Pedaggi: sconto pendolari uguale meno investimenti?

I gestori autostradali, per via degli sconti ai pendolari, potrebbero far calare gli investimenti sulla rete

17 marzo 2014 - 8:00

Pedaggi autostradali: gli sconti ai pendolari sono poca cosa. Perché scattano dal 21° passaggio e si arriva al 20% di riduzione solo dopo tanto tempo, a causa di un sistema molto macchinoso. Per giunta, i gestori autostradali, per via degli sconti ai pendolari, potrebbero far calare gli investimenti sulla rete: è l'ipotesi che fa Maurizio Caprino sul blog Strade sicure. Nel mirino del giornalista, c'è Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti, che “probabilmente si è impegnato per fare lui a sua volta uno sconto ai gestori. Rivedendo al ribasso gli investimenti sulla rete richiesti dalle convenzioni in vigore tra gestori e Stato, che regolano le concessioni autostradali”. Lo ha scritto sul Sole 24 Ore Laura Serafini, dando conto degli utili con cui si è chiuso anche il bilancio 2013 di Atlantia, la holding dei Benetton che controlla anche Autostrade per l'Italia.

QUALI NUMERI – Gli investimenti infrastrutturali del Gruppo Atlantia sulla rete autostradale (relativi al 96% ad Autostrade per l'Italia) sono crollati nel 2013 del 30,4%, dai 1.200,6 milioni di euro del 2012 agli 808,7 milioni del 2013. Il dato è fra l'altro molto inferiore a quanto si aspettasse il ministero dei Trasporti. Il decremento rispetto al 2012 di 383 milioni di euro (-30,4%) degli investimenti autostradali complessivi (compresi gli investimenti non infrastrutturali, da 1.260 a 876,8 milioni), è dovuto secondo il comunicato di Atlantia principalmente per l'approssimarsi dell'ultimazione delle opere principali della Variante di Valico, nonché per la conclusione di alcuni interventi aperti al traffico nel corso del 2012 (A9 Lainate-Como e le tratte dell'A14 Rimini nord-Cattolica, Fano-Senigallia e Ancona Sud – Porto Sant'Elpidio).

MENO TRAFFICO – Nel 2013 il traffico sulla rete italiana del Gruppo ha subito una flessione complessiva dell'1,6%. In particolare i mezzi a “2 assi” sono in calo dell'1,5% ed i veicoli a “3 o più assi” sono in diminuzione del 2,4%. L'andamento del traffico continua a risentire della congiuntura economica sfavorevole: con la crisi, gli itaiani viaggiano meno e cercano di spendere meno in benzina e gasolio, nonché in pedaggi autostradali. Nel confronto con l'anno precedente va tenuto conto del giorno in meno del mese di febbraio (il 2012 era bisestile); al netto dell'effetto calendariale, la variazione del traffico 2013 sulla rete italiana del Gruppo, è stata pari a -1,3% (-1,2% i veicoli a “2 assi” e -2,1% quelli a “3 o più assi”) rispetto al 2012.

QUESTIONE SICUREZZA – Dal punto di vista della sicurezza, dice Caprino, dobbiamo ricordare questo: almeno nei lavori per migliorare tratti già esistenti, già ora gli investimenti che risultano fatti sono superiori al vero e il ministero dei Trasporti non controlla: “Quindi, probabilmente, gli sconti per i pendolari li pagheremo sotto forma di minor sicurezza”. Poi c'è una seconda questione: chissà se il Governo allenterà la presa anche sui tormentati e contestati lavori della Variante di valico sulla Bologna-Firenze, in corso ormai da una decina d'anni. “Si è molto parlato del contenzioso – scrive Caprino – per lo smaltimento dei materiali di scavo delle gallerie. Si è parlato meno di altri problemi di costruzione delle gallerie medesime: il fatto che stanno minando l'equilibrio geologico delle montagne che attraversano, per cui in futuro potremmo improvvisamente scoprire che ci sono paesi appenninici a rischio di franare; le tecniche di scavo, per le quali c'è da verificare se tutte le autorizzazioni tecniche da parte del ministero sono complete (si stanno utilizzando metodi complessi, che non è facile tenere sotto controllo neanche dal punto di vista burocratico)”. Ora vederemo come si comporterà l'Esecutivo Renzi, ossia se subirà la pressione delle lobby dei gestori autostradali, o se si dimostrerà più impermeabile rispetto ai Governi precedenti.

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