Patente a punti, salta il decreto; niente novità su minicar e autovelox

ROMA - Il governo ha ritirato il decreto sulla patente a punti. Lo ha annunciato nell'aula del Senato il vice ministro delle Infrastrutture, Mario Tassone. Lo stesso vice ministro ha annunciato che...

18 novembre 2005 - 8:50

ROMA – Il governo ha ritirato il decreto sulla patente a punti. Lo ha annunciato nell'aula del Senato il vice ministro delle Infrastrutture, Mario Tassone. Lo stesso
vice ministro ha annunciato che è intenzione del governo “salvarne le parti più significative” inserendole in alcuni provvedimenti in itinere: “Individueremo più avanti quello più adatto”.

Stamane nell'aula del Senato il numero legale era mancato 4 volte costringendo così il presidente di turno, Cesare Salvi, a rinviare la seduta al pomeriggio. In mattinata, in apertura della seduta, il vice ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Mario Tassone, aveva tra l'altro detto: “Se questo provvedimento non passasse, onestamente il governo non potrebbe che prenderne atto; però tutti i provvedimenti già varati, comunque migliorativi dello stato della sicurezza, verrebbero certamente ad essere vanificati”. Tassone aveva quindi sollecitato l'approvazione del decreto così com'è per evitarne la decadenza.

Poi, nel pomeriggio è mancato nuovamente il numero legale sulla pregiudiziale di costituzionalità presentata dai Verdi. Prima di una nuova verifica Tassone ha chiesto la sospensione di un'ora. E alla ripresa l'annuncio che il governo non insisteva più per la conversione in legge.

Ora potrebbe essere riproposto in qualcuno dei provvedimenti in itinere – probabilmente la Finanziaria – ma senza gli emendamenti che la Camera ha approvato ieri, come ad esempio il foglio rosa a 17 anni e l'elevazione per l'età minima per guidare le “minicar” a 16 anni.

Altri punti dal futuro incerto: la possibilità di superare i limiti di velocità in città fino a 70 chilometri orari, punibile solo con una sanzione più elevata e senza sottrarre punti alla patente e il divieto di utilizzo dell'autovelox sulle strade extraurbane da parte della polizia municipale.

“Come volevasi dimostrare – ha sottolineato il capogruppo della Margherita, Willer Bordon – Quando la destra deve approvare leggi ad personam, leggi vergogna o leggi che dividono l'Italia, i senatori sono tutti schierati in aula. Quanto invece il Parlamento affronta temi importanti per tutti i cittadini i parlamentari della destra si dileguano”.

(17 novembre 2005)

Fonte: La Repubblica

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