Patente di guida: Margherita Hack protesta per la visita negata

L'astrofisica novantenne s'è vista negare la visita per l'idoneità alla guida da un medico abilitato, senza che però l'avesse mai controllata

5 aprile 2012 - 9:45

La celebre astrofisica Margherita Hack potrà continuare a scrutare la profondità delle galassie, ma secondo un medico non potrà più guidare la sua amata Fiat Panda. Lo specialista che avrebbe dovuto visitarla per confermare la sua idoneità alla guida, infatti, s'è rifiutato di farlo perché l'illustre automobilista, classe 1922, ha superato gli 80 anni d'età.

“È UN ABUSO INCOSTITUZIONALE” – La scienziata, come riporta il quotidiano triestino Il Piccolo, ha subito sfoderato l'indole sanguigna propria della gente della sua terra (è toscana di Firenze) e ha parlato di discriminazione basata sulla sua età, protestando con vigore. La protesta sarebbe probabilmente proseguita se il medico stesso, il dottor Giuseppe Caragliu, non avesse interrotto il colloquio telefonico con l'interessata, il che avrebbe fatta definitivamente uscire dai gangheri l'interessata. “Mi sono rivolta a quel medico consultando una lista con i nomi dei professionisti abilitati che mi era stata presentata – ha dichiarato la scienziata – e l'ho scelto perché il suo studio è vicino al mio ufficio e offre possibilità di parcheggio. Ma lui s'è rifiutato di visitarmi dicendo che quelli con più di 80 anni non li visita. E l'ha ripetuto più volte”.

“È UNA QUESTIONE DI BUON SENSO” – Caragliu ha confermato: “Firmo certificati per la patente dal 1977 – ha dichiarato – e penso che per guidare 90 anni siano troppi, anche se si tratta della professoressa Margherita Hack. Il medico ha il diritto di prendere anche queste decisioni. Se la signora Hack vuole essere visitata, forse è meglio che si rivolga alla commissione, che può rinnovarle la patente anche per soli sei mesi; io invece sono costretto a firmare per due anni. Comunque, se ci tiene, venga pure da me. Sarò razzista, ma io non la dichiarerò idonea e la rimanderò alla commissione. Non mi potrei perdonare di aver in qualche modo causato indirettamente un incidente. Se ci tiene alla patente ci sono tanti medici abilitati in giro. Qualcuno, a Trieste, in passato ha subito anche qualche guaio per aver firmato l'idoneità alla guida ai ciechi. Io non sono così. Dal punto di vista giuridico la professoressa Hack ha ragione, ma mi comporto come un padre di famiglia, con buon senso”. Immancabile la replica della battagliera scienziata: “La mia patente scade a giugno, quindi ho ancora tempo, ma ne faccio un caso di principio. Si tratta di un abuso incostituzionale. Se poi il medico dichiara che a 90 anni non mi confermerebbe comunque la patente, si tratterebbe di un pregiudizio ancora più grave”. Chi ha ragione?

LA NON IDONEITÀ VA ACCERTATA, NON PRESUNTA – Il 10 febbraio 2012 è entrato in vigore il Decreto Legge n° 5, “Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni e di sviluppo”. I commi 1 e 3 dell'art. 11 del decreto hanno apportato delle modifiche all'art. 115 del Codice della Strada. In particolare, da quest'ultimo articolo è stato abrogato il comma 2 bis, che prevedeva l'obbligo, per i conducenti ultraottantenni non affetti da patologie invalidanti e desiderosi di vedersi confermare la patente, di conseguire un attestato di idoneità rilasciato dalla Commissione Medica Locale (C.M.L.). Dunque, tali soggetti possono ora rivolgersi, per ottenere l'idoneità, anche ai medici monocratici dei Distretti Sanitari di Base, delle Agenzie o di altri enti competenti. Quindi, come lo stesso professor Caragliu ammette, dal punto di vista giuridico Margherita Hack ha ragione. Ma se lei ha ragione, lui ha torto, e a nulla valgono le sue motivazioni dettate da un pur encomiabile buon senso di fronte alla forza della legge. Del resto, una visita di idoneità si effettua appunto per accertare l'idoneità, che non può essere negata preventivamente in base alla sola età. Se così fosse, la legge non concederebbe agli ultraottantenni alcun diritto di mantenere la patente, che verrebbe automaticamente revocata al compimento dell'80° anno. Ma poiché così non è, Caragliu avrebbe dovuto visitare Margherita Hack e poi decidere, in base ai risultati, se è in grado oppure no di guidare la sua Panda.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Marijuana al volante: il 70% degli americani ne ignora gli effetti

Renault, Nissan e Mitsubishi: via ai test con Waymo in Francia e Giappone 

Come scegliere l’auto giusta: i parametri da considerare