Per Palazzo Civico 20 milioni a rischio con i ricorsi per le multe “fuorilegge”

Dopo la sentenza del giudice di pace che ha dichiarato illegittima lariscossione delle multe da parte della Soris, il Comune di Torinorischia di perdere 20 milioni di euro. A tanto ammontano,...

6 Dicembre 2008 - 11:12

Dopo la sentenza del giudice di pace che ha dichiarato illegittima lariscossione delle multe da parte della Soris, il Comune di Torinorischia di perdere 20 milioni di euro. A tanto ammontano, infatti, iverbali che Palazzo Civico ha affidato alla società di riscossionedichiarata “fuorilegge”. E a questi mancati introiti, si aggiungel’incubo di una miriade di ricorsi.

 Duecentomila automobilisti,infatti, ora sono nelle condizioni di poter presentare ricorso controil comando di Polizia Municipale e la stessa Soris.Proprio come ha fatto la donna a cui lo scorso 6 novembre il giudice dipace ha dato ragione, condannando le altre parti anche al pagamentodelle spese processuali. La motivazione? La riscossione dei verbaliderivanti da violazioni del Codice della Strada è un compito che spettasolo a Equitalia. L’unica che svolge un ruolo esattoriale: la Soris,invece, applica il meccanismo dell’ingiunzione fiscale.A sollevare la questione in Comune sono stati Ferdinando Ventriglia(Fi-Pdl) e Alberto Goffi (Udc), con due interpellanze distinte.

Laprima è stata sottoscritta anche dal capogruppo azzurro DanieleCantore. «Qui si tratta di soldi veri – hanno sottolineato Ventriglia eCantore – quelli che Soris chiede ai torinesi, quelli che i torinesipotrebbero chiedere a Soris e al Comune. L’indennizzo al cittadinocontribuente per errori dei funzionari o della giunta non può essere,in una partita di giro, il denaro del contribuente stesso. Paghi chi hasbagliato e chi sapeva». Ma la Soris non ci sta e ha già annunciato che presenterà appellocontro la decisione del giudice di pace. «La sentenza in questione – hascritto la società riscossioni in un lungo comunicato – rappresenta uncaso isolato. Non è certo l’espressione di un orientamento pacificodell’ufficio del giudice di pace di Torino: è solo la posizione di unodei suoi componenti.

Lo dimostra il fatto che altri giudici di pace diTorino, da maggio, hanno pronunciato tre sentenze favorevoli allalegittimità del procedimento di riscossione tramite ingiunzione e nonsolo a ruolo, riconosciuta per legge solo ad Equitalia. Sulla stessalinea è la pronuncia della Corte d’Appello di Pisa del 10 maggio 2008».Insomma, la Soris è convinta di avere la legge dalla sua, al punto cheha già annunciato che presenterà appello contro questa sentenza. «Inogni caso – hanno precisato i vertici della Soris – chi ha commessol’infrazione dovrà comunque pagare le multe indipendentemente da chi èlegittimato a riscuoterle. Non può essere, cioè, invocata la decadenzaper le sanzioni dovute a una violazione del Codice della Strada edemesse prima del 2006». La società ha precisato, infine, che «nessunincontro, né formale né informale, si è mai verificato tra Soris e ilPresidente del Tribunale di Torino».

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