Pendolarismo del pieno: lo Stato quanto ci perde?

Gli automobilisti varcano il confine pur di risparmiare sul pieno di carburante. E lo Stato italiano ci perde

2 marzo 2012 - 10:00

Nel Decreto fiscale approvato qualche giorno fa in Consiglio dei ministri, non c'è traccia delle misure necessarie a contrastare il fenomeno del “pendolarismo del pieno” che sta falcidiando le aree di servizio ai confini nazionali: la denuncia arriva dalla Figisc, sindacato dei gestori di carburante. Il problema sta nella fiscalità che mette i nostri carburanti fuori mercato di decine di centesimi/litro rispetto ai prezzi dei Paesi limitrofi, comunitari e no.

ATTESE DELUSE – Sul provvedimento (che avrebbe dovuto alleggerire la pressione fiscale per i gestori di confine) si erano create forti aspettative a fronte di una dichiarata disponibilità del Governo in carica qualche tempo addietro. Ma poi non se n'è fatto più nulla. Perché? Forse alla base c'è il problema dell'indisponibilità di fondi, oppure una questione riguardante normative comunitarie (materia molto controversa e soggetta a interpretazioni). Resta il fatto che i residenti si riforniscono oltre frontiera, in Svizzera e in Slovenia: questo, denuncia la Figisc, sta portando centinaia di impianti di distribuzione al fallimento.

ALTRO GUAIO – Ma non c'è solo il problema dei gestori. Infatti, si sta anche depauperando l'economia locale: chi va all'estero a rifornirsi di benzina compra pure sigarette e altri generi di consumo. La conseguenza è un danno al sistema distributivo locale e, soprattutto, un danno all'erario dello Stato italiano a favore delle casse di altri Stati. Due conti. Per ogni litro di carburante acquistato oltre frontiera, l'erario perde un euro tra accise e Iva. Siamo sui 500 milioni di litri in un anno che possono “sversarsi” da oltre confine: quindi, il danno per le casse italiane è di 500 milioni di euro, il dieci per cento di quel che Monti stimava di incassare con l'aumento delle accise del 7 dicembre 2011. Ogni giorno si viaggia al ritmo di 1,35 milioni di euro di perdita. Davvero il Governo non ha intenzione di risolvere o attenuare il problema?

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