Patentini per ciclomotori: a Striscia il video della vergogna

Striscia la Notizia ha indagato sui corsi ai minorenni per ottenere il patentino che abilita a guidare i ciclomotori: il quadro emerso è desolante

12 gennaio 2012 - 7:00

Durante la puntata di lunedì 9 gennaio del programma tv Striscia la Notizia (Canale 5), Valerio Staffelli s'è occupato dei minorenni che vogliono conseguire il patentino per i ciclomotori, ossia la licenza per guidare i motorini di 50 cc o le microcar (quadricicli leggeri). Per legge, è obbligatorio frequentare un corso presso il proprio istituto scolastico o una scuola guida: dopodiché, occorre superare un esame. Con telecamere nascoste, alcuni minorenni si sono recati in diverse scuole guida per chiedere informazioni sulla trafila necessaria per ottenere il patentino. Ai ragazzi, è stato detto che per accedere all'esame non è obbligatorio frequentare i corsi.? Una bugia bell'e buona, che ha indotto Staffelli a consegnare un Tapiro d'oro a ogni autoscuola: non uno scoop clamoroso (è noto da tempo che certe scuole guida, specie al Sud, chiudono un occhio su determinate regole), ma il video di Striscia impone comunque un chiarimento sugli aspetti normativi e una riflessione.

LA LEGGE – Il patentino (Cigc, Certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori) è un attestato ufficiale rilasciato dagli uffici di Motorizzazione. Per conseguirlo, è obbligatorio ottenere il certificato medico che attesti il possesso dei requisiti psicofisici richiesti per la patente di guida della categoria A: viene rilasciato da uno dei medici abilitati alla certificazione per patenti (o dalla Commissione medica locale, nel caso di mutilati e minorati fisici). In più è richiesto anche il possesso dei requisiti morali previsti. Il patentino può ottenerlo chi ha compiuto 14 anni: i candidati minorenni lo conseguono mediante frequenza di un corso presso le autoscuole o le scuole di istruzione secondaria, e previo superamento di un esame teorico e di prova pratica davanti a un esaminatore della Motorizzazione. Invece, i candidati già maggiorenni al 30 settembre 2005 devono solo seguire il corso: per loro, niente esame. I corsi durano almeno 12 ore, più una lezione teorica di almeno un'ora (sul funzionamento in emergenza dei motorini).

LO SCANDALO – È risaputo che – in alcune autoscuole – i corsi non vengono organizzati, con la complicità dei ragazzi e delle famiglie: lo specchio dell'incultura della sicurezza stradale in Italia. Lo dimostra la risposta, nel servizio di Striscia, di alcune autoscuole: i genitori sostengono che i ragazzi non hanno tempo per seguire il corso per il patentino, perché devono frequentare la palestra e sono già sommersi di mille impegni. I padri e le madri dimenticano che il giovane – a digiuno delle regole basilari del Codice della strada – rischia grosso. Non basta la pratica, l'esperienza sul campo: anche le regole sulla precedenza, la conoscenza della segnaletica e in generale la capacità di guidare con prudenza sono fondamentali. E certi numeri dovrebbero incutere timore: in Italia, viaggiamo attorno ai 200 morti in motorino (e microcar) l'anno, con 20.000 feriti. Una strage della quale i papà e le mamme sono spesso complici.

MAGARI CON LA FIRMA… – Le autoscuole inadempienti sono a rischio multa: saranno gli organi competenti a valutare se sanzionarle. Ma uno strumento di (minima) prevenzione di queste “furbate” italiane potrebbe essere l'obbligo di firma – per il ragazzo – all'inizio e alla fine del corso. Oggi, invece, la scuola guida deve solo segnare la presenza o l'assenza del giovane alla “lezione”: un assist per chi vuole aggirare la norma. Ma siamo certi che la sola firma potrebbe non bastare: forse si dovrà arrivare alle telecamere stile “Grande Fratello”?

2 commenti

Daniele
9:00, 12 gennaio 2012

Valutare se sanzionarle? ma stiamo scherzando? dovrebbero affibbiargli una bella multa ed un periodo di sospensione (chiusura). Altro che “tolleranza italiana”

Daniele
10:53, 26 gennaio 2012

@ Gianni

Lei sostiene che la normativa non sancisce l'obbligo, mentre nell'articolo si afferma “Per legge, è obbligatorio frequentare un corso presso il proprio istituto scolastico o una scuola guida.
C'è qualcosa che non quadra

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