Pedaggi alle stelle: il ministro Lupi vuole riformare il sistema

Interviene il ministro dei Trasporti Lupi: "Per quest'anno si imporrà una revisione dei meccanismo delle concessioni autostradali"

14 gennaio 2014 - 6:44

A inizio 2014, sono aumentati i pedaggi autostradali e sono scoppiate le polemiche. Il MoVimento 5 Stelle denuncia che “l'incremento delle tariffe autostradali avvenute nel 2014 ha un doppio effetto: da un lato favorire la lobby delle concessionarie e, dall'altro, mettere sempre più in difficoltà i cittadini, e in particolar modo i pendolari, e le aziende. La scelta politica attuata dal ministro e dal Governo è chiarissima: stare dalla parte dei forti senza preoccuparsi di strozzare chi invece avrebbe bisogno di essere sostenuto. Evidentemente la maggioranza non ritiene di aver ancora spremuto a sufficienza i portafogli di cittadini e imprese”. Dura anche la reazione della Lega Nord: diversi i presìdi sulle autostrade del Nord Italia con tanto di striscioni di protesta contro l'aumento dei pedaggi autostradali entrati in vigore con il nuovo anno. “No al rincaro del pedaggio autostradale” o “Il Nord paga doppio”, così si leggeva sui cartelli poche mattine fa: parlamentari, consiglieri regionali, provinciali e militanti si sono piazzati in prossimità dei caselli per protestare con quello che ritengono sia un aumento che danneggia soprattutto il Settentrione. In un clima così caldo, è intervenuto il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi.

SISTEMA DA RIVEDERE NEL 2014 – “Per quest'anno – ha detto il ministro – si imporrà una revisione dei meccanismo delle concessioni autostradali. Si dovrà intervenire con una revisione in collaborazione con le commissioni parlamentari”. Ma dove sta il problema? “Il sistema concessorio regolamentato da anni – ha affermato Lupi – deve essere rivisto a fronte di nuove regolamentazioni o di nuove regole che devono essere fatte laddove i contratti concessori vengono a scadere, in una discussione e in un confronto con le società autostradali. Noi – ha aggiunto – dobbiamo immediatamente intervenire in dialogo con i concessionari autostradali per alleviare i disagi sulle categorie più deboli, attraverso un sistema di abbonamenti e lavorare di comune accordo tra parlamento e commissioni per individuare anche con la Commissione europea formule che tengano conto di un contesto economico radicalmente diverso dal 2007”. Quella delle concessioni autostradali “è una questione che interessa tutti perché interessa i cittadini. È un grande fattore di competitività, il Governo continuerà a intervenire nel settore dell'autotrasporto, strategico per il nostro Paese. Mi auguro ci sia la possibilità di chiudere al tavolo del 15 gennaio, insieme alle società autostradali, su una forma di abbonamento per le categorie deboli, come i pendolari”.

NIENTE RINEGOZIAZIONE – Il ministro ha spiegato che comunque “non si possono rinegoziare concessioni che sono regolamentate per legge e che prevedono contratti in essere”. E ha ricordato che “quando il ministro Tremonti fece per decreto un blocco delle tariffe sulle concessioni in essere, non solo Governo e Parlamento dovettero tornare indietro sulla decisione, ma addirittura rimborsare i 6 mesi precedenti: per un semplice principio, che in un paese come il nostro i contratti in essere e le leggi in vigore devono essere rispettati”. Altra cosa invece – ha aggiunto Lupi – è “verificare e contestare puntualmente che l'attuazione del sistema convenzionato e concessorio e le regole stabilite del 2007 e in vigore siano puntualmente applicate. Non esiste la possibilità che nel verificare l'aumento o la diminuzione di tariffe autostrali non si tenga conto del parametro degli effettivi investimenti che vengono realizzati a fronte di concessioni date su impegni contrattuali. Ribadisco – ha dichiarato ancora Lupi – che è necessario che nelle commissioni competenti di Senato e Camera si debba entrare nel merito: il ministero ha fatto un ricognizione di questo”, per “verificare quanti sono gli investimenti e la ragione perché sono scattati gli aumenti”.

MA CI SONO DIFFERENZE? – Quanto agli ultimi aumenti dei pedaggi, il ministro ha spiegato che a fronte di una richiesta del 4,74% si è concesso un aumento medio complessivo del 3,9% e la metodologia degli aumenti è stata decisa d'intesa con il ministero dell'Economia. Iniquità tra Nord e Sud? “Si può dire – ha concluso Lupi – che il 52% della rete è concentrata nel Nord del Paese e qui sono in corso lavori per 4,5 miliardi di euro”. Quindi, più investimenti, maggiore sicurezza, e pedaggi più cari: che ne pensano gli automobilisti che utilizzano le autostrade del Nord?

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