Pedone investito dove sua figlia fu uccisa da un pirata

Ha rischiato la vita proprio come sua figlia l'ha persa 6 anni fa. Una tragedia scampata che si poteva evitare con maggiore prevenzione

2 settembre 2014 - 9:00

Un uomo si reca sulla targa in ricordo della figlia poco lontano da casa e rischia la vita dopo essere stato investito da un'auto nel buio. Una disavventura nella tragedia che si poteva certamente evitare se l'uomo, conscio della pericolosità di quella strada non illuminata, avesse indossato un gilet ad alta visibilità mentre puliva la targa in memoria della ragazza scomparsa.

UNA STRADA ILLUMINATA SOLO GRAZIE ALLE AUTO – A volte quando non si riesce ad accettare la scomparsa improvvisa di una persona cara, si corre il rischio di perdere quella parte del nostro carattere che ci fa essere prudenti e riflessivi. Non possiamo dire se è questo il caso di Giovanni Oueslati, il tunisino che qualche giorno fa è stato investito dalla stessa auto e nello stesso punto dove sua figlia 13enne Batute, fu falciata da un pirata della strada. Secondo quanto apprendiamo dagli articoli scritti dai vari giornali, l'uomo residente a Tor di San Lorenzo (Ardea, Roma) e in Italia da oltre trent'anni, si è diretto sul luogo in cui fu affissa una targa in ricordo di sua figlia per pulire e deporre dei fiori. Proprio mentre attraversava la strada non illuminata per gettare delle cose nel cassonetto sul margine opposto, la stessa auto che travolse e uccise sua figlia ha investito anche l'uomo.

IL PRECEDENTE TRAGICO – In quella stessa strada nel 2008 Batute, che all'epoca dei fatti aveva 13 anni, perse la vita nelle stesse circostanze che potevano segnare un'altra tragedia. Uscita per buttare l'immondizia nel cassonetto non lontano da casa, la ragazza fu falciata da una Mercedes proprio mentre attraversava la strada e lasciata lì sull'asfalto. Alla guida dell'auto in fuga, la ragazza 26enne che non si fermò a prestare soccorso fu rintracciata e arrestata dai Carabinieri. Fortunatamente, è il caso di dirlo, l'investitore che ha travolto il signor Oueslati si è subito fermato con la moglie a prestare soccorso lanciando l'allarme al 118. Giovanni, a causa delle serie ferite riportate nell'incidente, seppure non in pericolo di vita, è stato trasportato al San Camillo di Roma, dove pare sia ancora ricoverato.

MANCA LA CULTURA PER L'AUTO SICUREZZA – Senza svuotare del suo peso emozionale la tragedia che ha coinvolto in passato Oueslati, è opportuno fare una riflessione sulle contromisure che l'uomo avrebbe potuto attuare nella consapevolezza della pericolosità di quella strada non illuminata. E' indubbiamente inconcepibile che dopo 6 anni il Comune non abbia ancora fatto nulla per rendere più sicura la strada dopo il primo tragico investimento. Ma è altrettanto importante riflettere sulla mancanza di auto tutela che riguarda spesso e indistintamente pedoni, ciclisti e automobilisti. Sicuramente, se l'uomo avesse indossato un gilet ad alta visibilità (ormai presente in ogni auto e da usare obbligatoriamente in caso di panne), se avesse impugnato una torcia o segnalato in qualche modo la sua presenza, non si sarebbe replicata la condizione di una tragedia sfiorata.

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