Patentino: i «senza idoneità» rischiano dai 500 euro in su

Un anno dopo l'avvento della patente a punti, il primo luglio entrerà in vigore un'altra novità nel Codice della strada: il patentino per i minorenni alla guida dei ciclomotori. Si colloca un...

3 Marzo 2004 - 08:03

Un anno dopo l'avvento della patente a punti, il primo luglio entrerà in vigore un'altra novità nel Codice della strada: il patentino per i minorenni alla guida dei ciclomotori. Si colloca un gradino più in basso rispetto alle patenti tradizionali, ma non averlo potrà costare almeno cinquecento euro di multa. Il patentino sarà rilasciato dalla Motorizzazione civile, come le patenti di categoria superiore, ma l'esame si farà a scuola.

Tutti lo chiamano confidenzialmente «patentino» ma per il Codice della strada il suo nome è «Certificato di idoneità tecnica alla guida dei ciclomotori». Dovrà essere nelle tasche di tutti i ragazzi fra i 14 e i 18 anni che vogliano circolare in sella ad un motorino o uno scooter. Lo prevede l'articolo 2 di uno dei regolamenti attuativi del nuovo Codice della strada: il decreto legislativo numero 156 del 30 giugno 2003.

L'entrata in vigore del Certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori non modificherà la classificazione delle patenti dalla A in su. Il patentino infatti dovrà solo attestare che il ragazzo ha frequentato un corso di preparazione alla guida e ha sostenuto un esame di idoneità. Si presume quindi che chi lo possiede sia cosciente delle regole della strada e del giusto comportamento da tenere alla guida di un mezzo a motore. Questa però non è una patente a punti: in caso di infrazione, il ragazzo sarà multato ma non rischierà mai di vedere annullata la validità del patentino. In caso di controlli, chi non avrà con sé il nuovo documento rischierà il sequestro del motorino e una multa fra 516 e 2.065 euro (l'equivalente nelle vecchie lire è di un milione, fino a quattro milioni).

Ci si può preparare all'esame in due modi: con un corso nella scuola frequentata oppure con una serie di lezioni in autoscuola. La prima differenza sta nel prezzo: nel primo caso la frequenza è gratuita, nel secondo si paga in base al listino delle autoscuole. La seconda differenza riguarda il numero di ore: almeno venti nei corsi gratuiti, soltanto dodici in quelli privati.

I corsi degli istituti scolastici possono essere tenuti da agenti di Polizia municipale, Stradale o carabinieri. Le venti ore a disposizione sono distribuite in un modo ben preciso. Bisogna dedicare quattro ore alle lezioni sul comportamento, mentre sei ore servono per spiegare la segnaletica e le altre norme di circolazione. Due vanno poi all'educazione al rispetto della legge. Qui si fermano gli agenti: nelle ultime otto ore tocca a un insegnante la parte di «educazione alla convivenza civile».

A corso finito, l'ingegnere della Motorizzazione andrà nella scuola per l'esame di Stato, basato su una serie di quiz.

Fonte: Gazzetta di Parma

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