolazione automezzi e moto, il quale è intervenuto con un comunicato all'indomani dell'ennesimo incidente che, nei pressi di Bologna, ha coinvolto durante lo scorso weekend una minivettura in cui un giovane ha perso la vita.

MINICAR=AUTO – Le dichiarazioni di Moscarini, così come sono state riportate, lasciano però un po' perplessi, poiché non si capisce in quale altro modo una minivettura possa essere definita (e anche utilizzata) se non in base alla descrizione da lui stesso suggerita. Del resto, nei gravi incidenti riportati dalle cronache, l'uso che i giovani alla guida stavano facendo del loro veicolo era, fino a prova contraria, esattamente quello descritto. Forse Moscarini intendeva dire che, secondo l'erronea percezione dei genitori che acquistano le minicar per i figli, esse sono automobili in tutto e per tutto. Se il suo pensiero era questo, allora il presidente di Aiscam ha parzialmente ragione, ma in questo caso va sottolineato che i produttori di quadricicli per anni non hanno fatto granché per far piazza pulita di questa idea, che ha consentito loro di vendere migliaia di pseudo-vetture, ritenute dai genitori più sicure del classico motorino (il che è falso, come dimostrano i dati pubblicati in un articolo su SicurMOTO.it). Infatti, anche se non bastano quattro ruote e una carrozzeria per essere una vettura “vera”, l'intima percezione di molti papà e mamme è che invece sia proprio così. Come poi la mini-carrozzeria possa ridursi in caso di urto da parte di una vettura “vera” e quali possano essere le conseguenze per gli occupanti di una minicar è dimostrato da alcune eloquenti immagini che hanno fatto il giro del web, quelle del tremendo incidente di Roma in cui due ragazze sono rimaste ferite, della quali una in modo gravissimo.

IL “PATENTINO” NON BASTA – Il fatto è che il comunicato dell'Aiscam, pur riconoscendo più avanti che “le minicar hanno assunto la fisionomia di vere e proprie automobili senza averne, per motivi intrinsechi con la loro natura di ciclomotori a quattro ruote, le caratteristiche di sicurezza”, appare un po' tardivo: per arrivarci (e per ricordare ai produttori di minivetture che esse non sono sicure) c'è voluto il responso di una commissione d'inchiesta che ha sottolineato la loro insicurezza intrinseca. Inoltre, come si usa dire, ha dovuro “scapparci il morto”. Anzi, “i morti”. Infine, pur affermando che i quadricicli vanno resi più sicuri, Moscarini sembra voler porre maggiormente l'accento sulla necessità di istruire i giovani conducenti con appositi corsi di guida per il conseguimento del “patentino”. Certo, occorre anche questo, ma ci arriveremo, a quanto pare, solo nel 2013.

LEGGERA E SICURA – Intanto, però, un pool di aziende sta progettando un quadriciclo a batteria, l'Elettra, del quale viene vantata la struttura ad assorbimento di energia, l'attento studio della distribuzione di pesi e geometrie, l'impossibilità di alterarne le prestazioni grazie a un'elettronica “blindata” e, infine, il baricentro basso dovuto al peso delle batterie, con conseguente migliore stabilità. I dettagli noti del progetto non parlano di pesi complessivi, ma poiché il prototipo dell'Elettra dovrebbe essere pronto tra pochi mesi, se ne deduce che la sua massa rientrerà negli attuali limiti di omologazione stabiliti per questi veicoli, certo non modificabili a brevisimo termine. Tutto ciò dimostra due cose: la prima è che la realizzazione di minicar più sicure, elettriche o meno, non solo è possibile, ma è ormai un imperativo categorico e urgente. La seconda è che era possibile anche prima, anche se finora i produttori, intenti a vendere i loro veicoli così come oggi li conosciamo, non ci avevano pensato abbastanza.

1 commento

francesco
17:11, 29 gennaio 2011

Analisi attenta e molto centrata sul problema.
Per vendere si dice che sono più sicure del motorino.
Poi…….

Continuate nel vostro progetto educativo/formativo/informativo

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