Patente europea 2013: un po' di stranezze

Le regole contengono anche qualche novità curiosa

11 febbraio 2013 - 5:00

La patente europea 2013 si pone l'obiettivo di migliorare la sicurezza stradale, a livello continentale. In attesa di valutarne gli effetti, con l'aiuto di Valerio Platia (esperto di Confarca, Confederazione autoscuole riunite e consulenti automobilistici), analizziamo il decreto legislativo n. 59/2011 e successive modificazioni e integrazioni (introdotte dal decreto legislativo n. 2/13 del 16 gennaio 2013): ha dato attuazione, nell'ordinamento italiano, alle disposizioni della direttiva comunitaria n. 2006/126/CE, in materia di patenti di guida. C'è qualche stranezza, almeno stando alle prime interpretazioni, e in attesa che il ministero dei Trasporti chiarisca meglio.

RESIDENZA – La nuova normativa, che è entrata in vigore in larga misura dal 19 gennaio 2013, reca diverse disposizioni di particolare interesse per la nostra attività; tuttavia di seguito vengono esposte solo quelle di carattere particolare. Sulla nuova patente di guida è stata eliminata l'indicazione della residenza del titolare; tale dato continuerà a figurare nell'archivio degli abilitati alla guida (gestito dal CED della Motorizzazione) e sarà aggiornato sulla base delle comunicazioni da parte dei Comuni, a seguito della dichiarazione resa dal titolare, in occasione del cambio di residenza. Per le patenti rilasciate prima del 19 gennaio 2013, in cui figura la residenza del titolare, non vengono più emessi i tagliandi adesivi di aggiornamento.

CAMBIO AUTOMATICO – La patente conseguita sostenendo la prova pratica su veicolo munito di cambio di velocità automatico consente di condurre solo veicoli muniti di tale tipo di cambio. Occhio: parliamo di auto e moto. Se per le macchine succede di rado che ci si presenti all'esame con un mezzo col cambio automatico, per le moto il discorso cambia: è molto più frequente. Sulle patenti così rilasciate, nel campo 12, accanto alla categoria a cui la limitazione si riferisce, viene apposto il codice 78, armonizzato in ambito UE. La guida di un veicolo con cambio manuale da parte di un conducente munito di patente con tale codice armonizzato non è lecita, ma non può essere oggetto di sanzione amministrativa. Infatti, in tale caso, non possono essere applicate le disposizioni dell'art. 125 CdS, che, pur indicando la sanzione per chi conduce un veicolo in violazione delle prescrizioni imposte dai codici riportati sulla patente, non prevede sanzioni per la violazione di codici amministrativi, tra i quali è collocato anche il predetto codice armonizzato 78. La violazione dei codici relativi alle “questioni amministrative”, salvo che non siano previste sanzioni diverse da altre disposizioni del Codice della strada, continua a non essere oggetto di sanzione alcuna, mentre permangono le responsabilità sul piano civile e penale, in caso di incidente.

AUTOCARRI – Non può essere oggetto di sanzione la guida di autocarri con massa superiore a 7,5 t da parte di conducenti di età inferiore a 21 anni che, alla data del 19/01/2013 hanno conseguito la patente di categoria C, ma non la CQC; parimenti, non può essere sanzionata la guida di motocicli con potenza netta superiore a 25 kW e rapporto potenza/peso superiore a 0,16 kW/kg da parte di conducenti che, prima del 19 gennaio 2013, hanno conseguito la patente A con accesso graduale (cosiddetta A2) da meno di 2 anni o che hanno meno di 21 anni. Per i titolari di patente A conseguita con accesso graduale, prima del 19 gennaio 2013, sono ancora operative le limitazioni previste dall'art. 117 CdS (motocicli di potenza non superiore a 25 kW e con rapporto potenza/peso non superiore a 0,16 kW/kg). Tuttavia, pur permanendo il divieto di guida di veicoli più potenti, per tale comportamento non sono più previste sanzioni (c'è però la responsabilità assicurativa, civile o penale di tale condotta).

RICONOSCIMENTO – L'equiparazione del CIGC (patentino) alla patente di categoria AM ha comportato l'abrogazione del previgente comma 6 dell'art. 180 CdS. Tuttavia, è venuto meno anche l'obbligo per il conducente di un ciclomotore di avere con sé un documento di riconoscimento (carta d'identità ecc., che valeva per conducenti di qualsiasi età), con la conseguenza che, fino a quando tutti i conducenti non avranno convertito il CIGC in patente AM (d'obbligo in caso di rinnovo di validità o di duplicato, a seguito di smarrimento, furto o deterioramento), la circolazione con il CIGC senza documento di riconoscimento non potrà più essere oggetto di sanzione.

NIENTE ILLECITO – Nell'art. 116 CdS è stato introdotto il comma 15-bis: prevede una sanzione amministrativa più mite (euro 1.000, più la sospensione della patente posseduta per 4 mesi; anziché euro 2.257, più il fermo del veicolo per 3 mesi) per le ipotesi di guida con patente diversa, purché di “sottocategoria”, rispetto a quella richiesta. Quindi, un titolare di patente della categoria B o superiore (conseguita dopo il 25 aprile 1988), che guida un motoveicolo per il quale è richiesta la patente di categoria A2 o A, non incorre nell'illecito penale di guida senza patente. Per chi l'ha conseguita dal 26 aprile 1988, invece, nessun problema: può guidare auto e moto potenti.

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