Pedaggi, sconto pendolari: un regalo ai gestori?

Un abbonamento dedicato agli automobilisti che percorrono frequentemente le autostrade: è la proposta del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi

17 gennaio 2014 - 6:00

Dopo le forti polemiche innescate dell'ennesimo rialzo dei pedaggi, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi ha incontrato presso il ministero Fabrizio Palenzona e Giovanni Castellucci, presidente e vicepresidente di Aiscat (associazione delle concessionarie autostradali). Ai quali, come aveva anticipato SicurAUTO.it, ha chiesto agevolazioni tariffarie del 20% per i pendolari su tutta la rete autostradale, urgendo una risposta in tempi brevi in modo da poter rendere operativa una eventuale risposta positiva entro i primi giorni di febbraio. Il ministro ha inoltre precisato che c'è stata massima trasparenza sui criteri con i quali si è giunti, dopo un lungo lavoro con il ministero dell'Economia, agli adeguamenti tariffari: +3,9% rispetto a una richiesta media del 4,7%. Quella del ministero, ha chiarito Lupi, è stata un'azione puntuale nel controllo di ogni singola richiesta delle concessionarie e nell'applicazione delle regole, che si basano su tre principi. Uno, l'adeguamento del tasso di inflazione. Due, la verifica degli investimenti effettivamente eseguiti ed effettivamente contabilizzati: nel 2013 gli investimenti sulla rete autostradale sono stati di oltre 2 miliardi di euro (2.031 milioni), il 30% del totale di investimenti in infrastrutture del Paese. Tre, il fattore di riequilibrio con la domanda: quello dal 2008 al 2013 è il primo quinquiennio in cui il traffico è costantemente sceso.

IN DIFESA DEI PENDOLARI – Le categorie su cui pesa maggiormente l'impatto degli aumenti sono due: gli autotrasportatori e i pendolari. Per gli autotrasportatori è aperto da tempo un tavolo con il sottosegretario Rocco Girlanda, e già ci sono stati incontri nei quali è stato affrontato il problema. I pendolari sono stati individuati in base a tre criteri: il viaggio da punto a punto (da un casello all'altro che vanno indicati), la frequenza della percorrenza di questa tratta (chi va al lavoro 5 giorni alla settimana fa 20 viaggi di andata e ritorno al mese, 40 volte la tratta indicata), la lunghezza delle tratta percorsa (sino a un massimo di 50 km per tratta, essendo la percorrenza media sulle nostre autostrade di 40 km). Lupi mira a un abbonamento con una agevolazione tariffaria del 20%, e con una modulazione progressiva a scendere al variare del numero dei viaggi sino a una soglia minima da concordare: chi fa ad esempio 30 viaggi godrà di una agevolazione minore del 20%, per chi ne fa 20 l'agevolazione scenderà ulteriormente.

IMPRESE A RISCHIO ZERO? – Il dubbio, però, è duplice. Primo, i gestori potrebbero ottenere qualcosa in cambio dello sconto per i pendolari: cos'altro potrebbero volere dopo i continui rincari, che scattano ogni anno puntuali come la notte? Secondo, l'impatto mediatico dello sconto potrebbe avere riflessi positivi per i gestori. Che da un lato alzano di continuo le tariffe in base a una convenzione con lo Stato, dall'altro paiono essere “benevoli e generosi” con i pendolari. Il guaio alla base di tutto è la babele delle convenzioni che legano lo Stato (proprietario della rete autostradale) ai gestori: ce ne sono almeno di sei tipi. Ogni gruppo di concessionarie ha un particolare e diverso tipo di convenzione. Il che rende difficile, per lo Stato, omogeneizzare il sistema delle tariffe. Le formule tariffarie hanno in comune la presenza di parametri legati al tasso d'inflazione (programmato/reale), a un coefficiente di produttività e a un parametro di remunerazione degli investimenti, oltre a un parametro che misura la qualità del servizio. Ma soprattutto i gestori parrebbero imprenditori a rischio zero: in linea generale (le convenzioni, come detto, sono diverse), se il traffico aumenta, allora le concessionarie possono alzare i pedaggi, perché devono investire nelle modernizzare le infrastrutture. Se invece il traffico cala, per via della crisi o di altri motivi, allora i pedaggi salgono ugualmente: il gestore altrimenti andrebbe in perdita. Senza contare che Il decreto legge 59/2008 (articolo 8-duodecies) consente invece ad Autostrade per l'Italia (il gestore più importante) di aumentare in modo certo le tariffe del 70% dell'inflazione reale registrata nei 12 mesi prima, più un incremento legato al livello degli investimenti effettivi realizza. Così, il rischio dell'impresa non esiste. D'altronde, Castellucci (che difende i propri interessi) è stato esplicito: “Spetta al Governo decidere se mantenere un livello molto alto di investimenti (in Italia sono ampiamente superiori alla media europea), oppure se ridurre gli investimenti, e conseguentemente, gli incrementi annui delle tariffe”.

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